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Focus

Israele: cala il gelo sulla Terra Promessa

Perché Israele deve continuare ad infliggere la stessa lama avvelenata del “non avere diritto all’esistenza”, che Egli stesso ha ben conosciuto nel corso dei secoli, al popolo palestinese?

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Il lettore si starà chiedendo, giustamente, che cosa ci faccia un articolo riguardante la politica estera su un giornale locale come Il Martino che dovrebbe, prima di tutto, occuparsi del suo territorio. Ma Noi siamo ambiziosi e vogliamo provare a varcare i confini del Mediterraneo che ci separano da quella Terra (che qualcuno definì “Promessa”) e che da molti anni piange una guerra che, da entrambe le parti, non cessa di mietere vittime innocenti. E ciò che più addolora chi come me ha sempre seguito da vicino e con passione le vicende consumatesi su quella Terra Promessa è che, all’indomani delle elezioni politiche che hanno riconfermato la destra di “Bibi” Netanyahu al governo dello Stato di Israele la parola ´pace` verrà cancellata definitivamente da tutti i vocabolari ebraici. Ed insieme vedranno la fine anche le parole ´Palestina` e ´Palestinesi`.

Ebbene Likud, il partito di Netanyahu, l’ha fatta franca ancora una volta, nonostante il largo consenso di cui godeva il suo avversario di Unione Sionista Isaac Herzog, dopo una campagna elettorale all’insegna dei più nazisti dei proclami: “Con me mai uno Stato Palestinese”.

Anche se, come dice Paul Krugman, una tale retorica bellicosa sia stata appositamente scelta da Netanyahu per distrarre l’elettorato dai problemi economici interni dovuti ad una disparità di reddito sempre crescente tra le classi sociali ed al di là della cronaca elettorale che ben conosciamo, se almeno ci siamo degnati di dare una sbirciata ai quotidiani nazionali, la mia riflessione prende spunto proprio da quella frase (“Con me mai uno stato Palestinese”) che, oltre ad irritare il Presidente Obama, francamente a me ha letteralmente gelato il sangue.

Non sono d’accordo con quanto afferma Diana Buttu, ex consulente dell’Olp (Organizzazione per la liberazione della Palestina) quando dice che “l’appuntamento alle urne non avrebbe comunque cambiato nulla” e che “anche con la sinistra di Isaac Herzog continuerebbero gli insediamenti nei territori occupati e l’assedio di Gaza”. Al contrario. L’appuntamento alle urne avrebbe potuto apportare cambiamenti enormi. Non solo per tutti i palestinesi che speravano in una nascita di uno Stato loro Stato ed a cui ogni giorno viene tolta un po’ della loro Terra e della identità nazionale, ma anche per l’Occidente, che ancora confonde il terrorismo islamico con una popolazione civile esasperata e che da reazione si lascia raggirare, in nome della religione dai fondamentalisti di Hamas. Netanyahu Un Occidente sempre più cieco sia di fronte alle grandi contraddizioni della politica Israeliana, sia di fronte ai morti che giacciono su quella striscia di Terra contesa.

Una vittoria dell’ala laburista se accompagnata ad apertura verso il riconoscimento di uno Stato Palestinese, avrebbe dato un bel colpo nel fianco al terrorismo fondamentalista. Un cambio di politica da parte di Israele avrebbe potuto azzoppare ed indebolire notevolmente tutto il mondo del terrorismo fondamentalista che continua a nascondersi dietro falsi ideali di matrice religiosa per poter perseguire i propri interessi economici e politici. Sarebbe venuta meno la stessa motivazione alla sua esistenza. Avrebbe pian piano perso consenso, dato che la popolazione di civili non avrebbe più avuto motivi per arruolarsi tra le file di Hamas. E poi diciamocelo, sarebbero crollate tutte le false motivazioni per cui Noi Occidentali, come paladini della democrazia, esportiamo guerre, definendole missioni di pace. Sarebbero probabilmente decaduti anche i molti luoghi comuni sull’Islam cavalcati dai partiti ultra nazionalisti di tutta Europa e che ultimamente raccolgono notevole consenso.

