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Focus

Talent show, l'arte "POP"

Oggi si parla spesso molto male di questi Talent e, per partito preso, non si pensa che invece possono essere un ottimo trampolino di lancio per chi ci vuole provare.

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Non tutti sanno che il talent show è uno degli spettacoli più vecchi della televisione anche italiana. Mirato verso la ricerca di talenti, ultimamente ha preso sempre più piede. Il Regno Unito è il paese in cui il Talent Show è più seguito ed influente seguito poi dall’America. I Italia già nel 1965 venne messo in onda uno dei primissimi Talent: “Primo Applauso” seguito,qualche anno dopo , da “Sette Voci” e molti altri ancora fino ad arrivare agli attuali “Amici” “X-Factor” , “The Voice”, “Masterchef”, ecc…

Nessuno ti promette che dopo aver partecipato ad uno di questi talent la tu carriera artistica prenderà il decollo, in fondo come ogni cosa, dipende da quanto tu ci creda e da altri fattori di mercato che, per quanto possano essere brutali, l’arte non si fa per sé stessi e questi elementi prendono come variabili proprio ciò che piace al pubblico. Che un artista riesca o no a diventare famoso non dipende solo dal programma televisivo (sarebbe troppo facile e poco meritato), il discorso è molto più ampio da affrontare; iI meccanismi, a livello commerciale, di ciò che funziona o non funziona sono molto ben studiati quanto criticati, ma in fondo se qualcuno si vuole rivolgere solo ad un certo tipo di pubblico e non a quello che potremmo grezzamente chiamare “POP”, vuol dire che si dovrà accontentare del pubblico che ha, se lo ha vorrà dire che nelle mani è riuscito ad ottenere la sua giusta dose di popolarità da sfruttare al meglio.

Spesso si sente dire che i talent hanno rovinato l’arte e la concezione di essa. Siamo ormai nel 2014 e bisognerebbe iniziare a capire che l’uomo, le forme artistiche come qualunque altra cosa, cambiano nel tempo e se oggi esiste questo format è solo il risultato dei nostri tempi e della nostra società, è solo la testimonianza che non siamo rimasti legati a vecchi preconcetti che sicuramente fanno molto più male di un X-factor. Criticare dunque i Talent è come criticare “l’Opportunità” e opportunità non è sinonimo di sicurezza, quindi basta pensare a chi nonostante sia arrivato in finale non ha avuto alcun successo, non era la sua volta, non tutti possono vincere e si organizza un talent proprio per scovare chi in quel momento merita di avere la sua possibilità. Non si può obbligare il pubblico ad ascoltare un cantante lirico se non piace la lirica, quest’ultimo non avrà meno successo di un vincitore di Amici, ma in proporzione al pubblico che segue uno o l’altro genere, se il cantante lirico è talentuoso e meritevole come il vincitore di Amici, ognuno avrà il proprio pubblico proporzionale alle persone che seguono la lirica e a quelle che seguono Amici (che poi non è detto che nono possano coincidere). “A ognuno il suo” e se numericamente il vincitore di un Talent avrà più pubblico è solo perché alla gente piace di più ascolta un genere piuttosto che un altro. Perché quindi continuare a colpevolizzare i talent, ogni essere umano ha la propria testa e può decidere cosa gli piace e cosa no!!!

Detto questo, si può certamente affermare che l’Italia non da meno opportunità degli altri paesi agli artisti, ad ognuno la propria cultura e ad ognuno il proprio sogno. Ciò che invece bisognerebbe fare è aiutare e sostenere chi ci crede e che con poco cerca di creare un qualcosa che piaccia alla gente e che dia delle OPPORTUNITA’ . Se si fa un breve giro su internet si può facilmente scoprire come in tutte le regioni ci sono manifestazioni, concorsi e talent che cercano di dare visibilità ai propri artisti, di offrirgli un piccolissimo trampolino, da cui potrebbe partito qualunque cosa.

Quest’anno anche il nostro paese non è stato da meno e, sfruttando proprio il format del Talent, ha messo su, attraverso la casa di produzione A&D, il primo Talent per cantanti, ballerini e attori. Un modo per dimostrare che in giro la voglia di non arrendersi alla negatività di cui si parla in questo periodo ancora c’è, si parla di crisi di poche possibilità, ma solo perché è più facile dire lo slogan del momento “c’è crisi” piuttosto che dire “io ci voglio provare”. Questa dovrebbe essere la frase del momento ed è la frase che tutti coloro che attendono nelle infinite file per partecipare ad un programma televisivo hanno nel cuore. Forse c’è ancora uno spiraglio di luce, basta crederci e non dire NO a prescindere, o per un senso di superiorità che alla fine porta solo a criticare senza nemmeno sapere. Ragazzi che hanno lavorato per altri ragazzi senza privilegiare nessuno, ma solo mostrare sé stessi ed essere valutati per la propria arte, questi sono i volti del talento. La prima edizione di questo Talent mirato a trovare talenti e a dare un piccolo spazio di notorietà con la possibilità di mostrare le proprio doti, che si è svolto nel periodo estivo lungo la costa della Val Vibrata ha riscosso molto successo, chissà se si darà ancora l’opportunita a questi ragazzi di continuare con le altre edizioni? I talent Show diventeranno, in futuro, l’unico mezzo d’espressione dei giovani talenti?

