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Emanuela Tommolini da Colonnella la chef che ha conquistato il mondo

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Dal Martino cartaceo n. 24 del 4 gennaio 2016

Il nome dell’evento unisce inglese e italiano ed è leggibile in due modalità: la parola “meet” (che in inglese significa incontrare, riunirsi, da cui meeting) ha infatti quasi la stessa pronuncia sia nella lingua inglese (si legge < miit >) sia nel dialetto abruzzese < mitt’ > (mettere).

Dunque incontrarsi in cucina e mettere insieme, condividendole, le migliori esperienze della ristorazione abruzzese per contribuire a far crescere la qualità e l’ampiezza dell’offerta con beneficio per l’economia del territorio.

L’evento ha visto l’intervento di cuochi relatori che negli ultimi anni hanno sviluppato progetti di ricerca e di sperimentazione e che, attraverso le loro esperienze, hanno apportato significativi miglioramenti nella gestione della cucina e dell’attività di ristorazione, nella ideazione e nella realizzazione delle ricette, nella produzione e nella valorizzazione delle materie prime e dei prodotti agroalimentari locali, raggiungendo un elevato livello qualitativo riconosciuto a livello nazionale e internazionale dalle principali guide di settore.

Emanuela Tommolini farà parte di questo prestigioso parterre anche perché è la prima ed unica chef della provincia di Teramo ad essere entrata a far parte dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, la prestigiosa associazione che riunisce i migliori e i più giovani rappresentanti dell’alta gastronomia, “un network europeo di chefs e ristoratori professionisti, interpreti lungimiranti della propria epoca che – con grande rigore, inesauribile creatività e rispetto del patrimonio gastronomico locale – danno vita a una cucina moderna e profondamente radicata nel territorio”.

La “vestizione” è avvenuta durante il Congresso Nazionale che si è svolto in Toscana e che ha visto la partecipazione di oltre 80 cucinieri associati impegnati in un programma fitto di incontri con ospiti provenienti da tutta l’Europa. Nell’occasione sono stati comunicati i nomi dei cinque  new entry al JRE ITALIA, tra cui appunto quello Emanuela Tommolini che ha conquistato tutti con il suo progetto culinario nato nel 2009 grazie a un’idea elaborata con Fabio De Cristofaro, con cui condivide il desiderio di uno stile di vita sano, del rispetto per l’ambiente e di un’alimentazione consapevole.

Dotata di una straordinaria creatività, la chef abruzzese ha già ricevuto a Milano anche il riconoscimento che Identità Golose tributa alle donne. E’ vegetariana, impegnata sul fronte della cucina naturale, della qualità stagionale e del benessere.

Quella di Emanuela è una cucina innovativa, piena di energia che strizza l’occhio al passato ma allo stesso tempo all’innovazione e alla ricchezze della natura!

“Variazioni di un cavolfiore” è una danza di sapori leggera e raffinata camuffata da antipasto, per un piatto come la stessa chef lo definisce “sensoriale” che incontra il palato, la vista e l’olfatto in una sinuoso e armonico gioco di colori e sapori.

In questo caso predomina il bianco, infatti Emanuela afferma: “ Non dimentico mai di cucinare anche i colori. Quello dominante in questo caso è il bianco un cromatismo neutro ma fondamentale per la nostra alimentazione!”

Emanuela Tommolini rappresenta la forza e l’autenticità della nostra terra tutta al femminile. Dopo una laurea in scienze della comunicazione, decide di seguire le orme dei genitori e si dedica anima e corpo alla cucina e definisce il suo un “laboratorio artigianale”. Tra le verdi colline teramane, osservando il mare da lontano e salendo e scendendo la suggestiva scalinata al centro di Colonnella chissà quante volte avrà pensato se quella era davvero la sua strada!

In fin dei conti Emanuela anche se non insegna dietro ad una cattedra comunque porta avanti una missione, quella di erudire noi tutti alla vera cucina. La cucina della “terra” la nostra meravigliosa terra Abruzzese!

 

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Lampedusa: hotspot sovraffollato. Situazione insostenibile

Benedetta Mura

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Situazione critica al centro di prima accoglienza di Lampedusa. 950 i migranti presenti, un numero dieci volte maggiore rispetto alla capienza prevista dalla struttura. Una situazione che diventa insostenibile sia per gli operatori sia per gli ospiti. Un centro sovraffollato, dove viene segnalata scarsità di cibo e cattive condizioni igienico-sanitarie. Otto sbarchi in due settimane. 250 le persone arrivate sulle coste dell’isola. 5000 in 28 giorni. Cifre importanti che parlano di vite umane, di storie, di difficoltà.

