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Ancona

Statale 76 Mortale: un uomo muore dopo un litigio con la moglie e la “fuga” su un furgone rubato

Tragedia lungo la superstrada

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Dalle prime ricostruzioni ciò che è accaduto ieri pomeriggio lungo la superstrada 76, nel tratto fra Monteroberto e Genga, è degno di un film d’azione. Purtroppo l’epilogo è drammatico. Artefice e vittima dell’episodio Moreno Morelli, 41 anni di Chiaravalle.

L’uomo, a bordo della sua auto, stava litigando vivacemente con la moglie. Giunti a una piazzola di sosta la fa scendere dal veicolo, una Renault Captur. Poi imbocca la superstrada. All’altezza di Monsano tampona una Fiat 500 L con a bordo due coniugi. Nel frattempo un testimone, vista la scena, si ferma per soccorrerlo. Morelli però lo aggredisce, gli ruba il Ducato e continua la sua folle corsa, dopo circa 25 Km lo schianto mortale (nei pressi di Genga) dopo aver invaso la corsia opposta finendo contro un tir, il cui conducente è rimasto illeso.

A niente è servito l’intervento dei Vigili del Fuoco e dei sanitari intervenuti con l’eliambulanza giunta da Fabriano. La moglie invece è stata, per controlli, ricoverata a Jesi.

La circolazione lungo la SS 76 è rimasta a lungo bloccata per consentire ai mezzi di soccorso di rimuovere tir e auto e di ripulire l’asfalto dal gasolio sversato dall’autoarticolato. Sul posto erano giunti la polizia stradale, i vigili del fuoco, e i mezzi dell’Anas.

Foto: Alessandro Di Marco

Ancona

Incendio in un capanno a Loreto, 3 auto coinvolte

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i vigili del fuoco domano un incendio in un capanno a Loreto

LORETO – I Vigili del fuoco sono intervenuti questo pomeriggio a Loreto in via Brecce per domare un incendio scoppiato in un capanno, che ha coinvolto 3 autovetture.

Sul posto la squadra dei Vigili del Fuoco di Osimo, che ha potuto contare sul supporto del personale dalla Sede Centrale di Ancona, intervenuta con un’autobotte. Gli sforzi delle fiamme gialle hanno permesso di salvare almeno una delle autovetture avvolta dalle fiamme.

Attualmente sono ancora in corso le operazioni di messa in sicurezza dell’area dell’intervento, dopodiché inizieranno le operazioni per ricostruire la dinamica dell’accaduto ed accertare cosa ha provocato l’incendio.

Andrea Bilò

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Ancona

Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità. Regione Marche: “Piena inclusione per una società più responsabile e accessibile”

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ANCONA – “La disabilità non può e non deve essere affrontata come difficoltà o sofferenza, ma come risorsa da valorizzare. È impegno fondamentale, per le istituzioni, perseguire la piena inclusione, costruire una società più responsabile e accessibile, dove nessuno rimanga solo. Una società che sia capace di eliminare tutti quegli ostacoli che impediscono alle persone con disabilità di autodeterminarsi e vivere il più possibile in condizioni di emancipazione nel proprio contesto di vita, sia esso la famiglia, il lavoro, la socialità”.

È quanto ha affermato il presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, nell’intervento in Aula, durante la seduta aperta dedicata alla Giornata internazionale dei diritti della persona con disabilità. È la prima volta che “una seduta aperta del Consiglio regionale delle Marche viene dedicata a questa tematica. Un segnale importante e di attenzione che l’Assemblea ha voluto riservare ai nostri concittadini con disabilità, ai loro familiari e a tutti coloro che, come volontari e professionisti, dedicano la propria attività occupandosene con dedizione, competenza e grande spirito di altruismo verso il prossimo”.

Acquaroli, ringraziando il Ministro Erika Stefani che ha voluto riservare attenzione alla seduta tematica collegandosi per un intervento, ha ricordato come “in un momento storico in cui la pandemia sta condizionando, da quasi due anni, le nostre vite e la nostra quotidianità”, occorra soffermarci “a pensare quanto queste difficoltà si siamo potute amplificare per le persone con disabilità. Penso ai minori e ai ragazzi che hanno visto limitare le attività didattiche e la propria socialità, agli anziani che hanno costituito una categoria particolarmente a rischio in questa emergenza sanitaria. Tanto si è fatto, ma molto ancora da fare. È necessario un impegno, sempre maggiore, per continuare a sostenere i percorsi della “vita indipendente”, del “Dopo di noi”, le iniziative rivolte all’assistenza domiciliare domestica, l’integrazione scolastica, l’inclusione sociale e lavorativa, l’autismo. Tutti aspetti in cui la nostra Regione è in prima linea e sui quali continuerà a lavorare per assicurare, quanto più possibile, alle persone con disabilità, una maggiore inclusione possibile, le pari opportunità, la partecipazione alla vita pubblica, sociale, lavorativa ed economica, adeguato sostegno, migliori livelli di cura e la massima attenzione che le istituzioni hanno il dovere di garantire”.

