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L'Aquila

Martinsicuro. Donna di 56 anni di suicida nella sua camera da letto.

Il corpo è stato trovato dal convivente della donna.

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Abruzzo

Cure odontoiatriche su soggetti fragili: convenzione tra Regione e Università dell’Aquila

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L’AQUILA – Con la convenzione sottoscritta tra Regione Abruzzo e Università dell’Aquila è stato avviato il progetto di prevenzione dello stato di salute orale e screening su persone socialmente fragili con difficoltà di accesso alle cure, da attuare sui soggetti socialmente vulnerabili afferenti a percorsi di inclusione sociale. L’iniziativa è stata illustrata questa mattina all’Aquila, dall’assessore Piero Quaresimale, il quale ha spiegato che per la realizzazione del progetto verrà utilizzata una parte del Fondo Sociale regionale 2021 destinata agli interventi per “Innovazione e programmi speciali regionali”.

“L’obiettivo del progetto” ha spiegato Quaresimale, “è quello di effettuare uno screening della salute orale di popolazioni vulnerabili sociali mediante visita odontoiatrica e di generare di un database di incidenza delle patologie orali di interesse; la vulnerabilità sociale delle classi meno abbienti nel nostro paese costituisce un aggravio dello stato della salute orale della popolazione, che si traduce in un necessario maggiore impegno dell’intervento della sanità pubblica per la risoluzione della problematica”.

Il progetto presentato rappresenta un percorso di orientamento, formazione e istruzione finalizzati all’inclusione sociale e al superamento di situazioni di svantaggio che condizionano l’autonomia sociale del soggetto, con particolare riferimento all’acquisizione o al mantenimento e comunque alla valorizzazione di procedure domiciliari di cura dell’apparato stomatognatico. 

La salute orale secondo Quaresimale “riveste una natura multidimensionale che include il benessere fisico, psicologico, emotivo e la totalità del benessere sociale e in questa ottica si inserisce anche una ulteriore importante considerazione riguardo la possibilità di essere testimoni diretti di abusi su pazienti fragili sociali come donne e bambini: infatti il viso è tipicamente l’area dove più si notano le conseguenze di una presunta violenza e dunque anche gli odontoiatri, in grado di individuare piccole lesioni traumatiche al volto o ai denti, possono dare un contributo importante nella lotta contro la violenza”.

Il fenomeno della violenza maschile contro le donne ha una matrice di carattere sociale e culturale che richiede una posizione chiara di condanna e un’assunzione di responsabilità da parte del mondo istituzionale, oltre che di quello della società civile.

I destinatari del Progetto sono le persone afferenti ai centri antiviolenza, prese in carico dal Servizio Sociale Professionale o dai Servizi Sanitari competenti, secondo le proprie norme, regole, procedure, che fanno riferimento a percorsi e progetti di inclusione sociale poste in essere sul territorio regionale. Quindi tale approccio permetterà di capire anche il rapporto intrinseco tra qualità della vita e salute orale.

“Violenza e discriminazione potranno essere sconfitte soltanto quando uomini e donne avranno gli stessi diritti, doveri e opportunità” ha concluso Quaresimale.

E in quest’ottica, anche l’odontoiatra sarà in condizione di “intercettare” nelle pazienti, o nei pazienti più giovani e indifesi, segnali di violenza e di svolgere un ruolo decisivo, sempre nel rispetto dei vincoli posti dall’etica professionale.

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Abruzzo

Il Gran Sasso nella Top 5 dei Parchi ideali per lo smart working

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L’AQUILA – SiViaggia.it, il magazine di Italiaonline dedicato al mondo del travel più letto in Italia, e Airbnb, piattaforma globale di viaggio con oltre 900 milioni di ospiti worldwide, hanno selezionato 5 parchi naturali italiani e li suggeriscono ai propri lettori/utenti comemete ideali per una vacanza immersi nella natura dove prolungare – perché no – la permanenza anche da settembre in avanti, lavorando in smart working.   

