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L'Aquila

Alba Adriatica, mostra fotografica per ripercorrere i primi cinquantotto anni di vita

E’ stata inaugurata domenica pomeriggio la mostra di foto d’epoca organizzata dalla Pro Loco di Alba Adriatica e dedicata a Lino Fracassa che durerà fino al 24 Gennaio 2015.

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Domenica pomeriggio è stata inaugurata la mostra fotografica “Gente e tracce di Alba” – Alba foto d’epoca, evento organizzato dalla Pro Loco con l’obiettivo di celebrare l’anzianità di Alba Adriatica, ormai quasi cinquantottenne, ma anche di riportare alla memoria tutti gli avvenimenti e le emozioni di un’epoca ormai lontana vissuta all’interno di questa cittadina. Della raccolta avvenuta tramite la pagina facebook “Alba foto d’epoca”, creata da Renato Pantoli segretario della Pro Loco di Alba Adriatica, e tramite archivi privati, solo 400 foto sono state esposte e solo 1000 sono state inserite nel Cd distribuibile agli iscritti dell’associazione, ma quelle arrivate sono molte di più, a dimostrazione di quanto gli albensi si siano attivati per rendere possibile la riuscita di questo evento che tanto sta loro a cuore, come è possibile notare dalla loro numerosissima presenza già solo nel primo giorno d’esposizione.

Alla cerimonia di apertura dell’evento, dedicato interamente al ricordo di Lino Fracassa, più volte sindaco di Alba, alla presenza di amministratori attuali e del passato albensi e vibratiani, l’intervento di Pierangelo Guidobaldi, figlio del primo sindaco della città e attuale assessore giuliese e di Antonio Meco, vicesindaco proprio in una giunta Fracassa, hanno contribuito a rendere ancora più intensa la commozione già presente in coloro che assistevano.

L’invito della Pro Loco, che ha deciso di donare alcune delle foto esposte al Comune, alle associazioni cittadine e alle scuole, è rivolto a tutti gli albensi di vecchia data che molto probabilmente potranno riconoscersi in alcuni scatti, a tutti coloro che ora vivono altrove ma che sono cresciuti in questa città, ma anche e soprattutto ai giovani, che è giusto prendano coscienza dell’ignoto passato che hanno alle loro spalle, di ciò che Alba è stata e del lungo percorso che ha dovuto affrontare per arrivare ad essere ciò che è oggi.

La mostra sarà visitabile tutti i giorni fino al 24 Gennaio 2015 dalle ore 15.30 alle ore 19.30 sul Lungomare Marconi, 38 Alba Adriatica.

Abruzzo

App Immuni: Marsilio, ok a sperimentazione in Abruzzo

Luigi Tommolini

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Marco Marsilio, governatore della Regione Abruzzo.

PESCARA – “Abbiamo dato la disponibilità della Regione alla sperimentazione di Immuni, nello spirito di leale collaborazione istituzionale che deve ispirare i rapporti tra i vari livelli dello Stato, tanto più in una situazione di emergenza”.

Lo afferma il Presidente della Giunta regionale Marco Marsilio.

“Come concordato con i ministri Speranza, Pisano e Boccia, abbiamo atteso il rilascio del parere ufficiale del Garante per la protezione dei dati personali, al fine di tutelare fino in fondo i diritti dei cittadini.

Nel frattempo gli uffici competenti per la Prevenzione sanitaria e i Sistemi informatici hanno messo a punto l’interfacciamento delle relative piattaforme.

Mi auguro che la sperimentazione vada a buon fine e che questo strumento possa dimostrarsi efficace, anche se è forte il timore che il ritardo con cui si sta partendo e le tante incertezze sul suo funzionamento possano ostacolarne l’avvio e pregiudicarne l’efficacia.

L’Abruzzo – ha concluso Marsilio – non si tira indietro e anzi si dimostra una volta di più in prima fila nella lotta al coronavirus”. (REGFLASH) US/200601

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Abruzzo

Corneli (M5S): Marsilio pensi all’Abruzzo e ai suoi ospedali

Dure critiche al Presidente abruzzese sulla gestione locale e la “solidarietà” al collega lombardo Fontana

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corneli M5s abruzzo

Corneli (M5S): Marsilio pensi all’Abruzzo e ai suoi ospedali. Duro intervento dell’Onorevole Valentina Corneli del Movimento 5 Stelle sulla situazione abruzzese della sanità.

Il Presidente Marsilio, nel manifestare solidarietà ad Attilio Fontana sulla disastrosa gestione dell’emergenza sanitaria in Regione Lombardia, sembra mettere le mani avanti rispetto alle gravi carenze di cui si è reso protagonista durante l’emergenza, e continua a distogliere il dibattito politico dal reale problema che non sta affrontando: garantire che la ripartenza economica e sociale della nostra Regione avvenga in un contesto di piena sicurezza sanitaria.

