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Editoriale

Treni solo per Bianchi

E’ scattata la “caccia al nero”. I treni che dal Brennero sono diretti nel nord Europa vengono preventivamente sottoposti a controlli, da parte di un mix di poliziotti tedeschi, austriaci ed italiani, affinché si impedisca a chiunque abbia la pelle nera di varcare il confine italiano.

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“Siam pronti alla vita”. Così cantavano i bambini del coro durante l’attesissima cerimonia di apertura dell’Expo milanese tenutosi il 1 Maggio. Parole che, degustate nel contesto politico europeo attuale, portano con sé un retrogusto tutto  amaro. Se essere pronti alla vita vuol dire anche garantire la vita dell’altro senza distinzioni o costruzioni di muri e barriere, non solo metafisiche, ci chiediamo come l’Europa abbia tradotto e fatto risuonare nella sua coscienza quelle parole. Perché, alla luce di ciò che sta avvenendo al confine con il Brennero, direi che di rispetto per la vita dell’altro, in questo nostro vecchio continente, ce ne sia ben poco.

Parlo di quella stessa Europa che si è raccolta in un eterno minuto di silenzio sia prima che dopo la strage dei migranti avvenuta nelle acque del canale di Sicilia. La stessa Europa che ora riscopre la vergognosa pratica della “caccia al nero”, come un focolaio che, a quanto pare, non si è mai spento, vietando o meno un viaggio in treno a chiunque osi esibire un colore di pelle piuttosto scuro.

Decade il criterio del possesso o meno di un biglietto per il viaggio e si reintroduce quello discriminante che fa leva sul colore della pelle. È questo quello che sta avvenendo sui treni che dal Brennero sono diretti nel nord Europa. Essi vengono preventivamente sottoposti a controlli, da parte di un mix di poliziotti tedeschi, austriaci ed italiani, affinché si impedisca a chiunque abbia la pelle nera di varcare il confine, abolendo così il loro diritto di viaggiare, di spostarsi, di essere finalmente liberi, di vivere.

Sentir parlare, nel 2015, di controlli legati al colore della pelle non fa solo tornare in mente alcune pagine di storia ma ci fa riflettere anche sulla debolezza di un’Europa sempre più incapace di gestire un’emergenza e che dunque si trincera dietro vecchie pratiche di discriminazione, intolleranza e respingimento. Il Senatore Luigi Mancone, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani, l’ha ben definito come un “cattivismo organizzato di Stato”.

Un treno sgomberato dai neri e riservato esclusivamente ai bianchi, tramite controlli effettuati da uomini in divisa; è questa l’essenza che si cela dietro questi episodi. Un’essenza che ci fa ripiombare in un incubo che pensavamo fosse finito e rimasto stampato solo nelle pagine dei libri di storia.

Ad aggravare ancor di più la questione è il fatto che non stiamo parlando di episodi isolati e che si sono verificati recentemente. Questa vergogna va avanti da circa un anno ed è per questo che crediamo sia ora di cominciare a fare luce sulla vicenda e a trovare una soluzione ad un problema che non può restare, come qualcuno vorrebbe, solo entro i confini italiani.

Abruzzo

Ferrovie: Marsilio, L’Aquila-Roma in un’ora, emendamento per studiare progetto

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L’AQUILA – Uno stanziamento di 40 milioni di euro finalizzato alla realizzazione di uno studio di fattibilità e alla progettazione della velocizzazione del tracciato ferroviario tra Roma e la città di Ascoli Piceno e il collegamento tra Rieti e L’Aquila, al fine di garantire un nuovo percorso tra la Capitale e le aree interne colpite dai sismi del 2009 e del 2016.  È il contenuto di un emendamento alla legge di bilancio predisposto dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, d’intesa con il collega della Regione Marche, Francesco Acquaroli, raccogliendo le sollecitazioni dei sindaci dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Rieti, Antonio Cicchetti, e di Ascoli, Marco Fioravanti. Interventi da realizzare sul tracciato già esistente, rivisitando il progetto già finanziato dal Cipe nel 2006 in modo da inserire il capoluogo d’Abruzzo lungo la direttrice che da Roma conduce sino ad Ascoli Piceno. “Un provvedimento che se approvato rappresenterebbe il primo passo verso il superamento di un importante gap infrastrutturale esistente tra aree interne ed aree costiere, facilitando la connessione tra il versante adriatico e quello tirrenico, abbattendo i tempi di percorrenza in partenza e in arrivo verso la Capitale”, spiega Marsilio.  “Un elemento qualificante per i territori del centro Italia colpiti dai terremoti e che scontano già un grave ritardo infrastrutturale, dove al processo di ricostruzione in atto va necessariamente affiancato un programma di sviluppo e rilancio che non può prescindere da una rete di comunicazioni moderna, in grado di coniugare trasporti e sostenibilità ambientale e sulla quale stiamo lavorando con determinazione” aggiunge il presidente Acquaroli. “Le sfide decisive che si prospettano all’orizzonte, a partire da quell’utilizzo delle risorse del Pnrr e del fondo complementare, impongono scelte in grado di incidere, positivamente, sulle prospettive dei territori appenninici che, unitariamente, chiedono al Parlamento di adottare misure volte ad agevolare la vivibilità delle comunità ed aumentare l’attrattività per famiglie e imprese”, sottolineano i tre primi cittadini.  “La proposta è frutto di una importante rete tra i territori e concertazione tra amministratori. Per tale ragione è auspicabile un’ampia condivisione da parte di tutte le forze politiche nei confronti di una proposta normativa valida che delinea una visione strategica per il futuro dei cittadini e, soprattutto, dei loro figli”, concludono i due presidenti e i sindaci.

