Pena ridotta ad un anno e dieci mesi per Fabrizio Cimino, l’ingegnere che ristrutturò la palazzina in via D’Annunzio a L’Aquila durante il sisma avvenuto il 6 Aprile del 2006. All’interno della palazzina morirono 13 persone. Su di lui grava l’accusa di omicidio colposo plurimo e lesioni.

Secondo la tesi accusatoria se Cimino avesse esaminato il progetto originario del palazzo, viziato da gravi errori di progettazione e vulnerabilità, avrebbe scongiurato la morte di quelle vittime del sisma: di qui la decisione di chiedere la condanna.