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Musica&Retroscena

Intervista al nostro futuro artistico

Si parla spesso dei giovani che sono, ovviamente, il nostro futuro. Ecco cosa tre giovanissimi ragazzi di talento nel campo artistico, nonché vincitori della prima edizione dell’A&D Talent di Martinsicuro hanno detto rispetto all’evento della nostra città, e al contesto artistico italiano.

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Cominciamo con la vincitrice della categoria Canto: Emanuela Reviezzo.
Ognuno di noi vuole realizzare i propri sogni, tu come vedi il tuo futuro?
Ho due sogni in particolare che voglio realizzare fin da quando ero bambina . Nel mio futuro vedo la professione di cantante che va in parallelo con quella di medico , studio e canto sono i miei due sogni e dovrò riuscire a realizzarli , perchè ci credo con tutta me stessa .

Cosa pensi dei vari talent e concorsi che ci sono in giro?
Ho iniziato a fare concorsi all’età di 15 anni e ognuno di essi per me è stata un’esperienza di crescita personale e musicale . Amo i concorsi perchè è li che conosco tantissimi artisti che condividono la mia stessa passione e in ognuno di loro riesco a cogliere qualcosa per poter crescere e migliorare , mi misuro con loro , ma al di là della competizione c’è l’amicizia che si instaura. Questo per me è il bello di tutti i concorsi fatti finora .

Cose negative e cose positive dell A&D talent.
Le cose positive sono davvero tante : innanzitutto la professionalità e l’umiltà che va dagli organizzatori , alla valletta , ai presentatori , alla giuria , ai comici e a tutti coloro che hanno avuto a che fare con la preparazione e la riuscita del talent . La prima cosa che ho notato e che mi ha fatto quasi emozionare è stato l’amore , l’impegno e la dedizione che ho visto in Agata e Danny nella preparazione di ogni singola serata per il talent , faccio un esempio : quando mi presentavo il pomeriggio a fare le prove ,loro dedicavano ore intere ad allestire con ogni particolarità e dettaglio i tavoli assegnati alla giuria , oppure si preoccupavano per ogni minima cosa per tutti noi partecipanti , ci chiedevano dei pareri che li potessero migliorare e volevano sapere le nostre necessità , emozioni e sensazioni , insomma in tutto questo percorso ci hanno sempre messo a nostro agio. Un’altra cosa positiva è che ho conosciuto molte persone eccezionali , sono nate delle forti amicizie all’interno di questo talent e con gli altri partecipanti ancora ci stiamo sentendo e frequentando , nonostante la lontananza in alcuni casi . L’unica cosa negativa che ho riscontrato è stato qualche problema tecnico , che tra l’altro può capitare dappertutto .

Italia e artisti emergenti, pensi sia una combinazione ancora compatibile?
Questa domanda è un pò difficile data la crisi del momento che si riscontra in ogni settore . Penso che se si sbloccherà la situazione , sarebbe bello avere dei nuovi artisti , nuovi volti e nuove voci da poter presentare. Anche se ci troviamo in questo momento un pò particolare direi che si può sempre sognare , sperare e credere .

A cosa credi possa servire partecipare ad iniziative come i talent?
Ogni talent è un modo per venir fuori e per potersi misurare su dei palchi con altri artisti . E come dicevo prima è una crescita personale e musicale , sia nella sconfitta che nella vittoria .

Come vincitore dell A&D Talent consiglieresti la partecipazione all’A&D Talent di Martinsicuro a qualche tuo amico?
Assolutamente si , come ho già detto ad Agata e Danny la sera stessa della vittoria , ho fatto molti concorsi sia a livello regionale che nazionale , ma la A&D Talent , è stato uno dei concorsi più belli e trasparenti a cui io abbia mai partecipato . Un’esperienza unica che consiglierei a chiunque e non lo dico perchè ho vinto , ma perchè è pura verità .

Ti aspettavi di vincere?
Assolutamente no , non riesco a crederci nemmeno ora . Il livello di bravura degli altri partecipanti era molto alto . Non me lo aspettavo anche perchè il mio motto è quello di dare il massimo in ogni cosa , ma senza mai aspettarsi nulla , nessuno di noi è mai arrivato e l’umiltà a mio parere è la cosa più importante per poter andare avanti .

Prossimo passo?
Il prossimo passo sarà studiare ancora canto , riprendere le lezioni di chitarra , continuare a scrivere pezzi inediti e realizzare il videoclip con la A&D Talent . Sono prontissima per questa nuova esperienza e non vedo l’ora di collaborare con tutti loro .