Israele avrebbe potuto aiutarci a diventare un Occidente migliore ed aiutandoci avrebbe aiutato anche se stesso e il suo popolo che in questi anni é stato il primo a farne le spese non solo in terra di Israele. Come dimenticare tragico attentato avvenuto a Parigi in quell’Hyper Cacher e quello alla Sinagoga di Copenaghen.

Israele e parte del suo popolo rimangono tutt’oggi avvolti da un’enorme nube di contraddizione, ancor di più alla luce degli ultimi risultati elettorali. Nonostante ciò che il popolo ebraico ha dovuto subire durante tutto l’arco della sua storia e nonostante abbia conosciuto sulla sua pelle il dolore del non poter vivere in alcun luogo, dell’essere perseguitati, dell’essere cancellati da qualsiasi vocabolario e da qualsiasi mappa geografica, dell’essere ghettizzati non solo etnicamente ma anche spazialmente, continua tutt’oggi a far pagare al popolo palestinese tutto ciò che nei suoi confronti ha sempre considerato come Male Assoluto. Dunque, perché deve continuare ad infliggere la stessa lama avvelenata del “non avere diritto all’esistenza”, che Egli stesso ha ben conosciuto nel corso dei secoli, al popolo palestinese?

La Terra Promessa sarebbe dovuta essere una terra di pace. Pace è sinonimo di condivisione, cooperazione ed in quanto tale quella Terra non può essere “promessa” solo a loro.

Se Israele vuole la pace e se vuole vivere in pace nella sua Terra deve concedere per primo la pace, condividendo quella Terra e accettando quella “promessa” con quanti nel corso dei secoli hanno impresso su quella stessa Terra una parte della loro storia e definito la loro identità.

Abruzzo

Congresso nazionale di Meritocrazia Italia a Silvi Marina

Welfare: la transizione del Merito

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Come annunciato nelle scorse settimane, si terrà in Abruzzo, a Silvi Marina (TE), nei giorni 2-4 settembre 2021, il terzo Congresso nazionale di Meritocrazia Italia su ‘Welfare: la transizione del Merito‘.

Sarà un’occasione importante di discussione in vista della sfida che impegnerà tutti i Paesi europei nel futuro prossimo: la ricostruzione degli equilibri alterati e la ripartenza dopo il devastante periodo emergenziale.

Meritocrazia si propone di fare il punto su bisogni e priorità di intervento e riportare l’attenzione su un concetto di transizione calibrato sul valore del Merito, in ogni ambito, per un benessere condiviso realmente sostenibile.

Nella giornata di venerdì 3 settembre, in particolare, gli illustri ospiti saranno chiamati al libero confronto sul tema della coesione sociale, partendo dagli impegni delle organizzazioni locali in materia di ambiente, giustizia, sanità, formazione e infrastrutture. Una sessione sarà dedicata alla riforma del sistema fiscale, da ricondurre alla funzione sociale di strumento di rilancio delle imprese e redistribuzione delle opportunità. Spazio verrà riservato anche alla proposta di costituzione di una Agenzia delle Uscite, per la miglior tutela del cittadino creditore della pubblica amministrazione.

In due diversi corner tematici, il focus sarà rivolto a politiche giovanili e programmi di sostegno delle disAbilità.

I lavori saranno sapientemente moderati dai giornalisti RAI Attilio Romita Daniele Rotondo.

Oltre ai dirigenti di Meritocrazia Italia, tante le personalità coinvolte tra esponenti politici e rappresentanti dei settori strategici del Paese.

