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Pescara

Annunciata la nuova giunta regionale. Gerosolimo al posto di Mozzacca

Pescara: al posto di Mario Mozzacca entra Andrea Gerosolimo, di Abruzzo Civico

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Come preannunciato è stata finalmente varata la nuova giunta regionale D’Alfonso e al posto di Mario Mozzacca entra Andrea Gerosolimo, di Abruzzo Civico. A presentare la sua entrata in giunta quest’oggi è stato lo stesso presidente D’Alfonso. Ha parlato dinanzi ad una sala gremita di giornalisti e per quanto riguarda le deleghe, il Presidente ha parlato di “conferma al 90% di dediche di deleghe”. La loro redistribuzione dovrebbe avvenire nelle prossime 24 ore.

Pescara

Esecuzione a Pescara, si segue la pista della mafia pugliese: affari e soldi i possibili moventi

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esecuzione Walter Albi Luca Cavallito Pescara

Albi e Cavallito stavano aspettando qualcuno, probabilmente per discutere di affari, ma potrebbero essere finiti in un affare più grosso di loro. Questa al momento l’ipotesi investigativa più battuta. Gli inquirenti nel frattempo scavano nel passato di Cavallito e nei suoi legami con la criminalità organizzata pugliese.

Chi stavano aspettando Albi e Cavallito? E di cosa dovevano discutere? Queste le domande che gli inquirenti vorrebbero porgere a Cavallito, piantonato notte e giorno all’ospedale di Pescara dove si trova ricoverato presso il reparto di rianimazione, in merito all’esecuzione in cui si è ritrovato coinvolto e alla quale è scampato, seppur rimanendo ferito in codnizioni gravissime. Se si svegliasse potrebbe fornire le risposte che mancano e imprimere la svolta ad un’indagine, che comunque si è incardinata su due binari precisi: soldi e criminalità organizzata.

Che si sia trattato di un’esecuzione premeditata da un killer professionista, non ci sono più dubbi. In un nuovo filmato spuntato nei giorni scorsi, si vedrebbe l’omicida fare un giro di ricognizione poco prima della sparatoria per accertarsi dell’esatta ubicazione dei due bersagli e anche controllare che tutto sia a posto nella sua arma. Il fatto che si sia preoccupato di raccogliere i telefoni delle vittime rientrerebbe in una strategia di sabotaggio e depistaggio delle indagini, per non far sapere agli investigatori i contatti telefonici avuti da Albi e Cavallito. Informazioni che comunque sdaranno presto a disposizione degli inquirenti.

Che nel frattempo piantonano l’unico sopravvissuto all’attentato. Polziotti, carabinieri e finanzieri si danno cambio senza sosta e non lo perdono di vista. Un po’ perché non vedono l’ora di interrogarlo, un po’ perché, non solo a livello sanitario, è ancora in pericolo. qualcuno potrebbe cercare di completare il lavoro. Per questo a intervalli regolari una pattuglia fa il giro dell’ospedale per accertarsi che sia tutto in regola.

L’ipotesi che coinvolge la mafia pugliese è emersa dai precedenti di Cavallito, che nel 2012 fu fermato insieme ai membri di una banda di Cerignola, mentre trasportava 200 panetti di hashish. E adesso chi indaga si chiede se non abbia intrattenuto qualche rapporto con gli ambienti della criminalità organizzata pugliese e magari, se qualche affare con loro non abbia causato l’esecuzione avvenuta a Pescara.

Fatto ormai noto, le mafie utilizzano i proventi dei traffici di stupefacenti, per investire in attività commerciali con cui pulire il denaro sporco. Attività come l‘hotel che Albi e Cavallito avevano in programma di aprire sul porto turistico di Pescara. Che l’ex calciatore e l’architetto avessero questo progetto, l’ha detto il padre dell’uomo in fin di vita. Un progetto ambizioso, ma di difficile attuazione senza i dovuti contatti e i fondi necessari. Due elementi che pare non fossero nelle disponibilità dei due. Quindi ora gli investigatori si chiedono se non stessero aspettando proprio chi avrebbe potuto fornirglieli e che qualcosa sia andato storto, o se non abbiano pestato i piedi a qualche pesce più grosso di loro, in un affare più grosso di loro. Le indagini proseguono dunque seguendo queste due direttrici: soldi e mafie.

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Chieti

Intenzioni di voto, anche in Abruzzo FdI in testa nei sondaggi

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sondaggi Abruzzo Elezioni 2022

Un analisi sulle intenzioni di voto in vista delle prossime elezioni politiche eseguito da GDC Sondaggi mostra che anche in Abruzzo Fratelli d’Italia parte favorito. A seguire il Pd, più staccata la Lega. Forza Italia e Movimento 5 stelle sotto al 10%.

PESCARA – Fratelli d’Italia è il partito parte favorito in vista del voto del 25 settembre, anche tra gli elettori abruzzesi. Questo è quanto emerge da un’indagine condotta in Abruzzo da GDC Sondaggi, pubblicato sul sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per l’Informazione e l’Editoria dedicato ai sondaggi elettorali.