 
Continuiamo con i vincitori della categoria Danza: i Marimprovviso (Sara Ciprietti & Paolo Manno).
Ognuno di noi vuole realizzare i propri sogni, voi come vedete il vostro futuro?
Vediamo il nostro prossimo futuro come membri di una compagnia…. Per toccare con mano cosa voglia dire essere un danzatore professionista…ma non nascondiamo di sognare un futuro come creatori di noi stessi e di altri danzatori. Ci auguriamo tanto di continuare insieme la nostra carriera…

Cosa pensate dei vari talent e concorsi che ci sono in giro?
In giro ci sono concorsi divisi per genere, con poco spazio alla ricerca e all’ innovazione. Quelli locali hanno Spesso uno spirito fin troppo dilettantistico, che non mette in luce talenti, anzi, a volte pensiamo vengano addirittura ridicolizzati.

Cose negative e cose positive dell A&D talent.
Ci hanno colpito la serietà dell’ organizzazione, lo spirito degli artisti concorrenti, la cura nei minimi particolari… Ci è dispiaciuto che a concorrere nella categoria danza fossimo soltanto in 5…. Ma sappiamo benissimo che non è l’A&D responsabile di questa carenza.

Italia e artisti emergenti, pensate sia una combinazione ancora compatibile?
Non per ora. Non per la danza e non per l’arte contemporanea in genere.

A cosa credete possa servire partecipare ad iniziative come i talent?
A farsi conoscere, a portare in scena qualcosa di proprio. Che siano iniziative locali o meno… I talent possono essere una vetrina per il proprio operato!

Come vincitori dell A&D Talent consigliereste la partecipazione all’A&D Talent di Martinsicuro a qualche vostro amico?
A chiunque creda nella bellezza dell’arte e abbia voglia di mettersi in gioco, ma soprattutto a chi sta elaborando una propria ricerca e abbia voglia di conoscere il parere di esperti e non.

Vi aspettavate di vincere?
No, non ce lo aspettavamo… Almeno finchè non ci siamo resi conto dei voti e dei giudizi ricevuti. Il momento difficile è arrivato quando abbiamo visto i nostri colleghi Giulia&Davis all’opera, abbiamo creduto di essere spacciati!

Prossimo passo?
Barcellonaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Tenteremo insieme un’audizione presso la Martz Dance Company….lunghissima vita al lupo che ci tiene in bocca!!!!!

 
E per concludere in bellezza vi lasciamo all’intervista del vincitore della categoria Recitazione: Thomas Tossici.

Ognuno di noi vuole realizzare i propri sogni, tu come vedi il tuo futuro?
Personalmente pieno di strade in salita, sto combattendo ormai da tempo per far si che il mio futuro possa essere come lo desidero, pieno di emozioni, arte e musica.

Cosa pensi dei vari talent e concorsi che ci sono in giro?
Che possano, ognuno a modo suo, rappresentare una valida opportunità di crescita per tutti i giovani talenti che si vogliono cimentare in confronti… questi accrescono esperienza e, come ho sempre sostenuto, ti permettono di non dimenticare mai che l’umiltà e il lavoro sono gli unici mezzi per crescere davvero.

Cose negative e cose positive dell A&D talent.
Essendo la prima edizione è ancora presto per dire qualcosa a tal proposito, posso soltanto dire che è uno dei più completi che ci siano in giro e che l’opportunità di farsi notare in tv, come soltanto pochi talent locali possono vantare di fare, è davvero una cosa che richiama attenzione e che colpisce oltre alla serietà della gestione e dell’organizzazione da parte della A&D.

Italia e artisti emergenti, pensi sia una combinazione ancora compatibile?
L’Italia può vantare grandi artisti del passato che hanno lasciato, a noi emergenti, qualcosa di grande, gesta immortali oserei dire, su cui lavorare e dalle quali prendere esempio. la musica italiana, come il cinema d’autore e il grande teatro dell’opera Italica, hanno scritto la storia di tanti artisti indimenticabili…grazie a loro, seguendo le loro tracce potremmo mantenere e far splendere ancora il nome dell’arte made in Italy in giro, non solo per la nazione, ma in tutto il mondo.

A cosa credi possa servire partecipare ad iniziative come i talent?
beh… i talent sono… quasi indispensabili. la competizione ti sprona a fare meglio, a dare di più ogni volta…

Come vincitore dell A&D Talent consiglieresti la partecipazione all’A&D Talent di Martinsicuro a qualche tuo amico?
Si… lo consiglierei a chiunque volesse mettersi alla prova

Ti aspettavi di vincere?
Veramente c’ho pensato, poi quando ho visto il livello non indifferente dei partecipanti alle varie categorie ho iniziato a tornare con i piedi per terra… ho dovuto lavorare molto e se, alla fine, sono cresciuto, lo devo anche ai miei avversari.

Prossimo passo?
Il prossimo passo… continuare a sognare, lavorare, studiare e regalare emozioni. quel che sarà potrà dirlo solo lo stage!

