Da Il Martino n. 21 del 23.11.2015

Ciao Alessio, complimenti per il fantastico avvio di stagione. Devo essere sincero, ad inizio campionato non mi sarei mai aspettato una tale continuità da un giovane classe ’99. La tua sicurezza, nonostante sia la tua prima esperienza in Eccellenza, ha stupito me e tanti altri appassionati di questo sport.
Questo tuo rendimento ad altissimi livelli ha sorpreso anche te oppure eri già consapevole del tuo livello? Beh, sicuramente non ne ero consapevole. Sono rimasto veramente sorpreso e mi sono spaventato la prima volta che il mister Di Fabio ha pronunciato il mio nome nella formazione dei titolari. Avevo un’ansia incredibile che tuttora ho prima di ogni partita e, addirittura, avevo quest’ansia anche durante i miei primi allenamenti, ma fortunatamente con il tempo è andata via. Appena sento il fischio d’inizio mi lascio andare e penso solo alla partita.

Quanto è stato difficile, per un ragazzo di 16 anni come te, passare dal disputare campionati giovanili a giocare titolare in Eccellenza? C’è una bella differenza. La prima è il tipo di allenamento, poi l’atteggiamento prima delle partite. Inizialmente mi sentivo spaesato quando vedevo i miei compagni che giocavano sempre ad un tocco solo, a 300 all’ora… ho fatto molta fatica, ma non mi sono mai arreso e non mi è mai passata per la testa l’idea di mollare, e penso sia proprio questa voglia di fare, di migliorare e di maturare che mi ha portato dove sono adesso.

La prima persona che ha creduto ciecamente in te è stato il tuo allenatore Guido Di Fabio, il quale ti ha schierato titolare in tutte le partite di campionato. Cosa si prova nel ricevere una tale dimostrazione di fiducia da parte di un ex calciatore professionista del livello di Di Fabio? Com’è il tuo rapporto con lui? Fa molto piacere ed è sicuramente una soddisfazione personale, anche perché, come ti ho detto prima, sono rimasto a bocca aperta e con gli occhi spalancati appena ho sentito il mio nome nella formazione titolare. Mister Di Fabio è sicuramente un buon allenatore ed è, secondo me, il primo vero allenatore che io abbia avuto fino ad adesso. Mi trovo molto bene con lui, lo conoscevo già prima di questa esperienza… è un onore essere un suo giocatore, è molto soddisfacente e bello per me.

L’obiettivo dichiarato ad inizio stagione da Di Fabio e dal presidente Di Egidio era quello di raggiungere una “salvezza tranquilla”, ma dopo 12 giornate la classifica dice vi trovate al terzo posto a -2 dalle capoliste Vastese e Paterno, e la zona retrocessione non spaventa più. In una recente intervista Di Fabio ha detto di non guardare la classifica, ma possiamo finalmente affermare che il vostro vero obiettivo è quello di raggiungere quantomeno i play-off? I play-off ? Assolutamente no. Il mister ci dice sempre di non guardare la classifica, di restare umili. Noi lo stiamo facendo e abbiamo intenzione di continuare a farlo… i piedi per terra prima di tutto. In effetti nessuno si aspettava questo avvio di stagione e ci fa sicuramente piacere trovarci terzi in classifica a -2 dal primo posto, ma il nostro obbiettivo resta la salvezza, poi si vedrà.

Come ti trovi con i tuoi compagni? Immagino non sia facile ambientarsi in uno spogliatoio nel quale ci sono persone che hanno persino il doppio della tua età. Io con i miei compagni mi trovo veramente bene, siamo un bel gruppo. Siamo molto uniti, ci aiutiamo non appena incontriamo una minima difficoltà, si scherza, si fanno tante cene… Per me è come una famiglia, non mi sono mai trovato così bene in una squadra. Mi hanno accolto fin da subito e questa è la cosa principale, perché non si può lavorare in un ambiente dove non ci si trova bene. 

Ritornando alle tue ottime prestazioni, queste non sono passate inosservate nemmeno a grandissime squadre. Qualche settimana fa, infatti, hai ricevuto la chiamata di un club di Serie A: il Bologna. Qual è stata la tua reazione quando la società te lo ha comunicato? Sinceramente appena ho sentito “provino” e “Bologna” ho guardato il mister con un sorriso che mi partiva da un occhio e arrivava all’altro come per dirgli “ma stanno scherzando o è la verità?”. È stata una soddisfazione immensa. I miei parenti mi hanno baciato, abbracciato, piangevano, come se fossi stato già preso, era una scena molto divertente a cui assistere.

Con la squadra emiliana hai disputato due allenamenti, come sono andati? Hai già avuto un responso dalla società rossoblu? Sì, ho fatto due allenamenti con loro. Sono stato un po’ colto alla sprovvista perché pensavo facessi una partita a campo a 11 contro altri ragazzi in prova, invece ho fatto un allenamento con gli allievi nazionali. Loro si conoscevano già tutti e avevano un certo feeling quando giocavano, ma non mi sono lasciato intimorire e ho pensato a me stesso e spero di essermi fatto valere. No, una risposta ancora non me l’hanno data, ma da quando ho finito i miei giorni in prova mi hanno detto da lì a distanza di 15 giorni mi avrebbero fatto sapere tutto.

Per concludere, c’è qualche aneddoto curioso o simpatico che vuoi raccontare ai lettori de “Il Martino”? Niente in particolare, ma sicuramente nel nostro spogliatoio non ci si annoia mai. Ogni giorno c’è sempre qualcosa di nuovo, poi con certi soggetti è impossibile non ridere e scherzare.

Fino a questo momento, abbiamo intervistato tre dei tuoi compagni. Quando abbiamo chiesto chi fosse il più simpatico nello spogliatoio abbiamo avuto risposte differenti: Mastrojanni ci ha detto che secondo lui il più divertente è il capitano Carboni, Facibeni pensa, invece, che sia Cucco, e Alessio Di Giorgio ritiene che il più simpatico sia Daniele Coccia. Concordi con qualcuno di loro oppure hai un tuo preferito? Sono tre grandi nomi che hanno fatto i miei compagni (ride,ndr). Sicuramente sono d’accordo con loro, Carboni, Cucco, Coccia fanno morire dal ridere, sono dei personaggi, ma non c’è un mio preferito. Nello spogliatoio tutti fanno ridere… scherzare è una cosa che noi amiamo fare. Se proprio dobbiamo aggiungere altri nomi alla lista ti faccio il nome di Piunti… mattissimo!

Alessio grazie mille per la disponibilità e per la simpatia. In bocca al lupo per il resto della stagione.
Grazie a te Giorgio, crepi il lupo!