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Focus

“È felice il ragazzo che fui “

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Da Il Martino cartaceo n. 10 del 30.5.2016

Mettendomi a confronto con questa realtà che considero preziosa per me, e penso anche  per tutti, ho avuto modo di ascoltare il racconto delle loro vite  e di godermi i loro ricordi.  Quando iniziano a raccontare ci si rende conto da subito quanto sia importante  il ricordo perchè esso è fonte di inesauribile speranza, per loro, ma anche per tutti noi ! Ricordare fa bene a tutti ( giovani e meno giovani). Quando un anziano si racconta  io mi fortifico. Questa forza mi aiuta a vivere.  Il predominare, quindi, di una lenta e progressiva emarginazione , deriva dal fatto che nessuno si pone più in ascolto di queste persone che, secondo me, possono rappresentare ancora il futuro. L’ ascolto è importante  perchè , in questo modo, riescono a superare la paura, l’ ansia e la solitudine di sentirsi esclusi  da una società di cui fanno ancora parte. Il ricordo è  un alleggerirsi da queste tensioni che sono visibili nei loro volti scavati e sofferenti.  Essi si mostrano oramai senza maschere  e fanno intravedere una forte malinconia  e un senso di calma apparente. Sanno di avere pochi anni ancora a disposizione  e ogni giorno di vita in più , è un regalo al quale si aggrappano disperatamente.  Qualsiasi società ha il dovere  etico e culturale di rispettarli e soprattutto il dovere morale di ascoltarli.   Mentre raccontano, io sento la loro vita  che s’incontra  con la mia. Ricordare è necessario. E chi non lo fa è un uomo senza Patria, senza passato e senza più futuro.

L’impegno a ricordare diventa per i nostri anziani , ma anche per tutti noi, un modo per non soccombere sotto il peso degli anni. Il ricordo li alleggerisce e restituisce a tutti la bellezza di un tempo trascorso troppo in fretta  ma che non è poi così lontano dalla nostra e dalla loro memoria.

Il dovere di non dimenticare va di pari passo con la bellezza nel ricordare. So cosa provano gli anziani quando lo fanno. Io sono più giovane ma ho provato questa sensazione più volte sulla mia pelle. E succede così:

Accade che il tempo indebolisca la nostra vista e chiuda il nostro orecchio al passato. Ma, un giorno, all’improvviso, avvertiamo un tocco leggero, appena percettibile, posarsi su una spalla. Il nostro corpo inizia a tremare . Il cuore a palpitare forte. Il cervello è costretto a ricordare sensazioni forti fino ad allora ben custodite nella memoria. L’aria si fa più leggera e si riempie di odori antichi. Man mano che essi si fanno più intensi, iniziano anche a comparire le prime immagini che, via via, si fanno sempre più nitide, seguite da un coro di voci che rompono il silenzio  con lo stesso fragore di vetri infranti. Tutto questo ci riporta prepotentemente indietro nel tempo, tra luoghi e persone,  cose e profumi a noi cari. Il loro unico scopo è quello di scuotere la quotidianità per poter tornare a sentire di nuovo la vita che scorre nelle vene. È la nostra storia che s’incastra nel tempo e che ritorna ad insidiare, con meravigliosa bellezza, il nostro presente. C’è sempre qualcosa di buono nel ricordare. Qualcosa che   vive dentro di noi da sempre. Qualcosa che, d’un tratto, pretende di venire a galla per ricordarci chi eravamo e per dirci che il tempo non ha preso a calci i sogni di nessuno di noi. I ricordi che riusciamo a sentir camminare sotto la nostra pelle ci permettono di continuare a sognare oltre ogni tentativo di umana comprensione  e, alla fine, possiamo dire di averli salvati tutti. Uno ad uno!

Nel ricordare, gli anziani, tornano indietro negli anni, per incontrare di nuovo figure di persone  che hanno fatto parte della loro vita. Ritrovano le loro passioni che hanno mantenuto. E soprattutto ritrovano la voglia di fare  e di andare avanti.

