Tutto finisce a “Tarallucci e Vino”, l’abruzzese che ha conquistato New York

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New York City (Stati Uniti d’America). La cucina italiana piace agli americani. E anche quella abruzzese. A confermarlo, l’articolo del giornalista Matt Gross pubblicato qualche mese fa sul New York Times, nella sezione Travel. Il pezzo, dal titolo “Mangia, Mangia!”, elogia tipicità ed eccellenze dell’enogastronomia abruzzese, ma soprattutto la sua capacità di essersi conservata tradizionale e familiare.

Una cucina semplice ma affascinante che è riuscita a far breccia nel cuore dei newyorkesi. Un successo simboleggiato dai cinque ristoranti “made in Abruzzo” “Tarallucci e Vino”, aperti nel cuore di Manhattan: Union Square, East Village, NoMAD, Upper West Side e Cooper Hewitt.

Il fondatore della catena, Luca Di Pietro, proviene dall’Abruzzo. Ha fondato Tarallucci e Vino nel 2001. Luca ha deciso di cogliere la semplicità e l’eleganza informale di bar italiano e la cultura del “caffé”, qualcosa che mancava nella Grande Mela e che ha voluto ricreare. Questa semplice idea ben presto si trasformò in un gruppo di ristoranti apprezzati, sia dagli italoamericani che dai newyorkesi, per il loro autentico fascino e calore abruzzese.

“All ends well with Tarallucci e Vino”…

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