L’arcigay di teramo contro il concerto di Povia a giulianova

GIULIANOVA – Recente la pubblicazione in merito al cantante che salirà sul palco il 22 aprile in occasione della festa della SS. Madonna dello Splendore di Giulianova, Giuseppe Povia. Siamo tutti ben informati della fama di intolleranza, e se vogliamo fanatismo, che accompagna da tempo il cantante. I contenuti di alcuni brani contrastano profondamente con i nostri valori statutari ma soprattutto con quelli espressi dalla stessa religione cattolica, dunque la domanda sorge spontanea, come è potuta avvenire una scelta simile? Sulla base di quali criteri, il Comitato Festa di Giulianova ha selezionato l’artista?

Ricordiamo il brano “Luca era gay” dove canta una presunta “remissione dall’omosessualità”, rimandando alle inconsistenti “terapie riparative” di Joseph Nicolosi che mirano a cambiare l’identità sessuale di gay “redenti”, terapie tra l’altro espressamente condannate non solo dall’APA, l’esponente associazione di psicologi americani che nel 1973 depennò l’omosessualità dal Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali ma anche da ex leader di Exodus, uno dei più grandi movimenti religiosi che propaganda la salvezza per gli omosessuali grazie alla fede, i quali chiesero pubblicamente scusa per la solitudine, la vergogna e la paura che hanno generato nelle persone omosessuali attraverso i loro messaggi. Messaggi, a nostro parere, in netto contrasto con lo spirito di amore e fratellanza che dovrebbe essere alla base di una festa religiosa. Che dire poi del suo ultimo singolo “Siamo Italiani”, in cui esplicita posizioni xenofobe decisamente simili a quelle di casa pound? Senza contare le recenti critiche su Twitter al ministro Cécile Kyenge perchè, sostiene il cantante, si prenderebbe più a cuore gli extracomunitari piuttosto che gli italiani “L’Italia va gestita dagli italiani. Di questo passo, il nostro Paese potrebbe un giorno finire in mano ai cinesi” giustificandosi, in un secondo momento, dalle accuse di razzismo dichiarando di avere uno spirito “nazionalista e non razzista”.

Dunque, perchè Povia? Carenza d’attenzione, superficialità o mancanza di scelta? Qualsiasi sia la motivazione, dobbiamo ricordare che quando ignoriamo messaggi di intolleranza, seppur velati, diventiamo complici delle prepotenze che originano. Rinnoviamo pertanto l’invito al Comitato Festa di Giulianova, e a tutti quelli della Provincia, di adottare maggior senso critico nella scelta degli artisti, avendo consapevolezza della responsabilità morale e sociale, di cui risponderanno, anche dei messaggi che i propri ospiti lanciano dal loro palco.

Arcigay Teramo manifesta un chiaro e deciso NO a Povia, all’omofobia, al razzismo e a qualsiasi altra forma di discriminazione.