La parlamentare aggiunge: Finora siamo stati “graziati” avendo avuto pochi casi, ma lo Stato – in prospettiva – sta dando risorse enormi alle Regioni per lo sviluppo dell’assistenza sanitaria e per fare in modo che un eventuale nuova ondata epidemica non ci colpisca durante l’estate o in autunno.

La linea del Governo è: assunzioni di medici e operatori sanitari, istituzione della figura dell’infermiere di famiglia, rafforzamento della medicina territoriale che possa coprire massicciamente anche le aree interne da sempre abbandonate, e adeguamento delle strutture sanitarie e dei pronto soccorso. Ma in Abruzzo si pensa solo all’assegnazione di poltrone che definire “dubbie” è un eufemismo, ad aumentare lo stipendio ai fortunati amici della Giunta, e ad accaparrarsi fondi pubblici come se non ci fosse un domani, cioè senza che vi sia mai un progetto di sorta nell’interesse dei cittadini.

L’ospedale San Liberatore di Atri, ad esempio, continua ad essere utilizzato solo per il ricovero di una manciata di pazienti Covid, nonostante a pochi chilometri ci sia il grande centro di riferimento di Pescara costato milioni.

Questa situazione causa un enorme sperpero di denaro pubblico e lascia fermi un centinaio tra medici ed operatori che chiedono solo di poter tornare pienamente operativi, mentre i cittadini hanno tutto il diritto di essere curati senza essere costretti a rivolgersi a strutture private.

Pertanto, se si dovesse decidere di mantenere un reparto Covid al San Liberatore (nonostante i rischi di tale commistione siano noti per quanto già accaduto al Mazzini di Teramo) occorrerà adeguare tutti i locali della struttura alle previsioni di legge, senza permettere che, in caso di una nuova ondata del virus, il personale e i pazienti si ritrovino nuovamente esposti a gravi rischi di contagio. Raccolgo infine le segnalazioni degli operatori turistici che faticosamente stanno cercando di ripartire ma brancolano nel buio: cosa devono fare se hanno casi sospetti tra i clienti? Possibile che nessuno sappia dare loro una risposta il primo di giugno?

Il Movimento 5 stelle e i cittadini tutti chiedono a gran voce che il Presidente Marsilio pensi al nostro Abruzzo, almeno fingesse di interessarsene, invece di fare l’avvocato delle cause perse per le altre Regioni.

Corneli (M5S): Marsilio pensi all’Abruzzo e ai suoi ospedali

Info: http://www.movimento5stelleabruzzo.it/blog/ e https://www.ilmartino.it/2020/04/regione-abruzzo-la-ripartenza-per-marsilio/

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Abruzzo

Il ”Covid è scomparso”. Zangrillo: ‘dal punto di vista clinico non esiste più’

Carlo Di Natale

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Un duro caso per il programma televisivo ‘Chi l’ha visto?’, il virus che ha mandato in crisi tutto il sistema sanitario ed economico è scomparso, anzi ‘dal punto di vista clinico non esiste più‘.

Lo ha dichiarato il primario del San Raffaele di Milano e medico personale di Silvio Berlusconi Alberto Zangrillo, durante la trasmissione di Rai 3 ‘Mezz’ora in più‘ condotta dalla giornalista Lucia Annunziata.

Alberto Zangrillo

‘Mi viene veramente da ridere – continua il primario – Oggi è il 31 maggio e circa un mese fa sentivamo epidemiologi temere per la fine del mese e inizio giugno una nuova ondata e chissà quanti posti di terapia intensiva da occupare. In realtà il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Questo lo dice l’università Vita e Salute San Raffaele, lo dice uno studio fatto dal virologo direttore dell’Istituto di virologia, il professore Clementi, lo dice il professor Silvestri della Emory University di Atlanta.

Lo dico consapevole del dramma – sottolinea – che hanno vissuto i pazienti che non ce l’hanno fatta non si può continuare a portare l’attenzione in modo ridicolo come sta facendo la Grecia sulla base di un terreno di ridicolaggine, che è quello che abbiamo impostato a livello di comitato scientifico nazionale e non solo, dando la parola non ai clinici e non ai virologi veri. Il virus dal punto di vista clinico non esiste più. Ci metto la firma‘.

Parole che hanno creato caos nel mondo scientifico; ma sono state affermazioni che aprono ad una dimensione nuova dove la verità e falsità fanno parte dello stesso dominio.

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