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Sport Focus

Paolo Facibeni: la saracinesca biancazzurra

Intervista al portiere del Martinsicuro, Paolo Facibeni.

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Facibeni

Ciao Paolo, volevo iniziare questa intervista facendoti i complimenti per l’ottimo avvio di stagione. Dopo tanti anni passati tra Promozione e Prima Categoria con le maglie di Tortoreto, Scerne, Colleatterrato, Fontanelle, Controguerra e Mosciano, questa è la tua prima esperienza con il Martinsicuro, ma soprattutto la tua prima volta in Eccellenza. Come ci si sente a raggiungere questa categoria a 32 anni? 

Beh, è sempre motivo di soddisfazione. Tutti gli sforzi che si fanno durante l’anno vengono ripagati. Dal momento che questo lavoro lo faccio sicuramente per passione e non per soldi, il raggiungimento di tale obiettivo è una soddisfazione unica.

 

 

Prima di venire a Martinsicuro hai disputato due stagioni in Promozione con la maglia del Mosciano. Ad Aprile dell’anno scorso, però, hai deciso di lasciare la squadra per alcuni problemi con il tuo ex mister Natali, e il presidente del Mosciano Michele Core dichiarò di essere deluso dal tuo comportamento. Non proprio un ottimo addio con la squadra giallorossa.

Il presidente Core ci rimase male, ma ci fu un malinteso. Io il giovedì decisi di andare via a causa di alcune incomprensioni con il mister Natali e comunicai la mia decisione ai dirigenti poiché il presidente non era presente in zona. Successivamente il presidente pubblicò un comunicato stampa in cui diceva di essere rimasto deluso dal mio comportamento, ma poche ore dopo lo chiamai e gli spiegai la situazione che mi portò a lasciare Mosciano. Il nostro rapporto è rimasto ottimo, abbiamo chiarito tutto.

 

 

Quindi il problema c’è stato solo con il mister e non con l’ambiente di Mosciano in generale, come qualcuno aveva scritto.  

No assolutamente, anche perché io con i tifosi e con i miei ex-compagni mi ci sento ancora adesso. A Mosciano non c’è stato tanto un problema con l’allenatore, più che altro quando si hanno due visioni differenti è meglio non andare avanti che distruggere dei rapporti.

 

 

Dopo questa esperienza sei passato al Martinsicuro del presidente Di Egidio, il quale ti aveva cercato fortemente anche nella passata stagione.

Sì, sono stato vicinissimo al Martinsicuro già lo scorso anno. Il presidente Di Egidio mi chiamò per convincermi ad andare nella sua società, ma io avevo già dato la parola al Mosciano. Non nascondo di aver avuto dei tentennamenti… sai, il Martinsicuro giocava in una categoria superiore, aveva l’obiettivo di fare un ottimo campionato e aveva acquistato dei giocatori davvero importanti come Carboni, Rosa e via dicendo. Ho avuto qualche dubbio, però quando si dà una parola ad una società… è sacra. Tornare indietro non sarebbe stato giusto nei confronti del Mosciano dal momento che si sarebbe trovato ad agosto senza portiere.

 

 

E adesso come ti trovi in questo nuovo ambiente a Martinsicuro? 

Ho trovato un ambiente fantastico, la società non ci fa mancare niente. Gli allenamenti logicamente in Eccellenza sono un po’ diversi da quelli che fai in Promozione o in Prima Categoria… c’è bisogno di più intensità e di maggiore sacrificio. Diciamo che la maggior parte della giornata la si passa al campo di allenamento. A me questo piace, mi piacciono le nuove sfide, mi piace affrontarle nel miglior modo possibile dando sempre il massimo.

 

 

Con il mister Di Fabio, il quale ha giocato moltissimi anni tra i professionisti, come ti trovi?  

Sicuramente il mister non ha bisogno di presentazioni. A livello professionale la differenza si vede, è un grande allenatore, mette tutti sullo stesso piano, non ci sono prime donne: questa è una cosa fondamentale in una squadra. Una dimostrazione concreta è accaduta ieri nella partita di Coppa contro il Pineto. Quelli che di solito giocano maggiormente hanno riposato, ma quelli che sono subentrati hanno dato lo stesso apporto dei titolari. La differenza non c’è, e questo è dovuto al grande lavoro dell’allenatore e di tutto quanto lo staff tecnico.