Abruzzo

Intervista a Pericle Pazzini, la mina vagante del web abruzzese

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intervista a Pericle Pazzini

Negli ultimi mesi il web abruzzese ha imparato a conoscere un personaggio nuovo e misterioso, Pericle Pazzini, nativo di Morricone (TE).

Con uno stile assolutamente peculiare – al confine fra Gadda e Maccio Capatonda – Pazzini si è ritagliato una notevole fetta di pubblico, conquistando l’interesse generale grazie alle sue storie deliranti (scritte rigorosamente in maiuscolo e senza punteggiatura) fra l’Abruzzo, New York e Follonica.

Lo abbiamo intervistato in esclusiva, si è scelto di non modificare lo stile dell’intervistato.

Signor Pericle, grazie per aver accettato il nostro invito, ci racconti un poco la sua storia, se vuole.

MI CHIAMO PAZZINI PERICLE SONO NATO A MORRICONE PUR ESSENDO PER METÀ DI MANOPPELLO E PASSANDO LE ESTATI A FOLLONICA SIN DA PICCOLO HO VISSUTO ANCHE A NEW YORK DOVE HO LAVORATO AI PIANI ALTI PER MOTIVI DI SEGRETEZZA ANCHE INTERNAZIONALE SEBBENE

Lei tiene molto alla sua privacy, non pubblica sue foto e ripete più o meno sempre le stesse cose. Trattasi di vezzo letterario?

PER L’APPUNTO PERICLE PAZZINI È UN NOME D’ARTE MA PER IL RESTO SCRIVO SOLO COSE VERE RIGUARDANTI LE MIE STORIE ANCHE ABRUZZESI RINGRAZIO SEMPRE I MIEI SEGUACI PERCHÈ MI SPINGONO A CONTINUARE NONOSTANTE QUALCHE ODIATORE DI PROFESSIONE NON RIESCA A

In un recente sondaggio svoltosi in un gruppo abruzzese, lei ha ricevuto oltre 900 voti a favore: come ha reagito?

HO REAGITO CON GRANDE GIOIA D’ALTRONDE

Molti ammiratori, molti odiatori: in tanti vorrebbero la sua cacciata da ogni social e odiano il suo stile. Cosa ne pensa?

PURTROPPO DEVO RICORDARE A QUESTE PERSONE CHE HO LA QUERELA ANCHE MOLTO FACILE E HO GIà FATTO PIANGERE PARECCHI PICCOLI OMINICCHI NELLA MIA VITA CIONONDIMENO VOGLIO SALUTARE TUTTI CARAMENTE QUANTUNQUE

Fra le sue storie, sovente torna il nome di una certa Franceschiella, può dirci qualcosa di più?

FRANCESCHIELLA FU UNA MIA VECCHIA FIAMMA POI PURTROPPO LEI MI TRADì CON MAURO MA ORA SIAMO TORNATI INSIEME MALGRADO

Cos’è per lei l’amore?

L’AMORE È QUANDO LEI NON C’È IO PIANGO E FUORI PIOVE IN MANIERA MOLTO

Come mai lascia sempre la frase finale dei suoi pezzi in sospeso?

TRATTASI DI UN VEZZO ANCHE LETTERARIO DEFINISCO LA MIA LETTERATURA NEO-SARDONICA E CHI VUOL CAPIRE CAPISCA CARO AMICO CHE DEVI DIRTI TU SAI BENE CHE

Come mai non utilizza la punteggiatura pur dimostrando un ottimo lessico e una buona capacità sintagmatica?

VEDI SOPRA TI HO GIà RISPOSTO SONO VEZZI COMUNQUE LETTERARI IO VOGLIO FARE ARTE POI VEDREMO CHI PUò DIRLO LA VITA DEVE ESSERE

Progetti per il 2022?

RIVOLTARE QUESTA NOSTRA REGIONE COME UN CALZINO VOGLIO CANDIDARMI IN QUANTO

Signor Pericle, grazie per il suo tempo.

