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Escherichia coli e inquinamento: l'Abruzzo è ancora una regione "verde"?

Da Regione Verde d’Europa, l’Abruzzo si trova a dover fare i conti con un continuo aumento dell’inquinamento ambientale. Le scelte politiche, spesso, non aiutano la sostenibilità ambientale. Quale futuro per i nostri mari e il nostro turismo?

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Estate 2014: hannus Horribilis per l’economia turistica locale, messa in ginocchio non solo dalle avverse condizioni meteo, ma anche da un elevato indice di inquinamento ambientale.

E se si attendeva la stagione turistica per risollevare un’economia locale provata duramente dalla persistente crisi economica, le aspettative sono state ampiamente deluse. Ma se di fronte ad avverse condizioni meteo l’uomo non puo’ far altro che rimanere impotente, il discorso non è altrettanto valido per quanto riguarda il livello di salubrità di mari e fiumi.

Ed è stato proprio l’ inquinamento il vero protagonista della passata stagione, concentrato nella forma di un batterio presente nelle acque, l’Escherichia coli, che ha rovinato la vacanza ai tanti turisti  che avevano preferito, tra altre proposte, il nostro mare dove trascorrere le proprie ferie.

Ma cos’è questo batterio? Abbiamo attinto notizie proprio dal sito dell‘ARTA.

L’Escherichia Coli  e’ una delle principali specie di batteri coliformi che vivono nella parte inferiore dell’intestino umano e animale, necessari per il corretto processo digestivo e perché rilasciano vitamine, in special modo del gruppo B: possono verificarsi casi (rari) in cui, ceppi mutati del microbo, possono provocare malattie nell’uomo e negli animali.

Dal momento che l’uomo emette miliardi di batteri per grammo di feci, l’Escherichia coli è assunto come principale indicatore di contaminazione fecale, insieme agli enterococchi fecali, e consente di stimare il rischio igienico-sanitario legato alla possibilità di contrarre malattie a propagazione oro-fecale (da virus, elminti, salmonelle, leptospire, eccetera): più è alto il contenuto in Escherichia Coli e in enterococchi fecali e più è probabile che vi siano germi patogeni .La ricerca di questi batteri, dunque, viene effettuata essenzialmente perché la loro presenza segnala condizioni di fecalizzazione all’interno dell’ambiente in cui vengono rilevati. Analizzando i batteri fecali, si censisce in maniera più semplificata e veloce il rischio sanitario, quello che poi in seguito fa scattare il divieto di balneazione delle acque interessate.

I sistemi di depurazione presenti sul territorio, spesso, funzionano a singhiozzo, e quelli che funzionano sono comunque insufficienti e inadeguati a tutelare la salute del mare e dei cittadini . Sistematicamente, al sopravvenire dei ogni nuova stagione balneare, risaltava agli onori della cronaca il malfunzionamento di qualche impianto di depurazione, innescando immediatamente il divieto di balneazione per acque non sicure dal rischio agenti patogeni.

La stessa Unione Europea ha più volte sollecitato la Regione per un adeguamento degli impianti, avviando alla vigilia della scorsa stagione balneare, una nuova procedura di infrazione, ai danni dell’Italia , per il mancato rispetto della direttiva comunitaria sul trattamento delle acque reflue urbane (procedura n. 20142059 del 31 marzo 2014). Secondo un controllo da parte di organi preposti, è emerso che in Abruzzo in ben 46 comuni sono state riscontrate anomalie circa il trattamento delle acque reflue.

Ma forse è la Regione stessa che sottovaluta la problematica dei depuratori o la relega al livello di “non criticità”, in quanto i fondi per l’adeguamento delle strutture non mancano. Giuseppe Di Marco, di Legambiente , in un intervista dichiarava :” La Regione investa seriamente su questo aspetto, visto le risorse disponibili, per realizzare finalmente gli interventi necessari e convochi insieme ai comuni costieri quelli interni che insistano sugli assi di fiumi e torrenti”.

L’organo preposto alle analisi e alle campionature delle acque dei nostri mari è l’ARTA, l’agenzia regionale per tutela dell’ambiente, la quale, attraverso periodiche analisi, stabilite secondo un preciso calendario regionale, monitora la salubrità e le condizioni ambientali. Essa si avvale di   144 punti di osservazione, dislocati lungo i 126 chilometri della nostra fascia costiera, che permettono di prevedere una media di 6 campionamenti, con cadenza mensile, in taluni casi quindicinali.