Parteciperanno alla giornata Giovanni Legnini (commissario straordinario alla Ricostruzione), Valeria Maria Fazio (referente relazioni esterne e progetti di sviluppo della Terza Missione per l’Università Europea di Roma), Marcello Salerno (sindaco di Ari e professore di diritto costituzionale Università di Bari), Cristina Gerardis (vice capo di Gabinetto al Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale), Vincenzo Montesarchio (specialista malattie infettive e oncologica Ospedale dei Colli), Edoardo Bianchi (vice presidente nazionale Ance), Raffaele Bonanni (già Segretario Generale CISL), Alessandra Maddalena (vice presidente ANM), Maurizio Santise (Consigliere T.A.R.), Dante Caserta (vice presidente nazionale WWF), Federica Chiavaroli (imprenditrice e già sottosegretario Ministero Giustizia), Enea Franza (direttore Consob), Aldo Patriciello (europarlamentare FI e imprenditore nella sanità privata), Arturo Artom (fondatore Confapri e Forum della Meritocrazia), Paolo Del Vecchio (Avvocato dello Stato e Capo Direzione legale ARERA), Lorenzo Vanni (imprenditore), Paolo Barletta (CEO di Arsenale SpA e Alchimia SpA), Catello Vitiello (deputato Italia Viva), Raffaele Trano (già Presidente Commissione giustizia Movimento 5 Stelle), Andrea Ostellari (senatore Lega).

Interverrà, in collegamento streaming, il Prof. Massimo Cacciari.

Come sempre, le conclusioni dei lavori saranno affidate al Presidente nazionale di Meritocrazia Italia, Walter Mauriello, il quale già annuncia che «Sarà un momento decisivo di confronto. Vogliamo riportare le diverse sensibilità sui problemi comuni, per la definizione della migliore strategia di intervento. Le risorse straordinarie del Recovery Fund rappresentano un’opportunità da non sprecare. Una chance unica per cambiare le regole del gioco e rivoluzionare il funzionamento di servizio sanitario, giustizia, pubblica amministrazione e infrastrutture. Troppo poco è stato fatto negli ultimi anni, specie a livello europeo, nel verso di dare concretezza ai propositi di inclusione ed equità sociale».

Nella giornata di sabato 4, verrà presentata la Mozione congressuale di Meritocrazia Italia e saranno condivise le intenzioni programmatiche di coordinamenti regionali e Ministeri MI per il prossimo anno.

 Per partecipare all’evento, è possibile iscriversi online sul sito www.meritocrazia.eu. Il Congresso si svolgerà in totale sicurezza, nel pieno rispetto delle normative anti-covid e delle ulteriori indicazioni e raccomandazioni delle Autorità preposte, con accentuata cautela.

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Abruzzo

Martinsicuro: FIAB Teramo chiede al Comune parcheggi attrezzati per biciclette

Dopo l’ordinanza comunale

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Di seguito il comunicato stampa di FIAB Teramo.

Facendo seguito all’Ordinanza sindacale n. n. 81 Reg. Generale del 15/07/2021, avente ad oggetto ““Divieto di sosta per velocipedi su corsia pedonale del Lungomare Europa, tratto compreso tra via dei Pioppi e Rotonda Las Palmas con contestuale divieto di ancoraggio-appoggio sulla relativa ringhiera di protezione””, FIAB Teramo, associazione aderente alla Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e alla European Cyclists’ Federation, pur concordando sulla necessità di regolamentare la sosta delle biciclette e dato atto dell’installazione di numerose rastrelliere e dell’intenzione, da parte del Comune, di installarne di ulteriori, chiede all’Amministrazione Comunale di Martinsicuro, che fa parte della rete ComuniCiclabili di FIAB, di fare un ulteriore sforzo e prevedere una idonea pianificazione per la realizzazione di cicloparcheggi attrezzati con rastrelliere che permettano di legare il telaio dei mezzi, onde favorire l’utilizzo della bicicletta sia per turismo che per gli spostamenti quotidiani.

In particolare FIAB chiede, oltre ad un piano per i cicloparcheggi pubblici, da realizzare in prossimità di luoghi strategici (edifici pubblici, scuole, uffici, esercizi commerciali, ecc.), anche l’emanazione di un bando per l’installazione di rastrelliere, su suolo pubblico, da parte di privati, sulla falsariga di quello redatto dal Comune di Milano (che ha molti km di piste ciclabili, ad esempio quella tra viale Monza, corso Buenos Aires e Piazza Duomo)

(si veda https://www.comune.milano.it/servizi/portabiciclette-ad-uso-pubblico)

bando che permetterebbe ai privati interessati di realizzare un cicloposteggio in prossimità della propria attività, senza pagare l’occupazione del suolo pubblico, rispettando specifici parametri tecnici e mettendo il manufatto a disposizione di tutti.