Ascoli Piceno

Il silenzio della nightlife: intervista a Gianni Schiuma

Simona Borghese

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Coronavirus, ed in particolare la seconda ondata, ha spento le luci nei luoghi del tempo libero come cinema, teatri, sale concerto ed anche in quelli della vita notturna. Abbiamo raccolto la testimonianza di un noto imprenditore del settore, Gianni Schiuma proprietario del Viniles, locale molto conosciuto di San Benedetto del Tronto, attivo dal 2012 con una doppia veste: estiva in giardino ed invernale come club simbolo della nightlife della Riviera delle Palme, grazie anche ad ospiti e Dj di fama nazionale e internazionale. Questo settore, importante anche dal punto di vista occupazionale, è stato uno dei più colpiti dalle note misure di contenimento anticovid e continua a vivere un momento di difficoltà ed incertezza.

Da operatore del settore come stai vivendo questo periodo di chiusura forzata?

La prima ondata a marzo ha colto tutti di sorpresa, eravamo impreparati e silentemente abbiamo aspettato per tre mesi di poter riaprire; abbiamo lavorato nella stagione estiva ma, pur mantenendo un atteggiamento guardingo e attento, non pensavamo di ritrovarci in una situazione addirittura peggiore. Finita l’estate stavamo infatti organizzando l’inverno e invece, a metà ottobre, abbiamo chiuso nuovamente.

Le prospettive-continua- allo stato attuale non ci sono e oltretutto la nostra zona, rispetto alla prima ondata, è stata molto colpita.

In previsione di una ripartenza, voi imprenditori della notte vi siete supportati cercando strategie comuni?

No, al momento c’è solo un disorientamento e un silenzio assordante. Ci si sente con qualcuno per un sostegno morale. Si potrà iniziare a pensare a strategie forse ad anno nuovo. Ora siamo in balia di un vaccino che arrivi il prima possibile e che permetta alle persone di fare una vita normale. Poter riaprire e mettere insieme le persone, anche senza ballare, per ascoltare un po’ di musica di qualità, mangiare e comunicare, sarebbe già qualcosa di significativo.

Stai lavorando a qualche progetto nel frattempo?

Ognuno cerca di sollevarsi con progetti futuri. Io sto preparando Radio Viniles, un’idea nata per mantenere un contatto con nostri clienti ed amici. Insieme a mio figlio e Sergio Dub, un mio collaboratore, stiamo lavorando a questo progetto ed appena possibile sarà on line.

Ci saranno collaborazioni con vari dj, musica di qualità h 24 dal mattino fino a notte, cambiando ritmo e situazione, da old style a musica nuova e un po’ di italiana. Tutto questo ci aiuta ad andare avanti.

Un tuo pensiero per il popolo della notte?

Penso che quello che stiamo vivendo sia qualcosa di epocale che riguarda tutto il pianeta. Non dobbiamo dare a questo momento il potere di deprimerci ma dobbiamo mantenere un pensiero positivo. Quando tutto ciò finirà probabilmente torneremo con più consapevolezza e daremo più valore ad ogni giorno.

Io sono abituato a regalare momenti di gioia attraverso la musica, le parole e ad incoraggiare le persone. Questa seconda ondata certamente è stata più dura della prima; ora abbiamo l’inverno davanti, le Feste- aggiunge- e il suo ricordo va allo scorso Capodanno, una notte magica e bellissima, dove organizzò un evento che richiamò moltissime persone in piazza a San Benedetto.

Cosa ti manca di più del tuo lavoro?

Mi mancano le persone, il dialogare, gli sguardi, la musica, i sorrisi, l’umanità del mio lavoro. Molti pensano alla notte come un mondo di perdizione ma in realtà la notte rappresenta nel suo riflesso quello che è la società, ci sono cose bellissime e si creano anche rapporti meravigliosi. Tutto questo manca.

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Focus

“Jump”: il ricordo di Eddie Van Halen, leggenda della chitarra

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JUMP (di Cesidio Colantonio)

