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L'Aquila

Chiusura punto nascita atri, mariani rilancia: subito un tavolo tecnico per ridisegnare la sanita’ teramana

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La coerenza si declina al futuro e nel caso di specie guarda già a domani. In merito alla risoluzione sui punti nascita, presentata ieri in Consiglio Regionale, non v’è tema di smentita sull’attenzione e l’approfondimento che abbiamo dedicato all’argomento. Come ho già avuto modo di dire, le disposizioni ministeriali si abbattono come una scure sul territorio e rendono vana una battaglia, che nei principi ho sempre ritenuto sacrosanta.

Con la riforma imminente del Titolo V e dell’articolo 117 della costituzione, cambiano totalmente anche le disposizioni in materia sanitaria, dal punto di vista della competenza delle regioni. Oggi parliamo di punti nascita e domani dovremo parlare di tagli ai pronto soccorso.

Solo chi non vuole guardare in faccia la realtà, può accusare di incoerenza, nascondendosi dietro l’ombra dei campanili. Occorre dunque, rilanciare, ripensando tutto il sistema assistenziale sanitario della provincia di Teramo e più in generale, di tutto l’Abruzzo. Non possiamo più permetterci una mini ospedalizzazione diffusa, che peraltro si è dimostrata fallimentare a fronte della scarsità di servizi erogati e delle ingenti somme di mobilità passiva prodotte. In questi termini, ieri ho lanciato un guanto di sfida alle opposizioni in Consiglio: siamo in grado di pensare ad un destino diverso, dal baratro in cui sta lentamente sprofondando, per la sanità teramana?

Siamo in grado di pensare ad un nuovo ospedale centrale dove ubicare le eccellenze di secondo livello e ridisegnare nei presidi periferici un nuovo destino necessario e complementare? Per mia natura, alle parole faccio seguire la concretezza dei fatti ed ho già contattato gli interlocutori per convocare un tavolo tecnico in cui discutere la possibilità di realizzare un nuovo e funzionale assetto sanitario per la nostra provincia. Il San Liberatore, come Sant’Omero e Giulianova devono essere salvati, sono assolutamente d’accordo, ma la loro salvezza non passa di certo dal mantenimento ostinato di singoli reparti, quanto piuttosto dalla specializzazione funzionale di cui abbiamo bisogno per i nostri cittadini, che troppo spesso ho visto armarsi di bagagli, alla volta di un’altra sanità.

 

 

Abruzzo

Profughi afgani: visita della Regione al centro di accoglienza di Isola del Gran Sasso

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L’AQUILA – Una visita istituzionale per mostrare  vicinanza ai profughi e portare uno speciale ringraziamento all’associazione, all’ADSU e agli operatori tutti per l’enorme sforzo profuso, l’esemplare accoglienza e la grande attenzione che dimostrano verso persone  che arrivano tramite corridoi umanitari.

Il presidente della giunta regionale ha fatto così visita al centro di Accoglienza “Arshad Ali” ad Isola del Gran Sasso d’Italia. Presenti anche i sindaci dell’Unione dei Comuni della Valle Siciliana, rappresentanti dell’Adsu (Azienda per il Diritto agli Studi Universitari di Teramo), del Vescovato, della Comunità Montana “Valle Siciliana” e delle diverse realtà del terzo settore.

L’Abruzzo può vantare il primato di essere la prima regione italiana per numero di studenti accolti attraverso un canale d’accesso legale e sicuro. 1200 studenti sono ancora attesi in Italia e non sono ancora riusciti ad arrivare attraverso i corridoi umanitari, verso la riconquista della dignità e delle libertà.

Nel corso della visita sono stati illustrati anche i progetti e le iniziative in ambito agricolo e pastorale che ben si sposano con il territorio, con le offerte delle cooperative sociali della Valle Siciliana nonché con i percorsi di studio universitario delle persone accolte dall’associazione Salam, di cui è presidente Simona Fernandez.

Presenti i 42 studenti universitari in fuga dall’Afghanistan. I rifugiati seguono lezioni nelle varie facoltà dell’Università di Teramo.

Sono beneficiari di una borsa di studio grazie all’ADSU e all’associazione che ospiterà gli studenti in apposita struttura adeguatamente ristrutturata proprio per loro, con la collaborazione del Vescovato di Teramo e della Fondazione Tercas. 