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Jesi rende omaggio ad Amedeo Modigliani a cento anni dalla scomparsa del genio livornese

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evento Amedeo Modigliani l’uomo e l’artista Jesi rende omaggio al genio livornese

JESI – Anche Jesi rende omaggio ad Amedeo Modigliani, un secolo dopo la sua morte. Domenica 5 dicembre presso la Sala conferenze della Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi si è tenuto l’evento “Amedeo Modigliani, l’uomo e l’artista” organizzato dall’Associazione Culturale Euterpe di Jesi.

Nel 2020 si sono celebrati i cento anni dalla morte del geniale pittore livornese ma, a causa delle limitazioni dettate dall’emergenza COVID 19, non è stato possibile organizzare un evento per ricordare la grandezza dell’artista noto per i nudi femminili, le figure filiformi e per essere stato amico e collega di importanti artisti di spicco, tra pittori e intellettuali, del secolo scorso.

Inquieto e capriccioso, Modigliani ha incarnato quel modello perfetto di “pittore maledetto”, da cui l’appellativo francese Modì (maledetto). Le sue opere parlano, però, un linguaggio perduto di ricerca “classica” e di impenetrabile tensione verso la perfezione. Come ricordato dalla relatrice Monia Fratoni, storica dell’arte, il genio dell’artista fu capito solo dopo la sua prematura morte, avvenuta nel Gennaio del 1920 a soli 36 anni. Spesso nei ritratti di donne o nelle sue sculture gli occhi ermetici e socchiusi raccontano storie che portano in sé qualcosa di tragico e fatale, un po’ come la parabola della sua esistenza che sappiamo essere stata costellata di esperienze irripetibili, inquieta malinconia e da un epilogo intenso e drammatico. Nonostante i suoi nudi si ispirassero ai modelli rinascimentali di Botticelli e Michelangelo, la sua prima esposizione personale di quadri, nel dicembre 1917, fu subito chiusa dalla polizia francese, in quanto le sue rappresentazioni del corpo femminile furono ritenute scandalose dai benpensanti dell’epoca.

All’interessante relazione della prof.ssa Monia Fratoni, storica dell’arte, dal titolo “Amedeo Modigliani. Lo sguardo altrove”, sono seguite alcune letture, a cura di Roberta Javarone, attrice teatrale, socia fondatrice del gruppo “Straccamerigge” di Jesi, tratte da inediti (sia poetici che estratti da una scenografia) del noto poeta Dante Maffia (candidato in passato al Premio Nobel) e socio onorario da anni dell’Associazione Culturale Euterpe, dedicati all’amore tra il pittore livornese e la tormentata poetessa russa Anna Achmatova.

È intervenuto poi lo scrittore jesino Stefano Vignaroli, per parlare dell’antologia “Il grande racconto di Modigliani” (Edizioni della Sera, Roma, 2020), curato da Monia Rota dove figura, tra gli altri, il racconto “Alice” dello stesso Vignaroli, peraltro Segretario dell’Associazione Euterpe. Sempre Roberta Javarone ha dato lettura di un estratto di questo racconto e di un altro racconto della stessa antologia, dal titolo “Scandalosa esposizione” di Clara Zennaro, in cui si parla proprio dell’esposizione di quadri del 1917, chiusa immediatamente dalla Polizia francese in quanto scandalosa.

Modigliani, dunque, non solo celebrato artista ma anche esponente centrale nello sviluppo di un fermento culturale attivissimo, tanto nella capitale francese degli anni Venti che in seguito. Il critico letterario Lorenzo Spurio, presentando gli inediti di Maffia, ha tracciato brevemente il variegato e florido contesto letterario nel quale Modigliani a lungo lavorò a contatto con intellettuali di prim’ordine, con attenzione all’amore travolgente e tormentato con la poetessa russa Anna Achmatova (1889-1966). Da ricordare che, proprio per il fatto che Modì era capace di vivere amori travolgenti, la sua compagna Jeanne Hébuterne, incinta del secondo figlio, si suicidò gettandosi da un palazzo di Parigi il giorno dopo il funerale del suo amato Amedeo.

La serata è stata allietata anche da interventi musicali alla chitarra a cura del Maestro Massimo Agostinelli. Al termine sono state consegnate targhe ricordo alla Professoressa Monia Fratoni, alla lettrice Roberta Javarone e al Maestro Massimo Agostinelli.

Un pubblico attento e interessato, abbastanza numeroso se paragonato alle restrizioni dovute al COVID 19, è stato sicuramente il principale protagonista della serata. I doverosi ringraziamenti vanno pertanto, oltre al pubblico, alla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, alla Fondazione Hohenstaufen, che da qualche anno ha sede anch’essa a Palazzo Bisaccioni, all’Assessorato alla Cultura di Jesi e al Comune di Livorno per il patrocinio morale.

Stefano Vignaroli

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