 

 

In questo inizio di stagione, il Martinsicuro ha alternato ottime prestazioni difensive con altre non proprio eccellenti. Basti pensare che in sette partite di campionato avete tenuto inviolata la porta in due occasioni, ma avete subito 2 goal in ben tre partite. Come giudichi questo dato? 8 goal in 7 partite non sono tanti, ma nemmeno pochissimi, considerando che molti vengono da errori individuali.  

Certo. Logicamente per il gioco che facciamo noi, siamo una squadra molto offensiva, qualcosa dobbiamo rischiare. Purtroppo delle ingenuità le facciamo ancora, anche perché siamo una squadra, tranne il sottoscritto, abbastanza giovane (ride, ndr). Quindi, sotto questo punto di vista dobbiamo migliorare, ma lo facciamo domenica per domenica. Ci sono delle partite in cui riusciamo a farlo meglio e ce ne sono altre dove commettiamo alcuni errori, ma questo lo avevamo messo in conto ad inizio campionato. Anche perché il nostro obiettivo è la salvezza.

 

 

A proposito di questo, l’obiettivo dichiarato dal Mister Di Fabio ad inizio stagione era quello di una salvezza “tranquilla”, ma dopo un ottimo avvio di stagione siete ad un solo punto dalla zona play-off. Si può pensare in grande o si rimane bassi? 

Nono assolutamente, si rimane con la testa bassa. Noi dobbiamo raggiungere il prima possibile i 40 punti. Dopo esserci salvati possiamo iniziare a pensare a qualcosa di più, ma senza fare sogni di alcun tipo. Ribadisco che, per adesso, l’obiettivo rimane la salvezza.

 

 

Per concludere, c’è qualche aneddoto curioso o simpatico che vuoi raccontare ai lettori de “Il Martino”? 

Mah guarda… ti dico che come gruppo siamo molto affiatati. Roba come scherzi o cose del genere non ne facciamo, però ci divertiamo molto. La nostra forza è quella di essere molto compatti e di divertirci molto sia durante gli allenamenti che nello spogliatoio. Diciamo che il più divertente è Roberto Cucco con le sue uscite pazzerelle (ride, ndr).

 

 

Quindi non concordi con Mastrojanni, il quale ci aveva detto che il più simpatico dello spogliatoio è il capitano Carboni. 

Sisì, ma diciamo che nelle ultime uscite Cucco ha dato il meglio di sé, si è superato.

 

Paolo grazie mille per la simpatia e per la disponibilità. 

Grazie mille a te Giorgio, e un saluto ai lettori de “Il Martino”.

 

 

Marche

Samb, ore decisive, TAR e Piunti: quale sodalizio? In quale categoria?

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oggi 17 (ore 08:30 inizio del ricorso dell’AS Samb di Roberto Renzi al TAR del Lazio) e domani 18 agosto, due date fondamentali nella storia calcistica sambenedettese, soprattutto quella di domani mercoledì 18 agosto ore 12:00.

Proprio in quel momento, infatti, scadrà il termine per il deposito delle manifestazioni d’interesse per il nuovo sodalizio rossoblù.

A “gareggiare” in questo “teatrino”, aperto guarda caso a Serie C peduta con gravi e grandi Responsabilità di coloro i quali potevano farlo già dai mesi di Marzo e Aprile salvando “baracca e burattini” e la Terza Serie conquistata meritatamente sul campo da Palladini & Company il 10 aprile 2016, c’è un Tris societario (escludendo l’AS Samb di Renzi tuttora possessore del Titolo Sportivo):

il Football Club Sambenedettese dell’imprenditore Francesco Angelini ,

l’Unione Sportiva Sambenedettese 1923 della “cordata locale” diretta da Remo Croci con l’avvocato Roberto Ascani

e la Sambenedettese 1923 con a capo l’ex dirigente rossoblù Manolo Bucci, appoggiato direttamente dal presidente della Lazio Claudio Lotito che ha già promesso di riportare i rossoblù nel Calcio “Aulico” in almeno 4 anni.

