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Calcio dilettantistico, ultimi risultati

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Molte squadre festeggiano la qualificazione, altre devono ancora attendere

E’ da pochi giorni terminato il campionato di calcio della provincia teramana ed ora siamo in piena fase play off. Le emozioni non sono mancate nelle diverse divisioni, ma solo le squadre più forti hanno potuto accedere alle categorie superiori. Illustriamo di seguito quali squadre si sono qualificate e quali sono retrocesse.  

In terza categoria si è qualificata prima in classifica la Nuova Santegidiese 1948 e ora Cortino e United Hatria se la vedranno per contendersi la seconda categoria. Nulla di fatto per il Villa Real che rimane in terza categoria con 37 punti.

Nel girone E della seconda categoria guadagna la promozione Montebello Calcio e ora si aspetta lo scontro tra Bisenti e Colle Corbino. Retrocede Calcio Club Caprara e Vicoli dopo essere stato battuto 2 a 1 dal Castilenti Calcio ai play out.

Nel girone D sempre in seconda categoria si classifica prima la Virtus Teramo con ben 70 punti e vince ai play off la Toranese che batte Alba Nova 2 a 1. USAC Corropoli si classifica 5 in zona play off ma non ce la fa a qualificarsi, mentre il Nereto finisce il campionato all’ottavo posto. Retrocedono Alto Tordino e Guardia Vomano.

Saliamo ancora ed entriamo nel girone E della prima categoria che vede vittorioso il Delfino Flacco Porto ed ora si attende l’ultima gara di play off tra S.S.D. Casoli di Atri e Verlengia Calcio. Retrocede l’Arsita dopo aver perso con il San Marco.

Nel girone D della prima categoria passa in promozione Castellalto mentre l’Atletico Lempa già qualificato per la finale play off se la dovrà vedere con l’ Atl. Morro D’Oro.

In promozione come già annunciato da tempo il Martinsicuro vince il girone A e la Coppa ” Nello Mancini” contro il Borrello, squadra vincitrice del girone B. Passano nei 2 gironi anche Paterno e Laurentum.

Il 5 giugno ci sarà la notte degli Oscar di Teramo Dilettanti allo chalet la Tartaruga con la premiazione delle squadre promosse, capocannoniere, top 11 player, miglior allenatore, top goal, top parata, miglior tifoseria e miglior reporter.

 

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CoViD19, Ricciardi: “Chiudere palestre e più smart working ma scuole aperte”

Luigi Tommolini

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E’ arrivato il momento di “prendere decisioni importanti e urgenti: alcune regioni sono ai limiti della sostenibilità. Occorre potenziare lo smartworking, da attuare sempre ove possibile, e tenere aperte le scuole, chiudendo le attività non essenziali come palestre e circoli”.

Lo afferma all’Adnkronos Salute Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute e ordinario di Igiene generale e applicata alla Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica di Roma, dopo l’impennata di positivi registrata in Italia. Secondo l’esperto “la strada e chiara”, dopo il coprifuoco annunciato in Francia e le numerose regioni italiane in sofferenza: “Penso a Lombardia, Campania, ma anche Lazio, Puglia, Piemonte”.

“Dove gli indici di contagio sono nettamente superiori a 1 occorre intervenire”, altrimenti c’è il rischio che la situazione sfugga di mano, ribadisce Ricciardi. E se il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, ha annunciato la chiusura delle scuole fino al 30 ottobre, “questa è una decisione scientificamente non motivata – precisa l’esperto – Vanno chiuse, piuttosto, le attività non essenziali”. Per interrompere la corsa del virus. Quanto al ‘nodo’ dei trasporti pubblici locali, “c’è un forte ritardo: non è stato fatto nulla. Se non è possibile intensificare le corse, vanno scaglionati gli ingressi a scuola”.

Mentre i casi di Covid-19 aumentano in modo esponenziale, “è bene ricordare che la mascherina va portata sempre. A mio modo di pensare anche a scuola e anche in classe”, sottolinea Ricciardi, precisando che si tratta di “un mio parere personale” e ribadendo che “le scuole devono restare aperte”.

