Da Il Martino n. 22 del 7.12.2015

Ciao Daniele, congratulazioni per l’avvio di stagione e, soprattutto, per il fantastico mese di novembre da te disputato. Grazie ai tre goal e ai due assist realizzati, sei stato eletto MVP del Martinsicuro del mese di novembre. Non solamente tu, ma la squadra in generale sta attraversando un periodo di forma straordinario. Pensavi che il Martinsicuro si potesse trovare al terzo posto in classifica dopo 14 giornate di campionato?

Novembre è il mese dei morti… non c’era mese più azzeccato per me (ride, ndr). A parte gli scherzi, ti dico la verità: ad inizio stagione i presupposti per fare bene c’erano già tutti. Quando ero vicino ad un accordo con il Martinsicuro mi chiamò il capitano, Carboni, con il quale ho fatto il mio esordio ad Ascoli e che conoscevo già da quando eravamo due bambini. Quindi le basi per fare bene c’erano, conoscevo tutti benissimo e sapevo che persone sarei andato a trovare. Poi sapendo che persona è mister Di Fabio, che conosco da quando ho 12 anni e che per me è sempre stato un punto di riferimento, non ci ho messo tanto a capire che si poteva e che si potrà fare molto bene.

A proposito del tuo esordio. Come ricordi quel giorno? Scendere in campo con la maglia dell’Ascoli nel campionato di Serie B a 17 anni non è da tutti.

Sì è vero, non è da tutti, però ad essere sinceri ho un ricordo un po’ sfocato a causa delle tante emozioni provate quel giorno. Una cosa che mi ricordo è che il DG Paolini ha ancora la maglia del mio esordio, quella con il numero 86. Non ricordo molto, però ho tanti ritagli di giornali del giorno dopo che mio padre custodisce gelosamente, guai a chi glieli tocca.

C’è qualche rimpianto per non esser più riuscito a vestire la maglia bianconera e per non aver giocato più a livelli così alti?

Guarda, ti dico la verità. Un po’ ho sbagliato io perché ho fatto delle scelte sbagliate e un po’ si mise di mezzo la sfortuna. Ad Ascoli ebbi un infortunio abbastanza grave, e non mi diedero nemmeno la possibilità di rimettermi. Il giorno dopo l’infortunio mi chiamarono e, invece di chiedermi come stavo, mi diedero il ben servito. Non nascondo che ci rimasi molto male per questo. Come ti ho detto prima, ho fatto anche delle scelte sbagliate… sono stato troppo buono con certe persone, e purtroppo nel calcio se non sei un po’ figlio di “buona donna” non vai da nessuna parte. Quindi la colpa è solo la mia.

 

Infatti poi per nove anni hai navigato tra Serie D e Serie C2, realizzando anche un goal tra i professionisti con la maglia del Montichiari. Successivamente, all’età di 27 anni, hai deciso di scendere di categoria e di andare a giocare nel campionato di Eccellenza con il Montorio. Come mai questa decisione?

Come hai detto tu, navigavo sempre tra Serie C e D. Ho giocato sempre in squadre del nord perché ero fidanzato con una ragazza, poi nel momento in cui ci siamo lasciati ho deciso di tornare dai miei genitori a Martinsicuro, che è il mio paese natio. Fondamentale è stato il mio mister De Amicis, che ringrazio tantissimo, il quale mi hanno fatto tornare la voglia di rimettermi in gioco. Da quando sono tornato sono cambiato sia a livello caratteriale che come calciatore… sentendomi una pedina fondamentale delle squadre in cui mi sono trovato, ho giocato con maggior tranquillità, maggior sicurezza e, infatti, ho sempre realizzato da 4 goal in su… prima non ci ero mai riuscito. Ecco, devo tanto al mio ritorno a casa.

Come ho detto precedentemente, hai vissuto un mese straordinario: goal importantissimi contro Sambuceto, Celano e Val di Sangro e due assist bellissimi: uno in scivolata per  Di Giorgio e l’altro per Kala dopo uno splendido pallone recuperato grazie alla caparbietà che ti contraddistingue. Che voto dai a questo tuo novembre?