Attraverso l’ascolto viene fuori una raccolta di vissuti che abbatte le barriere  createsi attraverso il pregiudizio che si ha di un ” vecchio”.  Quest’ultimo ha bisogno di essere rivalutato  e di essere visto ancora come una risorsa  e come un  qualcuno da cui attingere quelle meraviglie  che i bambini conoscono bene.  Noi siamo nel mezzo di due mondi fantastici  che sanno incontrarsi e raccontarsi  per salvaguardare la bellezza della vita.

Per la maggior parte di essa , infatti, l’uomo non riesce ad essere felice completamente tranne che nel ricordo come l’Esiodo pavesiano dichiara: ” Ma ecco che a ripensarci mi par di nuovo di essere stato contento”. E, concorde al Virbio de Il Lago: “È felice   il ragazzo che fui “.

Focus

Giulianova, il 5 agosto Augusto Di Stanislao presenta il suo nuovo saggio “Controvento”

Un libro che tratta di adolescenti, un piccolo manuale per i genitori di oggi e domani, in cui l’autore offre spunti e soluzioni

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presentazione saggio Augusto Di Stanislao Controvento

GIULIANOVA – Il prossimo venerdì 5 agosto, presso la Terrazza “Kursaal” a partire dalle ore 21, l’autore Augusto Di Stanislao presenta il suo ultimo saggio “Controvento – Riflessioni sull’adolescenza”. In questo nuovo libro, affronta il tema dell’adolescenza, con una particolare attenzione rivolta a tutti quei ragazzi che spesso si ritrovano privi di riferimenti e guide.

L’autore intende offrire soluzioni e nuovi spunti, in grado di fare la differenza. “Controvento” di Augusto Di Stanislao è una sorta di piccolo manuale utile ai genitori di oggi e di domani e a tutti coloro che volgiono avere maggori strumenti per interpretare meglio il mondo che cambia e che modifica leazioni, visioni e comportamenti.

A dialogare con l’autore, il giornalista Walter De Berardinis, mentre in apertura di serata l’Assessore alla Cultura del Comune di Giulianova Paolo Giorgini porterà i saluti dell’Amministrazione. Al termine della presentazione del suo ultimo saggio, Di Stanislao risponderà alle domande del pubblico. L’ingresso è gratuito.

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Abruzzo

Esce domani “Rime Toscibili” il primo libro di Gino Bucci, L’Abruzzese Fuori Sede

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Rime Toscibili il primo libro di Gino Bucci L'Abruzzese Fuori Sede

Gino Bucci, altresì noto come L’Abruzzese Fuori Sede, negli anni ha radunato una mole impressionante di estimatori, raccontando con leggerezza e ironia i pregi, le caratteristiche e le qualità che rendono unico l’Abruzzo. Ora ha dato alle stampe il suo primo libro “Rime Toscibili” e ce lo ha illustrato prima dell’uscita.

MARTINSICUROGino Bucci, laureato in Lettere, formatore, giornalista e scrittore, è ormai da anni una celebrità del panorama abruzzese, ma non soltanto. La sua pagina (Facebook e Instagram) “L’Abruzzese Fuori Sede” ha oltre 200 mila follower che ogni giorno seguono entusiasti i suoi contenuti, proposti sempre in una chiave ironica, anche quando toccano temi importanti. Tra le sue collaborazioni, quella che ci rende in assoluto più orgogliosi è proprio quella con Il Martino, per cui ha realizzato diverse interviste. Oggi invece, risponde alle nostre domande sul suo primo libro, “Rime Toscibili”.

Ciao Gino, grazie per questa intervista. Di solito, quando a fare le interviste sei tu, inizi con una formula che mi pare giusto rubarti. Di chi si lu fije?

So’ lu fije di Frida di la Poste e di Vincenzo di Fracchiò, entrambi ovviamente nativi di Colonnella in quanto, fino al 1963, la nobile Truentum non “faceva comune”. Voglio dire: sono nati a Martinsicuro ma ufficialmente risulta Colonnella. Questo comunque non viene avvertito come un problema da loro, se ne fregano proprio. Poi Colonnella è molto bellina.