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Focus

Legambiente: 85% delle città sono inquinate

Benedetta Mura

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Legambiente parla chiaro e avvisa: l’inquinamento atmosferico sta condannando l’Italia. Il report dell’associazione ambientale intitolato “Mal’aria edizione speciale” presenta una situazione allarmante per 97 città italiane oggetto della ricerca. L’85% di esse non raggiunge la sufficienza. Ergo non rispetta i parametri inquinanti imposti dall’OMS. Solo il 15% dei centri urbani è stato promosso. In prima posizione troviamo Sassari (9, Sardegna). A seguire Macerata (8, Marche), Enna (7, Sicilia), Campobasso (7, Molise), Catanzaro (7, Calabria), Nuoro (7, Sardegna), Verbania (7, Piemonte), Grosseto (7, Toscana), Viterbo (7, Lazio), L’Aquila (6, Abruzzo), Aosta (6, Valle d’Aosta), Belluno (6, Veneto), Bolzano (6, Trentino-Alto Adige), Trapani (6, Sicilia), Gorizia (6, Friuli-Venezia Giulia). Tutti centri urbani di piccole-medie dimensioni che nel quinquennio 2014-2018 hanno registrato dei livelli atmosferici soddisfacenti e positivi. A chiudere la classifica con un voto pari a 0 ci sono cinque città: Como (Lombardia), Milano (Lombardia), Palermo (Sicilia), Roma (Lazio), Torino (Piemonte). Quattro su cinque sono grandi città metropolitane, che da sempre combattono contro l’inquinamento ma senza raggiungere mai i risultati sperati.

I parametri imposti dall’OMS sono piuttosto restrittivi: <<20µg/mc per il Pm10; 10 µg/mc per il Pm2,5; 40 µg/mc per il NO2>> – riporta Legambiente. Mentre L’Unione Europea si mostra più di manica larga, con un limite medio annuo di 50 µg/mc per il Pm10, 25 µg/mc per il Pm2,5 e 40 µg/mc per il NO2. Tutte cifre il cui raggiungimento è fondamentale per tutelare la salute dei cittadini. Quello dell’inquinamento dell’aria nei nostri centri urbani è una piaga che affligge l’intero territorio nazionale, colpendo in primis le grandi metropoli e causando 60.000 morti premature ogni anno nonché ingenti costi sanitari. Nel report Legambiente bacchetta città e regioni che sono venute meno nel rispetto dei parametri. Parla di poco coraggio, riferendosi in particolare alle regioni della Pianura Padana: Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto. La distesa pianeggiante più grande d’Italia è proprio l’epicentro dell’inquinamento nazionale. Le regioni dell’area padana anziché porre un immediato rimedio alla critica situazione hanno preferito rimandare al 2021 il blocco alla circolazione dei mezzi più vecchi e inquinanti “Euro4”. Iniziativa che sarebbe dovuta entrare in vigore a partire dal 1 ottobre di quest’anno per i comuni sopra i 30.000 abitanti.

Ad incidere più di tutto sulla qualità dell’aria è l’utilizzo delle automobili. Tallone d’Achille delle politiche ambientali. Le comunità scientifiche internazionali assieme alle Agenzie di Protezione per l’Ambiente (ARPA) hanno certificato che ad incidere in quantità maggiore sull’inquinamento sono i trasporti su strada che comprendono veicoli leggeri e non solo. Figurano anche i trasporti di merce, impianti agricoli e allevamenti, riscaldamento a legna e non, industria, produzione di energia. Le proposte per combattere l’inquinamento sono tante e varie. Si parte da due concetti propri di una morale sana, quali, coraggio e coerenza. E’ da questi due punti fermi che bisogna ripartire se si vuole intraprendere il giusto cammino verso la sostenibilità ambientale. Di primaria importanza è anche l’incentivo ad utilizzare mezzi pubblici, potenziare la sharing mobility e raddoppiare le piste ciclopedonali. Puntare sull’energia elettrica, investendo su di essa non solo per il futuro ma anche per il presente. <<Solo così, affrontando con coraggio e costanza la realtà e introducendo le giuste azioni, si potrà guardare al futuro delle nostre città e della nostra salute in maniera chiara e sicura>> – dichiara Legambiente.

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Pescara: 31enne investita da un’auto, è grave

Maria Giulia Mecozzi

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PESCARA – E’ grave la 31enne che ieri, 2 ottobre, è stata investita da un’auto mentre attraversava la strada con il suo cane. Alla guida c’era un 75enne ma non è ancora chiaro se la donna si trovasse sulle strisce pedonali. Immediatamente sul posto i sanitari del 118 hanno provveduto al suo trasferimento presso l’ospedale e ora, si trova ricoverata nel reparto di Ortopedia con una prognosi di 45 giorni. Dopo l’accaduto il cane era fuggito ma è stato ritrovato.

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