GRAZIE A TE E VOGLIO RINGRAZIARE SOPRATTUTTO COLORO CHE

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Ancona

«Parliamo di scacchi», intervista a Luigi Ramini, istruttore della Federazione

Luigi Ramini istruttore della Federazione Scacchi, da anni diffonde il gioco degli Scacchi attraverso corsi, conferenze, ricerche storiche e iniziative collegate al nobil giuoco. Il suo libro “Scacchi una storia da raccontare” ripercorre l’intera storia del gioco dalle origini a oggi.

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parliamo di scacchi intervista a Luigi Ramini

JESI – Oggi abbiamo il piacere di realizzare un’intervista a Luigi Ramini, jesino, istruttore diplomato della Federazione Scacchi e delegato della provincia di Ancona della stessa Federazione, che da anni segue e diffonde il gioco degli Scacchi attraverso Corsi per ragazzi e adulti, conferenze, ricerche storiche e iniziative collegate al nobil giuoco. Il suo libro “Scacchi una storia da raccontare” del 2015, ripercorre l’intera storia del gioco degli Scacchi dalle origini a oggi e vanta diffusione a livello nazionale.

Buongiorno a Luigi Ramini e grazie per questa intervista. Raccontaci brevemente la storia di questo gioco, quanto è antico?

Il gioco degli scacchi sembra sia nato verso il 300 d.C. in India e ben presto si diffonde verso la vicina Persia. È necessario ricordare che l’impero persiano, in quel periodo storico era uno degli imperi più potenti del mondo. Ben presto però i persiani vengono invasi dagli arabi che in seguito sbarcando in Italia e in Spagna hanno fatto conoscere il gioco al mondo occidentale.  Così gli Scacchi si diffondono prima nell’intera Europa, poi dopo il 1800 in tutto il mondo. Oggi come oggi la diffusione, soprattutto grazie al web, è capillare e ovunque nel nostro pianeta si gioca a Scacchi.

Cosa ha portato alla riscoperta e al boom di questo gioco così antico?

 Bella domanda! Vale la pena chiederselo:  innanzitutto il periodo drammatico che stiamo vivendo causa covid, ha costretto le persone a cambiare i propri usi e preferenze, obbligandoci a scelte alternative, come la riscoperta di giochi più “tradizionali” e domestici, inoltre, e forse questa è la causa principale, la fortunata serie tv trasmessa sulla piattaforma Netflix nel 2020 dal titolo “La Regina Degli Scacchi”, che ha superato ogni share di ascolti, ha contribuito a fare appassionare moltissimi spettatori al gioco in questione.

Cosa rappresentano gli Scacchi per te?

All’inizio rappresentavano solo un bel gioco molto intelligente e per questo da diffondere. Adesso tutti,  io per primo, ci siamo resi conto che dietro il gioco degli scacchi c’è molto, ma molto di più. Tanto per dirne qualcuna: è stato ampiamente dimostrato che gli scacchi sviluppano incredibilmente l’analisi logica e matematica, migliorano il comportamento degli allievi, insegnano ai ragazzi a rispettare le regole e rispettare l’avversario, limitano l’impulsività delle proprie scelte, aumentano la fiducia in se stessi. Non è un caso che chi gioca a Scacchi, di solito, migliora a scuola! Oggi come oggi, in alcune situazioni gli scacchi vengono utilizzati addirittura per la loro “funzione terapeutica”. Sono venuto a conoscenza che in alcuni ospedali utilizzano addirittura il gioco degli scacchi per i pazienti che sono stati colpiti da ictus. Ci siamo tutti resi conto che gli Scacchi sono una vera e propria medicina per la mente!

Quale è stato il tuo miglior risultato a livello agonistico?

Purtroppo partecipo a pochi tornei perché appunto ho deciso di concentrarmi maggiormente sull’insegnamento e la diffusione del gioco.  Comunque per risponderti: il mio miglior risultato è stato nel 2012 quando sono arrivato primo di categoria al Torneo internazionale di Firenze nella stupenda cornice di “Palazzo Vecchio” superando circa 100 avversari.

In che cosa ancora dobbiamo migliorare per quanto riguarda la diffusione del gioco?

Bisogna dire che nella nostra zona la situazione è molto migliorata in quanto c’è una sensibilizzazione generale riguardo alla diffusione del gioco degli Scacchi. Però ancora siamo indietro rispetto soprattutto alle regioni del nord dove ad esempio gli scacchi sono inseriti praticamente in ogni scuola, quasi come materia obbligatoria. Per non parlare della situazione all’estero in cui davvero in ogni scuola è obbligatorio avere l’istruttore di scacchi, quindi da questo punto di vista c’è ancora molto lavoro da fare, però secondo me siamo sulla buona strada!

Progetti futuri?