Una condizione simile riporta indietro nel tempo, al 2011, quando, in quel caso, venne dichiarato lo stato di emergenza. Il sindaco di Lampedusa, Salvatore Martello, chiede aiuto al governo Conte, ritenendo necessario dichiarare il medesimo stato di emergenza di nove anni fa. Martello invoca, assieme al sostengo del Presidente della Regione, Nello Musmeci, il bisogno immediato di trasferire parte dei migranti. Inoltre, ha fatto sapere che i prossimi che arriveranno <<dovranno stare sul molo Favaloro>>, senza possibilità che entrino nel centro.

Una situazione delicata, vissuta a nervi tesi non solo dal sindaco lampedusano ma anche dal direttore dell’hotspot, Gian Lorenzo Marinese, che nonostante tutte le problematiche del caso ringrazia l’intero personale coinvolto nella gestione dei flussi migratori in queste settimane. La Prefettura di Agrigento ha così varato dei nuovi piani di trasferimento. Dovrebbero essere 170 i migranti che lasceranno l’hotspot di Lampedusa per raggiungere il centro di Porto Empedocle. Un secondo piano, ancora in fase di ipotesi, è quello di alleggerire ulteriormente il carico del centro lampedusano, trasferendo parte dei migranti verso Pozzallo. Scelta, quest’ultima, che non convince per niente il sindaco del piccolo comune siciliano, Roberto Ammatuna, il quale afferma che la struttura presente in città sia già colma.

Ma c’è un altro fattore che contribuisce ad aumentare la tensione: l’emergenza sanitaria da covid-19. I migranti fatti sbarcare a Lampedusa vivono in condizioni critiche, in spazi sovraffollati e senza alcun tipo di protezione. Nessuno indossa la mascherina e il rischio che si crei un nuovo focolaio non è certo da escludere. Fin ora chi è risultato positivo è stato fatto evacuare dal centro e trasferito in meno di 24 ore, ma il clima di allerta rimane sempre all’ordine del giorno.

L’hotspot di Lampedusa continua così a farsi carico di numerose vite. La disponibilità in termini di spazi è al termine. Un centro di prima accoglienza, come questo, dovrebbe avere il solo compito di identificare i migranti appena sbarcati sul suolo italiano. Un’operazione che dovrebbe prevedere una permanenza di 24-48 ore, si trasforma in un lungo processo che costringe innumerevoli persone a sostare nell’hotspot per settimane o addirittura mesi prima di permettere loro di conoscere la prossima destinazione.

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Mattarella, elogio all’informazione vera e professionale

Benedetta Mura

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<<La ricostruzione del fenomeno così come il contributo all’educazione e al senso di responsabilità dei cittadini hanno consentito ai media di svolgere un ruolo di grande rilievo nel contrastare la pandemia. I dati degli ascolti televisivi, dei contatti web, della diffusione dei quotidiani in quei mesi terribili testimoniano una ripresa di fiducia e di attenzione nei confronti dei media professionali>>. Queste le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia del Ventaglio.

Svoltosi ieri mattina, al Quirinale, questo rito risale al lontano 1893, quando i giornalisti della tribuna stampa consegnarono un ventaglio di carta, con le firme di tutti i corrispondenti presenti, al presidente della Camera del Regno d’Italia Giuseppe Zanardelli. Il ventaglio viene oggi dato in simbolo al Presidente della Repubblica da parte dell’Associazione Stampa Parlamentare.

Mattarella durante il suo discorso ha tenuto a precisare quanto la stampa professionale sia fondamentale e quanto lo sia stata, ancor più, nei mesi critici in cui il Paese intero era in balia della crisi pandemica. <<Un’opportunità forse inattesa che rilancia il ruolo del giornalismo>> – ha dichiarato il Presidente, che ha continuato, mettendo in luce negativa i flussi di falsa informazione che navigano nel web e non solo.