“Il sempre maggior numero di residenti e turisti che usano la bicicletta per gli spostamenti urbani – dichiara il presidente FIAB Teramo, Gianni Di Francesco – impone alle Amministrazioni scelte coraggiose ed immediate. Pianificare la sosta dei “velocipedi”, con la stessa attenzione con cui si prevedono e pianificano parcheggi per le automobili, magari tenendo conto della LR 8/2013, che all’art. 3, comma 5, prevede che “una quota non inferiore al dieci per cento dei posti auto previsti, adeguatamente attrezzata, sia riservata al parcheggio di biciclette”, migliorerebbe le condizioni di sicurezza di chi già utilizza la bicicletta ed invoglierebbe molti ad usare tale mezzo, con benefici per tutti”.

FIAB, oltre a mettersi a disposizione dell’Amministrazione per eventuali consigli, ha inviato al Sindaco anche un vademecum per la realizzazione dei parcheggi, che possa essere da guida per la loro realizzazione.

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Economia e Territorio

Neet, come migliorare la formazione

Un ciclo di webinar di Meritocrazia Italia

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Riceviamo e pubblichiamo da Meritocrazia Italia.

Argomenti trattati: Necessità di formare i giovani nel mondo imprenditoriale. Piano di resilienza proposto da MI. Formazione post scuola. Donne maggiormente penalizzate. Creare sinergie con il sistema universitario. Importanza dell’anagrafe dello studente. Educare le famiglie alla formazione dei figli. Creare un collante tra scuola e mondo del lavoro. Investire sugli insegnanti.

Si è concluso ieri il ciclo di incontri settimanali organizzati da Meritocrazia Italia per tutto il mese di febbraio, sul tema dei Neet.

Argomento delicato ed al contempo allarmante per la diffusione del fenomeno nel nostro Paese, che vanta il primato europeo.

Le soluzioni al problema e le sue ripercussioni sociali sono state trattate nella tavola rotonda da esperti e tecnici, che si sono confrontati con i Dirigenti di Meritocrazia Italia, Raffaela Pergamo  (Direttore Dipartimento Politiche agricole) e Marco Del Sorbo (Tesoriere e Consigliere di Presidenza), cui sono state affidate le conclusioni dell’incontro. Moderati da Roberto Castaldo, Direttore Scientifico di Crea, si sono succeduti sul palco Giovanna Pentenero, già assessore Regione Piemonte; Carlo A.Mazzone, Docente di informatica, premiato a livello mondiale; Carmen Gallucci, Docente di Finanza Aziendale Unisa; Piero Rinaldi, Imprenditori Rinaldi Group, Presidente Giffoni Experience.

Il comune denominatore di tutti gli interventi è racchiuso nella necessità, unanimemente riscontrata dai relatori, di riconoscere e non sottovalutare il problema, per poterlo affrontare con incisività ed in un’ottica di inclusione, affinché anche i giovani a rischio possano sentirsi cittadini attivi ed essere stimolati alla partecipazione. I ragazzi vanno messi al centro e si deve lavorare per piccoli progetti, al fine di creare, dall’interno delle istituzioni formative, la possibilità di portare i giovani verso l’imprenditorialità, per gestire la propria autonomia gestionale e operativa.

Così ha concluso Marco Del Sorbo:” Per ridurre il fenomeno dei NEET è necessario quel giusto collante tra scuola e mondo del lavoro che in Italia manca completamente. I giovani di oggi si sentono sfiduciati, non riescono a collocarsi nel mondo del lavoro e sono costretti ad andare all’estero per trovare quella giusta e desiderata collocazione, che l’Italia non riesce ad offrire. E’ necessaria una forte ed incisiva azione pubblica sul problema”.

Il dibattito è stato costruttivo e con rilevanti spunti di approfondimento. Soprattutto foriero di soluzioni concrete che l’associazione auspica possano trovare fattiva attuazione. Il Webinar potrà essere rivisto sulla pagina Facebook: L’Italia che Merita.

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