Sarà il primo cittadino sambenedettese, Pasqualino Piunti, a decidere il sodalizio che rappresenterà la Città di San Benedetto del Tronto.

Per quanto riguarda la categoria di ripartenza, ci sono molti dubbi sulla rinascita dalla serie D anche se il Presidente della FIGC Gabriele Gravina ha “assicurato” il Sindaco: 400 mila Euro da versare entro le ore 12 di martedì 24 agosto e la Quarta Serie accoglierà la nuova società rossoblù.

Sarà così?

Il “teatrino” sambenedettese dell’estate 2021 continua………..


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Samb: il TAR del Lazio conferma l’Out dalla C. Un nuovo “teatrino” sta per iniziare?


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Sport Focus

Otto anni senza “BorgoGol”

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STEFANO BORGONOVO nasce a Giussano (MB) il 17 marzo 1964.
Cresce calcisticamente nelle giovanili del Como che nell’estate del 1984 (Stefano ha 20 anni) lo passa in prestito alla Samb.

L’”infinito lottatore” di Giussano, dal dribbling vincente e dalle reti impossibili, sarà l’ultimo idolo e “gladiatore” della “Fossa dei Leoni” dello stadio “Ballarin”, fortezza inespugnabile e teatro per oltre cinquant’anni delle gesta della grande Sambenedettese Calcio;

la Samb dei record d’imbattibilità del campo, quella della memorabile “SamBergamasco”, quella che lottava dal primo all’ultimo secondo di gioco allo stesso modo in cui ha lottato Stefano sul rettangolo verde e poi durante tutta la malattia…

E dal Ballarin, che chiude i battenti proprio con la partenza di Borgonovo, l’attaccante lombardo spicca il volo verso prati di gioco più prestigiosi, in Italia, in Europa e nel Mondo portando con sé tutte le qualità sbocciate, sviluppate e maturate in quell’anno con la maglia rossoblù della Samb, verso la quale avrà sempre riconoscenza, orgoglioso d’averla indossata.

Purtroppo, l’”infinito lottatore” di Giussano, dopo quasi dieci anni di dure battaglie, il 27 giugno 2013, viene sconfitto dalla S.L.A. (“la stronza” come lui la chiama), la “cruenta” malattia contro la quale il nostro campione ha combattuto strenuamente fino alla fine.

Ma, ne siamo certi, il suo CUORE ROSSOBLU continuerà a pulsare forte in tutti coloro che amano la Samb, quella che lui ha amato tanto!!!

“Muore giovane chi è caro agli Dei”.

Eternamente con noi, grazie “Borgo”!!!

TUTTI I NUMERI DI STEFANO BORGONOVO CON LA MAGLIA DELLA SAMB

TORNEO DI SERIE B 1984/85, L’ULTIMO GIOCATO DALLA SAMB AL “BALLARIN”.
GARE UFFICIALI DELLA SAMB: 38 di Campionato + 5 di Coppa Italia, primo turno.

Presenze totali: 38 (33 in Campionato + 5 in Coppa Italia).
Salta 5 gare: con Arezzo, Taranto e Lecce in trasferta e contro il Parma e il Taranto (per squalifica) in casa.
Esordio: 22 agosto 1984, Samb-Cagliari 0-2 (Coppa Italia).
Ultima gara: 16 giugno 1985, Parma-Samb 2-2.
Minuti totali giocati: 3290 (2885+ 405)
Sostituito: 8 volte (8+0), in casa con Lecce (al 36’st), Bologna (44’st) e Pescara (37’st); Fuori casa con Catania (38’st), Triestina (26’st), Varese (20’st), Cagliari (37’st) e Campobasso (37’st).
Entrato: 1 volta (0+1), in Coppa contro il Taranto in casa (al 1’st) (1-1).
Reti totali: 13 (13+0), di cui una su calcio di rigore.
Prima rete: 16 settembre 1984, Samb-Lecce 1-3 (gol dell’1-2 all’11’st).
Ultima rete: 16 giugno 1985, Parma-Samb 2-2 (gol del 2-2 al 35’st)
Espulsioni: 1 (1+0) il 2 giugno 1985 al 45’st di Samb-Arezzo 2-0 (36a giornata), arbitro Tullio Lanese di Messina.
Giornate di squalifica: 1 (1+0) il 9 giugno 1985, 37a giornata, contro il Taranto in casa (2-1).