Un impegno comune per assicurare l’inserimento degli studenti in un importante percorso formativo con una prospettiva di vita alternativa rispetto a quella che avrebbero avuto nel Paese di origine. La speranza è che questa misura possa contribuire ad aiutarli a continuare a studiare e sognare un domani migliore. L’Abruzzo si era già mobilitato la scorsa estate in favore dei profughi afghani per ospitare famiglie e bambini  riusciti a fuggire da Kabul e ospitati, in prima battuta, nel centro di prima accoglienza e smistamento allestito dalla Croce Rossa e dalla Protezione civile nell’interporto di Avezzano e poi smistati secondo un piano d’accoglienza.

 L’ADSU di Teramo, a dicembre scorso, aveva riaperto i termini per le domande di borse di studio a.a. 2021-2022 da assegnare esclusivamente in favore degli studenti provenienti dall’Afghanistan.

Una misura straordinaria per garantire agli studenti afghani la possibilità di accesso al beneficio delle borse di studio e agevolarli nel percorso di studi presso l’Università degli Studi di Teramo. 

Le graduatorie aggiornate sono state  approvate lo scorso 30 aprile. Grazie all’intervento della giunta regionale, la borsa di studio è stata assegnata a tutti i 644 studenti risultati idonei tra cui i 42 afgani e ulteriori risorse arriveranno dal progetto ‘Fami’.

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Abruzzo

Agricoltura e lavoro nero: chiesti più controlli nel Fucino

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AVEZZANO – “Abbiamo chiesto un incontro con i vertici dell’Ispettorato del lavoro per vigilare sul fenomeno crescente del lavoro in nero, in particolare nei campi del Fucino”.

Lo ha detto il direttore di Confagricoltura L’Aquila, Stefano Fabrizi a proposito del fenomeno che spinge alcuni lavoratori ad accettare incarichi in nero fuori contratto. “Spesso – contestualizza Fabrizi – l’interesse di molti braccianti, specie se stranieri, è quello di mettere da parte quanto più denaro possibile da mandare alle famiglie e alle comunità d’origine. Questo è pienamente comprensibile – aggiunge – tuttavia, qualcuno si ritrova ad accettare incarichi extra pur avendo firmato un regolare contratto di 39 ore settimanale che rappresenta, o dovrebbe rappresentare, la soglia di lavoro massima”.

Come riporta l’Ansa, si tratta, di fatto, di lavori molto duri specie se parliamo della raccolta di ortaggi che avviene prevalentemente nelle ore notturne, o al massimo alle prime luci dell’alba, in modo da dare il tempo ai trasportatori di far arrivare i prodotti freschi sul mercato.

“ll problema si pone – sottolinea Fabrizi – quando chi lavora di notte con regolare contratto va a prendersi lavoretti da altre aziende nelle ore pomeridiane, oppure viceversa”. Fabrizi ha comunque assicurato che “si cercherà di tutelare gli interessi dei braccianti che rappresentano comunque la parte più debole della filiera”.

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Abruzzo

Turismo e Covid: pubblicate graduatorie delle imprese abruzzesi beneficiarie di indennizzi

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L’AQUILA – Sono 842 le imprese turistiche localizzate all’interno di comuni facenti parte di bacini sciistici che hanno ottenuto un contributo economico a seguito dell’emergenza sanitaria per il Covid.

Le graduatorie delle imprese ammesse a contributo e quelle escluse sono state pubblicate dagli uffici regionali dell’assessorato allo Sviluppo economico e al Turismo.

I contributi erogati ammontano complessivamente a oltre 9,5 milioni di euro, risorse provenienti dai fondi statali messi a disposizione per ridurre quanto più possibile le perdite economiche delle aziende turistiche a causa del Covid.

La misura specificatamente prevista per i comuni (la Regione ne ha individuati 35) i cui territori ricadono nei comprensori sciistici già individuati è parte di un sistema di aiuti che la Regione ha avviato già dall’estate del 2020.

Dopo le prime misure economiche in favore delle persone fisiche, gran parte della programmazione dell’assessorato allo Sviluppo economico è stata indirizzata verso la previsione di misure economiche di ristoro, indennizzo e contributi a fondo perduto in favore delle imprese abruzzesi colpite dalle conseguenze economiche del Covid.

Sull’entità del contributo erogato, l’avviso pubblico prevede diverse fasce di intervento: si va dai 35 mila euro previsti per alberghi, campeggi, villaggi turistici e ostelli fino ai 3000 euro per l’attività delle Guida alpine e degli accompagnatori turistici. 

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