Ti piace essere intervistato o preferisci il ruolo dell’intervistatore?

Preferisco un bel caffè macchiato caldo con un nonnulla di zabaione e sicuramente la seconda che hai detto.

“Rime Toscibili” il primo libro di Gino Bucci, in uscita il 7 luglio

Agli eventi, alle presentazioni, ma anche sul web, spesso i tuoi follower si rivolgono a te direttamente come all’Abruzzese Fuori Sede. Adesso preferiresti essere conosciuto come l’autore Gino Bucci?

Certo, ormai non sono più fuori sede e in realtà non lo sono quasi mai stato davvero. Preferirei essere noto come Ginetto, Scinetto oppure “Il timido Paolone”.

Non avrebbe nemmeno bisogno di presentazioni, ma raccontaci brevemente chi è L’Abruzzese Fuori Sede

Una persona a modino, un vero e proprio pezzo di pane unto. Lo considero un amico, in amicizia virile. Una di quelle persone che vedi ogni dieci anni e comunque guarda, un saluto accennato con la testolina glielo fai volentieri.

Ti è mai andato stretto come personaggio?

Dopo il primo lockdown sono arrivato a pesare 100 kg e indubbiamente la situazione si è fatta pesante. Giusto ieri ho perso una partita di tennis, contro un avversario alla portata, per motivi di mobilità (laterale e non solo). D’altronde dova si magne, Ddije c’accumbagne, ma credo sia giunto il momento di darsi una regolata.

E adesso il libro, “Rime Toscibili”. Raccontaci di che si tratta e come è nata l’idea di scriverlo?

Un libretto senza infamia e senza lode, una roba che personalmente non comprerei mai. Visto che qui mi sento a casa e so che tu non taglieresti mai una mia dichiarazione finanche scottante, ripeto quanto mi è stato scangellato da un noto giornale proprio l’altro giorno: se qualcuno non volesse accattarsi il libro (per motivi economici, di allergie, problematiche anche varie), ma volesse comunque leggerlo, può scrivermi in privato. Gli mando il PDF aggratise.

Quando uscirà il libro? Dove potranno acquistarlo i lettori? Lo presenterai?

Domani, a tutte le vie, lo presenteremo a tutta callara (domani sera a Teramo, per dire).

Gino Bucci insieme ad un ignaro Gianni Morandi

Un tour degno di una rockstar. Hai dunque superato la tua proverbiale timidezza e ci hai preso gusto a stare di fronte al pubblico?

Caro amico, trattasi comunque di lavoro. In molti paesi siamo rimborsati, in molti altri no, ma sperabilmente qualche copia la puoi vendere. Poi si tratta della solita questione: io non ho cercato e chiamato nessuno. La gente mi ha scritto, “viene di qua, vieni di là”, e io non me la sono sentita di rifiutare. Sono quaranta date, spesso non verrà nessuno: ce la faremo.

Vuoi dedicare un approfondimento al titolo? Rime Toscibili

Fra i grandi vanti della mia vita, il più luminoso è indubbiamente “intoscibile”. Trattasi di un aggettivo derivante da “’nzi tosce” (non si tossisce), una neoformazione ben formata e pronta al grande salto (dizionario italiano). Da “intoscibile” può ricavarsi l’avverbio “intoscibilmente”. Le mie rime sono brutte e discutibili, quindi “toscibili”.

Si tratta di un progetto concluso, o in futuro ti rivedi ancora con la penna in mano? Hai altri progetti da autore in cantiere?

Non c’è mai stato nessun progetto, se non quello di scrivere. Anzi, se l’editore del giornale volesse ridiscutere gli accordi remunerativi…sarebbe pure ora, belle letture vi faccio fare eh? Eh?

Dipende, continuerai a realizzare interviste per noi anche quando sarai una celebrità ancor più conclamata?