Ad affiancare l’Arta, nei suoi controlli, è anche Legambiente attraverso la Goletta Verde, che percorre mari italiani monitorando lo stato di salute delle sue acque.

Questa sinergia ha permesso che si attivassero procedure di controllo non solo per quanto riguarda le condizioni dei nostri mari, ma anche di stabilire quali e quante altre forme di inquinamento sono presenti.

Nei mesi scorsi, otto campionamenti su nove, eseguiti lungo la costa abruzzese, hanno evidenziato la presenza di scarichi non trattati in maniera adeguata , in cui la carica batterica era il doppio dei valori consentiti dalla normativa vigente: tali rilevamenti, hanno fatto si che i tratti di costa monitorati ed analizzati fossero caratterizzati dall’indicazione di “fortemente inquinati”.

Diverso è il discorso della denominazione di acque “pulite”: una bassa concentrazione del batterio presume che in quelle acque è igienicamente sicuro fare il bagno, ma non che siano scevre da altri e  diversi fattori inquinanti . I corsi d’acqua, soprattutto nelle zone interne, consegnano il loro apporto “inquinante” al mare, e la situazione peggiora laddove sono presenti anche scarichi illegali.

Agli scarichi inquinanti, Legambiente ha segnalato anche il problema dell’ aumento delle mucillagini che, da qualche anno sono tornate ad infestare le nostre acque, creando notevoli problemi ai pescatori e il corretto smaltimento degli olii esausti, problematica spesso sottovalutata, ma che contribuisce, e non poco , all’inquinamento dei corsi d’acqua e, di conseguenza, del mare.

L’olio usato viene recuperato alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli di ciascun cittadino. Ma qui la nostra regione vanta un bel risultato: lo scorso anno, in Abruzzo, il COOU ( Consorzio obbligatorio degli olii usati) ha raccolto 2977 tonnellate di olio esausto- 1140 nel territorio chietino, 699 nel teramano, 572 nell’aquilano e 567 nel pescarese.

Purtroppo lo scarso controllo della qualità delle acque di balneazione, il mancato risanamento dei corsi d’acqua e una superficiale tutela del patrimonio ambientale ha avuto come conseguenza diretta la revoca di quattro Bandiere blu.

Le coste abruzzesi, che nel 2013 si fregiavano di ben 14 bandiere, si sono trovate “decurtate” dei riconoscimenti nei comuni di Martinsicuro, Alba Adriatica, Giulianova e Ortona, non a caso tutti comuni in prossimità di fiumi. Questo, oltre a danneggiare l’immagine specificatamente turistica, infierisce un nuovo colpo al patrimonio di una regione famosa e conosciuta proprio grazie alla sua vocazione ambientale e naturale.

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Referendum costituzionale: vince il sì con quasi il 70%

Benedetta Mura

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L’elettorato italiano ha deciso. Il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari ha vinto con quasi il 70% dei sì. 69,95% per la precisione contro il 30,05% dei voti rappresentanti il no. 17.886.322 i voti a favore del sì e 7.682.801 quelli contrari (dati aggiornati alle 00:19) . Un trionfo netto che fa sorridere il Movimento 5 Stelle, il primo promotore di questa riforma. <<Quello raggiunto oggi è un risultato storico. Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. È la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il Movimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo>>. Recita così il post pubblicato dal pentastellato, Luigi di Maio, sulla sua pagina Facebook.

C’è amarezza invece tra le fila dei sostenitori del no. Tra i primi troviamo Simone Baldelli, deputato di Forza Italia, tra i più accaniti supporter del voto contrario. <<Se la campagna fosse durata un po’di più senza il traino delle elezioni regionali, avrebbe potuto prendere un’altra piega. La vittoria sarebbe potuta essere a portata di mano>> – dichiara il rappresentante del centro destra in una diretta social.