Continuare con l’attività dei Corsi e della diffusione del gioco a ragazzi, ragazzini e adulti, soprattutto cercando di sensibilizzare le scuole. Inoltre avevo l’idea di realizzare altri progetti legati agli Scacchi, alternativi ai soliti corsi di insegnamento.

Pierpaolo Mascia

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Focus

I segreti della Legge di Attrazione: come funziona e come utilizzarla. Il seminario del dottor Primo Pierantozzi

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seminario i segreti della legge di attrazione primo pierantozzi

Domenica 14 novembre si è svolto, sulla piattaforma Zoom, un interessante seminario teorico-pratico sui segreti della “Legge di Attrazione”, come funziona e come applicarla, tenuto dal mental coach Primo Pierantozzi.

Un’esperienza formativa di alto livello, con una parte teorica ed una esperienziale cadenzata da esercizi e una metodologia veloce per imparare a mettere subito in pratica questa favolosa legge, con riscontri testabili nel lungo termine. Obiettivo principale dell’incontro formativo: acquisire le basi della tecnica per “Manifestare nella tua vita tutto ciò che hai sempre desiderato”. A conclusione del corso sui Segreti della Legge di attrazione, il dottor Primo Pierantozzi ha condotto una bellissima meditazione guidata, un momento di intensa partecipazione e relax che ha trasportato i presenti in una dimensione extra sensoriale.

«C’è un invisibile denominatore che accomuna tutti gli esseri viventi su questo pianeta ed è rappresentato dalle leggi universali – commenta durante il break Pierantozzi –  Quella che si conosce meglio è senza dubbi la gravità, una forza invisibile che attrae qualsiasi cosa alla Terra anziché farla fluttuare in aria. Tuttavia, ne esistono anche altre che agiscono su un piano energetico e spirituale, meno evidenti della forza di gravità, ma ugualmente potenti e in grado di influenzare l’esistenza delle persone. E tra queste, la più importante è la legge di attrazione, un affascinante principio che opera costantemente nella  vita di ognuno e regola l’intero equilibrio dell’Universo.  In base ad esso, ogni essere umano è in grado di attrarre a sé situazioni ed eventi in linea con la propria emissione mentale ed emotiva. Tutto ciò che accade nella vita non è un caso, ma la fedele riproduzione delle vibrazioni di ognuno di noi: ciò che sentiamo e ciò in cui crediamo non sono contenuti astratti, ma hanno una frequenza ben precisa che seleziona e porta a manifestare un tipo di realtà piuttosto che un’altra».

Piaccia oppure no, ogni giorno interagiamo con il campo attorno a noi usando questa legge, ma lo facciamo in maniera inconsapevole, portando a manifestare anche quelle situazioni disarmoniche che non si allineano con i nostri desideri.

«In questo seminario esperienziale – continua il mental coach – svelo, non solo come funziona la legge di attrazione, ma anche come ha funzionato per me e qual è l’unica impostazione mentale da utilizzare per riuscire ad attrarre esattamente ciò che da sempre hai desiderato, ma purtroppo non si è mai manifestato nella propria vita. Gli allievi del corso impareranno anche dei principali errori da non commettere  e che solitamente portano la maggior parte delle persone a desistere e provare diffidenza dopo che non hanno ottenuto risultati soddisfacenti seguendo questo entusiasmante scibile. Infatti, si tratta di un antico e sottile principio che funziona sempre, ma che non si basa solo sul visualizzare e fare pensieri positivi… Occorre restare sul piano dell’essere piuttosto che sul fare: solo lavorando in profondità su noi stessi saremo finalmente in grado di evolvere, cambiare e iniziare ad attrarre ciò che davvero vogliamo. E lo faremo insieme durante il modulo didattico, grazie a dei pratici esercizi».

Il Dr. Primo Pierantozzi è un Mental Coach Professionista certificato AICP, facilitatore in meditazione Mindfulness accreditato IPHM e autore del libro bestseller  Il Distacco Che Libera. Collabora con aziende di spessore nazionale in ambito di team coaching, crescita personale e sviluppo delle potenzialità nelle risorse umane. La passione per le scienze umanistiche e filosofiche, mirate all’evoluzione personale, da sempre lo impegnano in studi e approfondimenti sui molteplici comportamenti umani. Organizza seminari esperienziali e conferenze informative di coaching, meditazione e risveglio spirituale. Da sempre appassionato al mondo della crescita personale, ha come obiettivo la ricerca, la creazione e la divulgazione di nuovi metodi al fine di portare sempre più persone a raggiungere i propri obiettivi attraverso la consapevolezza, l’allenamento delle potenzialità e il miglioramento personale. Maggiori informazioni su https://www.pierantozzi.it/.

Luana Salvatore

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