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L'Aquila

Roseto, più di 100 famiglie arrivano a fine mese grazie al Banco Alimentare

Sono ormai 110 le famiglie che ricorrono al Banco Alimentare per arrivare alla quarta settimana.

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ROSETO- Sale a 110 il numero di famiglie che si trovano costrette a ricorrere al Banco Alimentare per arrivare a fine mese. Non più solo chi non ha reddito, ma ora a rivolgersi all’Onlus sono anche le famiglie che possono contare quanto meno su un reddito ma che, tra mutui, bollette ed il minimo necessario per mandare i figli a scuola, lo vedono volatilizzare. I salari, infatti, raramente arrivano a 1200€, ma molto più spesso non superano il tetto dei mille. Come spiega la vice presidente del Banco Alimentare di Roseto, Luisita Taddei:”Noi attualmente aiutiamo circa 110 famiglie, questo il dato attuale. Un aumento vertiginoso soprattutto negli ultimi 3 anni”. Ogni ultimo venerdì del mese i volontari del Banco Alimentare preparano un pacco al cui interno vengono sistemati prodotti alimentari di prima necessità non deteriorabili, la consegna avviene, poi, il sabato successivo. “Il nostro deposito è a Pescara”, prosegue Luisita Taddei, “raccogliamo i generi di prima necessità e grazie all’impegno dei volontari organizziamo il pacco da consegnare alle famiglie. Ci sono situazioni a volte davvero drammatiche. Tempo fa una mamma ci chiese qualcosa in più per i suoi 4 figli altrimenti non sarebbe riuscita ad assicurare il pranzo. Sono situazioni che strappano le lacrime al cuore.” La povertà è in rapido aumento e il divario tra i più e i meno abbienti si allarga sempre più, le vittime maggiori sono pensionati e famiglie numerose. A Roseto, come ormai in ogni comune italiano, il Banco Alimentare organizza la raccolta dei generi alimentari in più periodi dell’anno perché la tradizionale raccolta di novembre non è più sufficiente per dare il giusto aiuto a tutti.

L'Aquila

Roseto, arrestati due minorenni per spaccio, avevano hashish e cocaina

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cc carabinieri 112 volante

Notati da una pattuglia, hanno cercato di nascondersi, ma non sono passati inosservati ai carabinieri. Sono stati così arrestati per spaccio a Roseto due ragazzi minorenni che avevano un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti.

Lo stupefacente sequestrato dai carabinieri

TERAMO – I carabinieri stavano perlustrando il lungomare, per prevenire eventuali tentativi di furto negli stabilimenti balneari chiusi, quando hanno notato due sagome nel retro di un locale che, alla vista della pattuglia, hanno cercato di nascondersi. Si tratta di due minorenni sorpresi in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, che sono stati arrestati per spaccio a Roseto degli Abruzzi.

Il loro tentativo di passare inosservati non è sfuggito ai carabinieri che li hanno fermati e perquisiti. I due ragazzi avevano 75 dosi di hashish, complessivamente circa 50 grammi, oltre a 2 grammi di cocaina suddivise in 3 dosi. I due ragazzi avevano anche due bilancini di precisione. Tutto lo stupefacente è stato sequestrato, mentre i due giovani sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio e sono stati accompagnati al Centro Prima Accoglienza de L’Aquila, in attesa dell’udienza di convalida.

I carabinieri sono al lavoro ora per capire chi possa aver ceduto ai due minorenni arrestati per spaccio a Roseto le sostanze stupefacenti e a chi fossero destinate. Le indagini sono dirette dalla Procura presso il Tribunale dei Minorenni de L’Aquila.

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Abruzzo

Abruzzo: “Siamo tutti Protezione civile”, prevedere per prevenire

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L’AQUILA – Venerdì 30 settembre dalle 16:00 alle 23:30, all’Aquila (Piazza Duomo) si rinnoverà l’evento “SHARPER – LA NOTTE DEI RICERCATORI” promosso e organizzato dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso con la collaborazione del Comune dell’Aquila, del Gran Sasso Science Institute e della Regione Abruzzo.

Oltre ad offrire un programma vario e multidisciplinare, quest’anno l’evento sarà ancora più ricco grazie alla partecipazione dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile che metterà in campo professionalità e mezzi della protezione civile regionale a testimoniare l’impegno in favore della prevenzione e della sicurezza.

“La protezione civile è un sistema di persone, professionalità, mezzi e conoscenze che possono fare la differenza quando si è esposti ad un rischio ambientale” ha detto Mauro Casinghini, direttore dell’Agenzia di PC”. “Le decisioni in fase di emergenza devono essere prese in tempi rapidi”, ha aggiunto, “ma per costruire la consapevolezza del rischio c’è bisogno di studio e di collaborazione tra le istituzioni e il cittadino” “Tutti abbiamo un ruolo importante per proteggerci e per proteggere gli altri e quella di SHARPER rappresenta un’occasione importantissima per sensibilizzare e diffondere la cultura della prevenzione e delle buon pratiche, a cominciare dai più piccoli che potranno giocare e sperimentare insieme agli operatori di protezione civile”. 

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Abruzzo

L’Aquila, fingeva di vaccinare contro il Covid: infermiere sospeso

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Vaccino anti-covid

 L’AQUILA – Fingeva di eseguire vaccini contro il Covid-19. Per questo motivo la Digos, con il coordinamento della Procura della Repubblica di L’Aquila, ha notificato il decreto di sequestro preventivo e la sospensione dall’esercizio dell’attività professionale a un infermiere della zona.

Come riporta l’Ansa, le attività di indagine sono partite a seguito di una segnalazione dell’Ordine delle professioni infermieristiche dell’Aquila e hanno permesso di riscontrare la falsità della documentazione prodotta dall’operatore sanitario. Dalle indagini, infatti, risulta che l’infermiere non si è mai sottoposto al ciclo vaccinale obbligatorio e che la certificazione presentata al datore di lavoro aveva lo scopo di indurre in errore l’ azienda sanitaria dove presta servizio, al fine di evitare la sospensione dall’albo professionale e la conseguente perdita degli emolumenti.

Pertanto, la Procura ha richiesto e ottenuto il sequestro preventivo delle somme percepite dall’infermiere e l’applicazione nei suoi confronti della misura cautelare personale della sospensione dall’esercizio della professione infermieristica. Il procedimento è al suo inizio e le accuse mosse all’infermiere professionale – finora ritenute fondate dall’autorità giudiziaria – troveranno conferma o smentita nelle successive fasi della procedura. 

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