Sulla base dei dati rilevati dal sito del Viminale, alla chiusura dei seggi, è triste notare che solo il 53,84% degli aventi diritto di voto si è recato alle urne per esprimere la propria scelta politica. Circa 26 milioni di votanti sui 50.956.057 complessivi. Cifre che rivelano ancora una volta il grande e grave disinteresse dei cittadini italiani nei confronti della politica nazionale. Un reale problema quello della scarsa affluenza elettorale che caratterizza già da tempo la vita politica del nostro Paese. Tra indecisi e insoddisfatti le percentuali di elettori capaci di esprimere la loro preferenza e influire sul futuro della democrazia vanno diminuendo sempre più negli anni. Quella da prendere oggi è stata una decisione delicata che cambia il volto del Parlamento. Non più 630 deputati alla Camera, bensì 400. Non più 315 senatori ma 200. Numeri importanti che rimodellano le due Camere e modificano la costituzione. A dire la propria sono stati anche circa 500.000 italiani residenti all’estero. Anche fuori dai confini nazionali ha vinto il sì con il 79,4% dei voti, contro il 20,6% dei no. Le cifre, però, secondo quanto riportato dal Viminale, sono ancora parziali. L’affluenza alle urne ammonta a 20,6%.

Fin dai primi momenti dalla chiusura dei seggi, gli exit poll mostravano un netto vantaggio del sì. Il Consorzio Opino Italia per la Rai, alle ore 15:31, con una copertura del campione del 100%, vedeva il sì al referendum già con un significativo vantaggio compreso tra 62,0% e 66,0% e il no tra 34,0% e 38,0%.

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Referendum costituzionale e non solo: oggi e domani si vota

Benedetta Mura

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E’ terminato il countdown. E’ finita l’attesa. Questa mattina dalle ore 7:00 si sono aperti i seggi d’Italia per il Referendum costituzionale. Per la riforma pentastellata tanto discussa in questi mesi estivi. Ma non solo. Ad accompagnare la scelta tra si e no per il taglio dei parlamentari in alcune parti della penisola si vota anche per le elezioni regionali. Sono sei le regioni a statuto ordinario coinvolte : Marche, Campania, Liguria, Puglia, Toscana, Veneto e una a statuto speciale, la Valle d’Aosta. Per il referendum sono chiamati alle urne 46.641.856 di elettori, mentre per le regionali 18.473.922. Gli italiani potranno esprimere le loro preferenze oggi fino alle 23:00 e domani dalle 7:00 fino alle 15:00. Due giornate intense in cui a fare da protagoniste ci sono anche le elezioni amministrative. In questo caso sono 962 i comuni coinvolti. Tra questi figurano diversi capoluoghi di provincia e regione come: Aosta, Arezzo, Bolzano, Chieti, Crotone, Fermo, Lecco, Macerata, Mantova, Matera, Nuoro, Reggio Calabria, Trani, Trento e Venezia. Per le amministrative sono oltre 5 milioni e 700 mila gli elettori chiamati a scegliere.

Ma non finisce qua, perché in Sardegna e Veneto si tengono anche le elezioni suppletive del Senato della Repubblica per la nomina dei senatori dei collegi uninominali rimasti vacanti. Gli aventi diritto di voto sono oltre 400 mila per la Sardegna (Collegio plurinominale 01 – Collegio uninominale 03 Sassari) e più di 350 mila per il Veneto (Collegio plurinominale 02 – Collegio uninominale 09 Villafranca di Verona). Le prime schede ad essere scrutinate subito dopo la chiusura dei seggi saranno proprio quelle delle suppletive. A seguire ci sarà l’immediato scrutinio di quelle referendarie e delle regionali, mentre rimarranno per ultime le schede delle elezioni comunali. Il tutto avverrà seguendo le disposizioni sanitarie anti-Covid, con l’obbligo di portare la mascherina, mantenere il distanziamento sociale e l’igiene delle mani.