Guarda, io il voto lo do a tutta la squadra, perché senza di loro non sarei nessuno… come non sarei nessuno se non mi impegnassi al 100% durante ogni allenamento. Penso che la squadra da inizio campionato, anche quando abbiamo perso con Vastese e Paterno, un 9 se lo merita tutto. Bisogna considerare, però, che ancora non abbiamo fatto niente… l’obiettivo è lontano.

A proposito di questo: l’obiettivo dichiarato ad inizio stagione dal mister e dal presidente era quello di raggiungere una “salvezza tranquilla”, ma dopo 14 giornate la classifica dice che vi trovate al terzo posto, a -5 dalle capoliste Vastese e Paterno. Il Mister e i tuoi compagni già intervistati dicono di non guardare la classifica, ma possiamo affermare che ormai il vostro vero obiettivo è quello di raggiungere i play-off e, perché no, sognare addirittura più in grande?

Il mister ci ha dato un’impronta ben precisa all’interno dello spogliatoio… ci ripete spesso di guardare partita per partita. Poi, sinceramente, la guardi la classifica… alla fine è bello ridere e scherzare con i compagni il lunedì leggendo le pagelle e i voti. Nonostante questo, bisogna rimanere concentrati e guardare giorno per giorno e domenica per domenica perché potresti trovare lo sgambetto dietro l’angolo e ci potresti rimanere male.

A Martinsicuro hai trovato un allenatore esperto come Guido Di Fabio, e prima hai detto che lo conosci da quando eri un ragazzino, giusto?

Sì, da quando ero piccolissimo. La prima volta che lo conobbi ci trovavamo in uno chalet di Martinsicuro e lui stava giocando a beach volley. Gli mancava un ragazzo per completare le squadre e senza sapere chi fossi, mi chiamò e mi disse di venire a giocare con lui. Da lì iniziai subito a vederlo come un idolo, capii subito che persona fosse, soprattutto a livello umano.

Oltre a Di Fabio, hai trovato un presidente super esigente come Di Egidio. Com’è il vostro rapporto?

Guarda, a dire la verità mi sono trovato subito benissimo in quest’ambiente, e gran parte del merito è del presidente. Nonostante sia entrato un po’ in “punta di piedi” poiché avevo saltato parte della preparazione atletica a causa dell’operazione al menisco, Di Egidio mi ha sempre dato tanta fiducia e tanta stima… devo tanto a lui e alla società.

Fino a questo momento abbiamo intervistato quattro dei tuoi compagni. Quando abbiamo chiesto chi fosse il più simpatico nello spogliatoio abbiamo avuto risposte differenti: Mastrojanni ci ha detto che secondo lui il più divertente è il capitano Carboni, Facibeni pensa, invece, che sia Cucco, mentre Lanzano ritiene che sia Piunti. Alessio Di Giorgio, tuo ex-compagno anche a Montorio, ha detto che sei tu il più simpatico. Concordi con qualcuno di loro oppure hai un tuo preferito?

Ti dico solo che nello spogliatoio tra risate, scherzi e prese in giro è un macello, un casino (ride, ndr). L’ho detto anche a loro, da quando gioco a calcio un gruppo così non l’avevo mai visto… non c’è rivalità, non c’è invidia, ci si aiuta l’uno con l’altro. Una cosa del genere non l’avevo mai trovata.

C’è qualche aneddoto curioso o simpatico che vuoi raccontare ai lettori de “Il Martino”?

Guarda, i miei compagni quando vanno a fare la doccia devono sempre stare attenti perché appena si distraggono gli arrivano un po’ di schiaffi sul culo… faccio rosicare un sacco di gente e “le bestemmie volano” (ride, ndr).

Grazie mille Daniele, buon proseguimento di stagione e in bocca al lupo!

Grazie a voi, a dire la verità ricevere il premio di miglior giocatore del mese non mi era mai capitato, quindi grazie davvero. Crepi il lupo e un abbraccio a tutti voi!