Le località – tra quelle iscritte nell’Elenco ufficiale delle aree naturali protette (EUAP) – sono state selezionate tenendo conto non solo delle caratteristichegeomorfologiche e del fascino dei territori, ma anche della rilevante presenza di strutture adatte – per i servizi annessi – ad ospitare quanti vogliano trasformare la vacanza in workation (da work + vacation), secondo la tendenza che ha visto molti smart worker lasciare la propria abitazione e trasformarsi in ‘nomadi digitali’.  
Da Nord a Sud, dal mare all’alta quota ce n’è davvero per tutti i gusti. Le località selezionate sono, in dettaglio: il Parco Nazionale delle Cinque Terre, il Parco Nazionale del Gargano, il Parco Nazionale del Cilento – Vallo di Diano e Alburni, il Parco Nazionale del Gran Sasso – Monti della Laga e il Parco Nazionale dello Stelvio.

“L’esperienza del lockdown ha dato un nuovo senso alla vacanza di prossimità, ossia tempo da dedicare e trascorrere in un Paese – il nostro – che ci siamo resi conto essere un serbatoio inesauribile di luoghi unici e incantevoli, da scoprire o riscoprire. Ma l’ultimo anno e mezzo ha anche radicalmente cambiato, per moltissime persone, il rapporto con il luogo di lavoro inteso come luogo fisico, dando loro l’opportunità di essere operativi ovunque sia consentito viaggiare in sicurezza, permettendo una gestione del proprio tempo più rilassata, senza pregiudizio per la produttività e con conseguenze positive anche sull’umore. Quella di SiViaggia con Airbnb vuole essere una proposta che, più che assecondare una tendenza, ha come obiettivo il venire incontro a un bisogno nuovo, cioè l’individuazione di luoghi alternativi, adatti a lavorare da remoto, per una platea ormai consolidata di smart worker”, ha dichiarato Barbara Del Pio, Responsabile editoriale Italiaonline.                                                     

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Abruzzo

Didattica a distanza: il Tar dà ragione alla Regione Abruzzo

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L’AQUILA – Il Tar Abruzzo, ha dichiarato infondato il ricorso presentato da un gruppo di genitori che avevano impugnato l’ordinanza con la quale, il 12 marzo scorso, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, aveva disposto la proroga, sino al successivo 6 aprile, della didattica a distanza su tutto il territorio regionale e per tutte le classi delle scuole di ogni ordine e grado.

I giudici amministrativi, dopo aver osservato che quanto emerso dalle relazioni delle aziende sanitarie abruzzesi “restituisce uno spaccato che non poteva non preoccupare il vertice politico dell’Ente regionale”, sotto il profilo della motivazione hanno affermato che, oltre alla accertata pressione sugli ospedali della Regione nel periodo considerato, non poteva non assumere rilevanza ai fini dell’adozione dei provvedimenti “l’interesse alla regolare vaccinazione degli insegnanti che, in caso di riapertura delle scuole, si trovano più esposti al contagio in ragione del contatto con gli alunni e che in una visione di medio/lungo termine rappresentano la garanzia di continuità dell’attività didattica”.

Il Tar ha ritenuto ragionevole che la Regione Abruzzo, nella complessiva valutazione dei presupposti, “abbia dato discrezionalmente prevalenza” alla salute “anche in ragione della stretta contiguità dei territori interessati, contiguità che rendeva rischioso l’aumento della pressione ospedaliera a prescindere dalla situazione nella singola Provincia”. “Il sistema ospedaliero regionale” – si legge nella parte finale della sentenza – “doveva essere pronto ad una risposta ‘di sistema’ e in caso di eccessivi ricoveri, considerata l’incertezza dell’impatto delle cd. varianti sul numero dei ricoveri e sulla velocità di diffusione, quella operata dall’Amministrazione appare certamente una scelta improntata al criterio di prevenzione”.

L’avvocatura della Regione Abruzzo, con gli avvocati Stefania Valeri e Marianna Cerasoli, è riuscita a rappresentare, così come determinato dalla sentenza, una chiara attestazione di correttezza e legittimità che ha visto un lavoro di squadra tra Regione e Asl in tema di contrasto alla pandemia da COVID-19.

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