L’ho saputo da voci di corridoio. Una vecchia chitarra volò verso il cielo blu come l’occhio di una bambina e lui si girò rapido come un gatto e la prese al volo con il suo agevole scatto del polso. Rimasi a fissare la scritta per qualche minuto come se non avessi il coraggio di crederci. Un angelo della chitarra, con un’ala spezzata, avvolto nelle stelle con i suoi lunghi capelli era volato via. Un sogno troppo presto infranto. Il silenzio si aggirava furtivo lungo le nostre strade lunghe, larghe, squallide e come dicono mille e più canzoni rock ci ritrovavamo a gironzolare il sabato sera per il nostro paese con le note musicali di Eddie che riempivano l’aria da pinguini della notte, l’unico antidoto a serate ataviche, a cercare il passaporto per lasciarlo che arrivò subito dopo sotto forma della prima vera chitarra della loro vita. La musica fu parte integrante della loro fanciullezza, fu qualcosa che il loro subconscio assorbì profondamente. La musica era divertimento, anche quella richiesta con un mex, una dedica radiofonica con il vecchio gettone madreperla. La sua testa racchiudeva già suoni che non avevano possibilità di venire fuori. E secondo una tradizione da tempo consolidata tentava insieme ai suoi amici, mai a corto di esprimere le sue sensazioni, le sue emozioni, le sue fantasie musicali con una scopa, con le vene della fronte pronte ad esplodere. Provare il brivido della musica dal vivo era un sogno impossibile. Il musicologo Cari Seashore sostiene “che la struttura ritmica della musica può creare anche una sensazione di piacere fisico, di libertà, di ampiezza, di nuovi orizzonti”. E quando non faceva pratica su una chitarra vera, girava per il campo verdeggiante suonandone una immaginaria che sarebbe diventata la sua voce, la sua collocazione nel mondo, con le sue fantasie che piano piano prendevano corpo e forma, mentre masticava una vecchia mou comprata all’emporio del paese. Free feeling. Una miscela di rock, blues ed estasi musicale. C’era in tutti noi la sensazione fantastica che stessimo vincendo. Avevamo una gran forza, cavalcavamo con maestria da surfisti la cresta di un’onda altissima anche quando la paura atavica di trovarsi i rossi sotto al letto era al culmine!! La musica diveniva nel tempo esperienza conoscitiva grazie al quale il fan o ascoltatore entrava in diretto contatto con l’artista o sentiva il suo arrivo a milioni di chilometri di distanza. Può il vento ricordare i nomi soffiati nel passato? E con lo scorrere del tempo, l’età e la saggezza” il grande Eddie sussurrava suonando con la chitarra in spalla e non gli importava se lo chiamavano vagabondo perché lui sapeva che c’era qualcosa di più profondo delle apparenze. Nel suo modo di scrivere e suonare c’era quasi sempre uno scontro tra realtà e fantasia. La fantasia serviva a mostrare i diversi aspetti della realtà. Era un’artista trascinante, graffiante e appassionante che distribuiva con inconsueta generosità la bellezza da lui creata. Ed il ricordo e la sua musica sopravviverà quale imperituro monumento ad un grande musicista che dava del tu alla propria chitarra. Ciao Eddie.

Cesidio Colantonio

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Focus

Dopo anni, rinasce la manifestazione musicale “Le Radici del Suono”

Grande musica con Tony Esposito e Pietra Montecorvino

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Tutto nasce nella primavera del 1991, quando un gruppo di amici di San Giorgio a Liri, cittadina che sorge nella parte meridionale della provincia di Frosinone, tra cui Tonino D’Arpino, tutti amanti della musica, decidono, quasi per caso, di dare vita ad una manifestazione musicale tesa a ricercare le radici autentiche della tradizione musicale dei rispettivi luoghi d’origine. Nacque così un evento incentrato sulla musica, con uno stimolante confronto tra culture ed etnie diverse, tanto che nel corso degli anni diventa una realtà nazionale, riuscendo a competere anche con altre realtà di lunga tradizione di altre regioni. Una musica new folk con un forte attaccamento alle tradizioni popolari che nel corso del tempo ha assunto anche un carattere internazionale. 

La manifestazione si è svolta per 17 anni dal 1991 fino al 2008 e sul palco si sono alternati grandi nomi della musica internazionale, nazionale e popolare quali Alex Britti nel 1991, Ciapa Rusa nel 1992, Peppe Barra nel 1994, Ambrogio Sparagna nel 1996 e Eugenio Bennato nel 2003, solo per citarne alcuni.                                                                                                                                            

Finalmente quest’anno la manifestazione è rinata ed ha ripreso il suo corso, scegliendo di ancorare le esperienze del passato a qualcosa di duraturo e di tangibile con un progetto che, tenendo conto della pandemia e delle relative restrizioni, faccia in modo che la musica entri nel cuore delle persone e ritorni ad essere un grande strumento di aggregazione.

L’edizione 2020 del festival musicale “Le radici del Suono”, patrocinato della Regione Lazio e dell’amministrazione comunale di San Giorgio a Liri (FR), ha visto l’esibizione di Tony Esposito con “Le origini Tour” e di Pietra Montecorvino con “On Tour”, due grandi interpreti della musica tradizionale del Sud Italia.

Una manifestazione pienamente riuscita, grazie anche all’organizzazione artistica di Pasquale Palmieri, Piergiorgio D’Arpino, Francesco Terrezza ed Emiliano Pelagalli, che ha avuto una grande affluenza di pubblico che purtroppo solo in parte è potuto accedere nell’area dedicata all’evento, causa le limitazioni imposte dell’applicazione delle norme di prevenzione del covid, sperando che il prossimo anno queste misure siano superate.

Vincenzo Di Ruzza @Vdruz

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