Di seguito, in ordine cronologico, le tredici reti realizzate da Stefano Borgonovo con la maglia rossoblù della Samb: una su rigore, 5 in casa e 8 fuori, 6 nel primo tempo e 7 nella ripresa, una doppietta, undici decisive!!!!

1) 16 set 1984- 1a giornata- Samb-Lecce 1-3: realizzata all’11’ del secondo tempo (st) (segna l’1-2).
2) 23 set 1984- 2a giornata- Catania-Samb 1-1: 20’pt (1-1).
3) 14 ott 1984- 5a giornata- Samb-Cagliari 1-0: 24’pt.
4) 28 ott 1984- 7a giornata- Samb-Campobasso 1-0: 43’st su rigore.
5) 04 nov 1984- 8a giornata- Triestina-Samb 1-1: 5’pt (0-1).
6) 02 dic 1984- 12a giornata- Samb-Cesena 1-0: 33’st.
7) 23 dic 1984- 15a giornata- Varese-Samb 1-1: 41’pt (0-1).
8) 10 mar 1985- 24a giornata- Cagliari-Samb 0-1: 35’st.
9) 24 mar 1985- 26a giornata- Campobasso-Samb 0-1: 34’st.
10) 21 apr 1985- 30a giornata- Perugia-Samb 1-1: 10’pt (0-1).
11) 05 mag 1985- 32a giornata- Samb-Pescara 2-0: 29’st (2-0).
12) 16 giu 1985- 38a giornata- Parma-Samb 2-2: 24’pt (0-1).
13) 16 giu 1985- 38a giornata- Parma-Samb 2-2: 35’st (2-2).

Alla fine del torneo con la Sambenedettese, Stefano Borgonovo verrà insignito del “Guerin d’oro” , premio annuale istituito dal mensile calcistico italiano “Guerin Sportivo” ,come miglior giocatore del campionato di serie B 1984/85. Con lui, quell’anno, verranno premiati Diego Armando Maradona del Napoli (serie A) e Roberto Baggio del L.R.Vicenza (serie C1).

Luigi Tommolini


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Macerata

Cesena-Matelica, il commento della DG Roberta Nocelli: “Ho pianto come una bambina…”

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“Più diventa difficile vincere, più grande è la felicità della vittoria”.

Con queste parole la DG del Matelica Roberta Nocelli aveva salutato la vigilia del match tra Cesena e Matelica che ieri ha visto i ragazzi di mister Colavitto espugnare con merito al fotofinish l’Orogel Stadium, per un’altra pagina indelebile della storia biancorossa.

“Ho pianto come una bambina mentre apre i regali di Natale – ha scritto la DG – e scopre che i genitori le hanno donato proprio la bambola che desiderava. Quando vivi questo sport intensamente, quando ti fai tutte le trasferte in pullman con la squadra e annusi quel clima di tensione e fame di vittoria non puoi mascherare le tue emozioni, le tue gioie e i tuoi dolori. Non puoi non scendere in campo anche tu e soffrire su ogni palla”.

“Quanto amo quello che sto facendo! Grazie Nonna, perché ogni volta che guardo lassù so che ci sei, ti mando un bacio, so che mi guardi, mi incoraggi e mi dici ‘Cocca de nonna sta tranquilla che ce la fai’. Il triplice fischio della gara con il Cesena chiude il cassetto delle amarezze di qualche anno fa – ha concluso la Nocelli – per far spazio ad una gioia immensa. Abbiamo scritto un’altra pagina della nostra storia. Siamo gente genuina, vera e seria. Siamo una famiglia di cui tanti vorrebbero entrare a far parte. Grazie per le migliaia di messaggi di complimenti. Domenica torneremo all’Helvia Recina per la gara di andata della Fase Nazionale dei play off contro il Renate. Continuate a fare il tifo per noi, non si molla un centimetro!”.

Il gol-qualificazione di Balestrero al 99° minuto


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