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Editoriale

Covid-19, nelle Marche i comuni di Acqualagna e Petriano in zona arancione rafforzata

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ANCONA – Nuova ordinanza firmata oggi dal presidente Francesco Acquaroli: da mercoledì 12 maggio saranno limitati gli spostamenti ai soli casi di salute, studio, lavoro e comprovata necessità all’interno del territorio comunale di Acqualagna e Petriano. Dall’analisi epidemiologica effettuata sul territorio regionale e a seguito delle Conferenze dei Sindaci delle Aree Vaste, è emerso che, mentre il tasso regionale dei positivi su 100 mila abitanti pari a 107,85 non preoccupa in quanto inferiore al limite previsto di 250, ci sono due Comuni, Acqualagna e Petriano, dove il tasso dei positivi richiede una ulteriore attenzione e un’azione di intervento per tenere sotto controllo la situazione pandemica.

Allo scopo quindi di contrastare e contenere il diffondersi del virus SARS-CoV-2, a decorrere dalle ore 00:00 del 12 maggio 2021 e fino alle ore 24:00 del 18 maggio 2021, ferme restando le misure statali di contenimento del rischio di diffusione del virus già vigenti sull’intero territorio regionale, nei due Comuni valgono le regole della “zona arancione” e inoltre è vietato ogni spostamento all’interno degli stessi, salvo se motivato da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza. Sono comunque consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti in cui la stessa è consentita. Il transito sui territori dei due Comuni è consentito qualora necessario a raggiungere ulteriori territori non soggetti a restrizioni negli spostamenti o nei casi in cui gli spostamenti sono consentiti dalla normativa vigente. In ogni caso occorre far uso dell’autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento.

La Regione si vuole far trovare pronta al previsto momento delle riaperture e per questo chiede a tutti i cittadini di essere attenti, perché il virus è ancora in circolazione e ci sono ancora molte persone ricoverate nelle strutture ospedaliere. Tale provvedimento viene adottato seguendo il principio di precauzione e gradualità per favorire il controllo della curva epidemiologica anche sui singoli territori comunali, laddove i dati epidemiologici a carattere locale e comunale fotografano una situazione a cui prestare una attenzione ancora maggiore. Ad Acqualagna e Petriano si applicano quindi le misure di cui agli articoli 36 e 37 (misure zona arancione integrale) e 40 (limitazione spostamenti zona rossa) del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 2 marzo 2021. Occorre sempre far uso dell’autocertificazione riguardo alle cause giustificative dello spostamento.

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Abruzzo

Abruzzo: Oggi Giornata Mondiale della Poesia, il premio a Luca Di Tizio

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ORTONA: L’associazione 22 Aprile, oggi celebra la Giornata Mondiale della Poesia, premiando Luca Di Tizio, anestesista e rianimatore all’Ospedale SS Annunziata di Chieti. Spiega la stessa Associazione: “La poesia ritorna come lingua dell’indicibile, come tentativo estremo di tenere la parola viva e abbiamo scelto, nel rispetto della salute di tutti, di conferire il Premio in Ospedale, all’esterno, con una piccola cerimonia, coinvolgendo la Direzione Sanitaria. Luca di Tizio scrive e lo fa a cuore aperto. Lo abbiamo immaginato al termine dell’ennesima giornata sfiancante, coi nervi a pezzi e l’umore alle caviglie. Un lavoro che ha a che fare con la vita e con la morte, coi miracoli e con le tragedie, coi voli altissimi e con gli abissi”

“Il dialetto è uno strumento potentissimo per dar voce a quello che sente il cuore, nella maniera più spontanea e vera possibile – dichiara il dott. Di Tizio. Questo componimento nasce così, per fare uscire fuori le emozioni più intense e forti che, da un anno a questa parte, il mio cuore, come quello di molti altri medici e infermieri, è chiamato a provare quotidianamente. La poesia descrive un particolare momento della nostra attività, quando noi rianimatori siamo chiamati in ospedale ad intubare pazienti, affetti da questa terribile polmonite. E così devi tranquillizzare, dare parole di conforto e speranza. Nel tuo cuore però c’è tristezza e preoccupazione. E allora il distacco iniziale viene meno. Il malato non è più soltanto la persona che deve beneficiare della tua professionalità, ma diventa l’uomo, solo, impotente e spaventato di fronte a questa terribile pandemia”.

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