La tensione è alta su tutti i campi di gioco. In particolare su quella del referendum costituzionale. Molti sono stati i dibattiti, le armi di discussione, le ragioni dei politici. Molti i partiti spaccati al loro interno, sia a sinistra che a destra. Da una parte chi vuole mandare a casa 345 parlamentari, riducendo significativamente il numero dei rappresentati alle camere e portando il numero sui livelli della media europea con 600 tra deputati e senatori. Dall’altra chi, invece, ritiene il taglio dei parlamentari un attacco alla democrazia, togliendo una rappresentanza fondamentale all’elettorato italiano in termini nazionali e regionali. Un dilemma che ha diviso la politica italiana e che troverà risposta in queste due giornate fatidiche. <<Domenica e lunedì andiamo tutti a votare, si decide il futuro del nostro Paese. Gli italiani hanno la possibilità di scegliere il proprio destino, di innovare e modernizzare l’Italia. Votare è importante, è la massima espressione della democrazia. È uno degli strumenti per cambiare le cose, dobbiamo provarci. Forza. Ora tocca a noi>>. Scrive così il Ministro degli Esteri, Luigi di Maio, sul suo profilo Facebook. Spingendo gli italiani a recarsi alle urne. Perché votare, con coscienza, indipendentemente dalla scelta, è un fattore necessario per il nostro Paese come per ogni democrazia contemporanea.

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A Verona un sistema innovativo per sconfiggere il tumore

Benedetta Mura

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Sconfiggere il tumore si può. E a Verona, presso l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, è possibile farlo in maniera efficace e più in fretta. Come? Parliamo di Elekta Unity. Un sistema innovativo di radioterapia oncologica unico in Italia e nel Sud Europa. Nel vecchio continente sono presenti 7 macchinari di questo tipo e 11 nel mondo. Una straordinaria creazione della medicina odierna che con una media di 5-10 sedute permette di ottenere già ottimi risultati; più rapidamente di ciò che propone la radioterapia tradizionale che può arrivare a sottoporre il paziente anche a 40 sedute, come nel caso del tumore alla prostata. Con il nuovo sistema sono stati trattati tumori al distretto toracico, celebrale, alla prostata, metastasi linfonodali, ossee in pelvi e addome, per un totale di oltre 1000 prestazioni in meno di un anno di attività.

<<Con Unity vengono superati i limiti della radioterapia di precisione o stereotassica. Con i sistemi convenzionali, proprio per il naturale movimento degli organi, eravamo costretti a irradiare una zona più ampia rispetto al tumore e con dosi minori per non danneggiare porzioni di tessuto sano necessariamente coinvolte. Grazie all’innovativo utilizzo delle immagini ad alta risoluzione della risonanza magnetica prima e durante ogni seduta possiamo indirizzare con precisione millimetrica dosi di radiazioni tali da neutralizzare le cellule tumorali, senza coinvolgere i tessuti sani e con un minor numero di sedute. Con i sistemi convenzionali, il ciclo di cura per la neoplasia prostatica prevede una seduta giornaliera per 6-7 settimane, con Unity siamo passati a 5 giorni, come stabiliscono i protocolli nazionali ed internazionali>>. Queste le parole di Filippo Alongi, direttore, a Verona, della Radioterapia Oncologica Avanzata dell’Irccs di Negrar e professore associato della facoltà di medicina all’Università di Brescia.

Un metodo incredibile, una novità unica in campo oncologico che costituisce una più che valida alternativa ad invasivi interventi chirurgici. Grazie all’utilizzo di dosi più alte di radiazioni non ionizzanti, in totale sicurezza, i pazienti possono concludere prima la terapia. Permette, inoltre, di identificare e tenere sotto controllo ogni minima variazione della lesione tumorale. <<Con Unity 9 pazienti su 10 dopo solo 5 sedute hanno registrato un significativo calo del valore PSA nel sangue, indicatore indiretto della malattia oncologica e, secondo diversi studi, fattore predittivo di risposta a lungo termine – prosegue Filippo Alongi – mentre al primo controllo Pet 7 pazienti su 10 affetti da una o più metastasi addominali e pelviche hanno riportato una remissione o totale scomparsa della sede attiva di malattia, rispetto allo stesso esame effettuato precedentemente al trattamento>>.

In aggiunta, gli effetti collaterali registrati non sono da definirsi gravi. Sulla base dei questionari compilati dai pazienti rappresentativi di tutte le fasce d’età, la qualità della vita è buona durante il trattamento, anche per persone che soffrono di altre patologie concomitanti. Un modello sanitario, quello di Verona, che dimostra di essere vincente. Uno step decisivo nel mondo della medicina e nella lotta al cancro. La speranza è che possa svilupparsi ancora meglio su tutto il territorio nazionale e internazionale.

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