<<Ruolo opposto alle fabbriche della cattiva informazione, di quelle che siamo ormai abituati a definire fake news, notizie contraffate, per esprimersi in italiano. In questa occasione l’informazione professionale di qualità è stata evidentemente riconosciuta dai nostri concittadini come capace di poter garantire un’affidabilità non attribuibile ad altri ambiti>>. Mattarella così esalta la figura del giornalista, quello vero, quello professionale che con chiarezza e oggettività racconta la più assoluta verità, dipingendo la realtà in maniera limpida.

<<Le fake news, notizie contraffatte, sono, normalmente, il prodotto di azioni malevole, abitualmente anonime, concertate allo scopo di ingannare la pubblica opinione, contando sull’effetto moltiplicatore del web e sull’assenza di sanzioni che caratterizza un mondo privo di responsabilità definibili>> – prosegue Mattarella nel suo intervento. La cattiva e falsa informazione non può altro che  nuocere alla società, nonché sgretolare il duro e onesto lavoro di chi svolge la professione di giornalista in maniera vera e autentica. Un lavoro quotidiano, minuzioso, volto alla ricerca della verità, regolato da norme precise, stabilite e fatte rispettare da organi specifici. Un mestiere basato sull’osservazione della deontologia professionale.

Quella del Ventaglio è stata, dunque, un’occasione di riflessione e scambio reciproco di stima tra Presidente e giornalisti della stampa parlamentare. Ma non solo. L’intervento di Mattarella è stato la ciliegina sulla torta perfetta per sottolineare quanto il ruolo della stampa veritiera e professionale sia immancabile nel mondo odierno, e come nonostante tutto essa non possa e non debba essere in alcun modo contraffatta.

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Studio Inps: quanto la pandemia ha influito sulle assunzioni?

Benedetta Mura

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La pandemia ha influito sul mondo del lavoro? Dando uno sguardo ai dati dell’Osservatorio sul Precariato dell’Inps rilevati per il primo quadrimestre 2020 (https://www.inps.it/docallegatiNP/Mig/Dati_analisi_bilanci/Osservatori_statistici/Osservatorio_precariato/Osservatorio_Precariato_Gen_Apr_2020.pdf), la risposta è sì. I dati registrano un crollo delle assunzioni private. Un calo pari al -39% rispetto allo stesso periodo del 2019. Sono 1.493.286 le persone che (solo nel primo quadrimestre) sono state assunte da privati. Le cifre si fanno ancor più drastiche se si guarda al solo mese di aprile, -89%, o al mese di marzo, -45%. Questa discesa senza freni verso la carenza di assunzioni in campo privato è dovuta alla battuta d’arresto subìta da aziende ed esercizi commerciali. Il coronavirus ha così colpito il cuore della produttività nazionale. La chiusura delle attività, la caduta della produzione e dei consumi sono stati la spada di Damocle per l’economia e il sistema lavorativo italiano.

Il passaggio da contratto a tempo determinato a quello a tempo indeterminato è una tappa di estrema importanza nella carriera di ogni lavoratore. Questa trasformazione ha subìto, nei primi quattro mesi del 2020, una diminuzione del -29% rispetto allo stesso periodo del 2019. -48% se si considera il solo mese di aprile. Risultano essere in crescita, invece, i rapporti di apprendistato, con +16%. Le cessazioni di questo tipo di rapporto contrattuale sono in diminuzione in confronto allo stesso periodo dell’anno precedente.

E’ di gran lunga inferiore, invece, rispetto al primo quadrimestre del 2019, il numero di CPO stipulati. Con questa sigla si intende il Contratto a Prestazione Occasionale. Secondo questo studio, il meglio noto come lavoro occasionale è retribuito in media 240 euro.

Un aumento degno di nota è quello registrato dai lavori pagati con i titoli del “Libretto Famiglia”, pari a +458% rispetto ad aprile 2019. Una crescita notevole dovuta principalmente al bonus baby-sitter, recentemente introdotto dal governo Conte grazie al decreto Cura Italia.  Il cui pagamento è effettuato proprio con i titoli del Libretto Famiglia; l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a 491 euro  – afferma l’Inps sulla sua pagina ufficiale.

Le imprese assumono meno e con maggiori difficoltà. L’effetto lockdown pesa, sia sui cittadini che sulle aziende. Lo studio Inps descrive in maniera chiara la situazione occupazionale. I primi mesi del 2020 non sono stati certo il periodo simbolo, apice, delle assunzioni in Italia. Anzi. Il precariato c’è nel nostro Paese e la pandemia ha dato una spinta, sì. All’indietro.

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