I quesiti sono stati rivolti a 4382 persone, cittadini maggiorenni residenti in Abruzzo. Di questi, solo il 25,52%, 1118 persone, hanno partecipato. Il 74,48% invece, 3264 persone, non ha voluto sottoporsi all’indagine. Questo, unito al fatto che il 38,3% degli intervistati ha affermato che non si recherà alle urne e che il 22% si è invece detto ancora indeciso, alimenta i sospetti che l’affluenza sarà bassissima e che il dato sull’astensionismo sarà impressionante.

I sondaggi sono stati effettuati con metodo di campionamento probabilistico e rilevazione CAWI, CATI e CAPI,  nel periodi dal 29 luglio al 3 agosto 2022.

Dal sondaggio emerge che Fratelli d’Italia risulta il partito più gradito in Abruzzo con il 24,1%, seguito dal PD con il 22,1% di consenso. Al terzo posto, ma decisamente staccata, si assesta la Lega con il 13,9%, mentre si dispone appena sotto la soglia del 10% il Movimento 5 Stelle che registra il 9,7%, seguito da Forza Italia all’’8,2%. Distanziati, ma con percentuali significative Azione/+ Europa con il 4,4% e Italia Viva al 4,1%.

Sotto al 3% si assestano Verdi/Sinistra Italiana (2,7%), MDP Articolo 1 (2,6%), Italexit di Paragone (1,6%), Impegno Civico (1,6%) e Noi con l’Italia (1,5%). Altri partiti, non menzionati nel quesito oggetto dell’indagine, si sono visti attribuire il 3,5% di preferenze.

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Chieti

Arta: «il mare abruzzese gode di ottima salute», Legambiente: «inquinati 4 punti su 8 controllati»

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I dati relativi alla qualità del mare divergono tra le analisi effettuate da Arta e i prelievi effettuati da Golette Verde di Legambiente. I primi sono relativi ai tratti di costa, i secondi si concentrano sui reflui in foci, canali e corsi d’acqua.

PESCARA – «Il mare abruzzese, contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di stampa di rilievo nazionale, gode di ottima salute». Risponde così Arta Abruzzo, Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, in merito al fatto che la regione si è classificata ultima nella classifica della qualità delle acque di balneazione, con il 71,9%, di acque eccellenti, stilata da Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente.

Una posizione che Arta Abruzzo ritiene non veritiera, a causa della «disomogeneità dei criteri e dei parametri di monitoraggio adottati dalle varie Regioni italiane che penalizza oltremodo l’Abruzzo, particolarmente attenta alla tutela e alla salute dei bagnanti grazie ad una rete di campionamento estremamente capillare».

Sempre l’agenzia rende noto che i prelievi sono stati effettuati ad ogni chilometro di costa circa, mentre altre regioni hanno monitorano i propri litorali ogni 2 o 3 chilometri. Oltretutto in Abruzzo, «dall’analisi della mappatura delle aree individuate per il monitoraggio, appare di tutta evidenza come molti dei punti siano prospicienti fossi, foci, fiumi e torrenti, luoghi dove le fonti di pressione di inquinanti microbiologici sono ovviamente più elevate».

«Possiamo affermare senza tema di smentita – ha dichiarato ad Ansa il direttore generale di Arta, Maurizio Dionisio – che le acque di balneazione abruzzesi sono di qualità eccellente».

Dati solo all’apparenza in controtendenza da quelli divulgati da Legambiente, che oggi al porto turistico di Pescara, ha organizzato una conferenza stampa in cui ha presentato i risultati delle analisi microbiologiche dei campioni d’acqua prelevati il 18 luglio dai volontari di Goletta Verde sulle coste abruzzesi. Ebbene, 4 degli 8 punti in cui sono stati effettuati i prelievi, hanno mostrato valori di Enterococchi intestinali e/o Escherichia coli, superiori ai limiti consentiti dalla legge.

3 prelievi sono stati effettuati preso foci di fiumi, quella del Vibrata tra San Benedetto del Tronto e Martinsicuro, quella del Saline tra Montesilvano e Città Sant’Angelo e quella dell’Alento a Francavilla al Mare. I primi due sono risultati inquinati, il terzo “fortemente” inquinato.

«Se i dati di Arta sono gli unici che determinano la balneabilità di un tratto di costa, a seguito di ripetute analisi nel periodo estivo – precisa Legambiente – le analisi di Goletta Verde hanno l’obiettivo di individuare le criticità dovute a cattiva depurazione dei reflui in foci, canali e corsi d’acqua, principale veicolo con cui l’inquinamento, generato da insufficiente depurazione, arriva in mare». È emerso anche che in nessuno degli 8 punti campionati è presente la cartellonistica obbligatoria relativa alla qualità delle acque. E in due delle tre foci monitorate manca anche il divieto di balneazione.

Il fatto che almeno un punto nelle tre province ha ricevuto un giudizio negativo non può far altro che alzare l’asticella dell’attenzione sullo stato dei mari – commenta Giuseppe Di Marco, presidente Legambiente Abruzzo – Occorre migliorare il livello di depurazione dei reflui. Mare e turismo sono asset fondamentali per l’Abruzzo, dobbiamo accelerare sul miglioramento della depurazione e sistemazione degli impianti per fare il salto di qualità richiesto».

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