Certo, devo completare il percorso per prendere il Tesserino e iscrivermi all’Albo dei Giornalisti. Ma anche se non avessi motivazioni simili, per voi lo farei (cuoricino).

E fuori dall’ambito letterario? Ti cimenti con qualche altra esperienza o ti “accontenti” del web e delle librerie?

Lavoro nelle scuole come formatore anche intoscibile; ultimamente abbiamo fatto un bel progetto a Martinsicuro, con i bambini, sul dialetto e tutte cose. Poi ho la partita iva come copywriter e personaggio Facebook, nonché per chiedere dei rimborsi anche molto, molto, molto pesanti ai vari comuni che mi chiamano.

Sei tu Pericle Pazzini?

NO ORA BASTA CIONONDIMENO

Grazie mille Gino

Grazie a te e a tutta la redazione de “Il Martino” (questo è quello che faccio dire per finta alla fine delle interviste, in realtà in pochissimi ci hanno ringraziato davvero, ma tu già lo sai: che mondaccio).

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Ancona

Senigallia, concerto di beneficienza “Colonna sonora della Solidarietà”

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Senigallia, concerto di beneficienza "Colonna sonora della solidarietà"

SENIGALLIA – Domenica 24 aprile alle ore 21:15 presso il Teatro La Fenice di Senigallia, si terrà un concerto di beneficienza a favore dell’associazione “Venezuela lavoro e persona”, con l’Orchestra di fiati “insieme con gli altri”, diretta dal maestro Gianpiero Ruggeri.

L’Associazione “Venezuela lavoro e persona “ è nata in Italia per sostenere “Trabajo y Persona” (T&P) che è nata a Caracas nel 2009 al fine di promuovere il valore del lavoro nella società venezuelana. Il concerto, organizzato dall’Associazione Bellanca di Senigallia, in collaborazione con il Comune di Senigallia, fa parte di una serie di serate musicali finalizzate alla raccolta di fondi per diverse situazioni di bisogno.

Seguiranno infatti altri appuntamenti. Il primo sarà  finalizzato all’Associazione per la tutela del diabetico e verrà realizzato il 4 giugno. Il successivo, che avrà  luogo il 15 ottobre, sarà rivolto all’accoglienza dei  profughi ucraini nel nostro territorio.

La serata del 24 aprile, presentata dalla giornalista  Laura Mandolini, sarà una vera colonna sonora della solidarietà,  a sostegno delle imprenditrici del cioccolato in Venezuela, cioè di circa cento donne che hanno intrapreso la strada dell’imprenditoria nel settore del cioccolato e che hanno bisogno del nostro  accompagnamento.

Grazie all’aiuto dato a queste donne coraggiose sarà possibile sostenere,  indirettamente, altri 400 parenti la cui condizione di vita versa in una situazione assolutamente  precaria e fragile. Il Venezuela sta vivendo una delle più gravi e prolungate crisi socioeconomiche del mondo, generando il maggior fenomeno migratorio della storia dell’America latina.

L’orchestra di fiati “Insieme per gli altri” ha portato gratuitamente musica e solidarietà in tantissimi luoghi e teatri, permettendo alle realtà benefiche di raccogliere fondi per progetti solidali, grazie anche al sostegno di aziende del territorio: per questo si è conquistata il prestigioso soprannome di “colonna sonora della solidarietà”.

A Senigallia l’orchestra è già conosciuta e apprezzata per un precedente concerto a favore dell’Associazione Le Rondini. Si ringrazia il Comune di Senigallia per il Patrocinio, Anteas e Banco Marchigiano per il sostegno, l’Ing. Gabriele Miccinipatron della  Giessegi Industria Mobili di Appignano e Luca Buldorini del Centro Funerario Città di Macerata.

Prevista la prenotazione, l’ingresso al concerto di beneficienza al Teatro La Fenice di Senigallia è a offerta libera. Info e prenotazioni  : 3333404656  –  3282480198  –  3331804575  -3479473287

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