L’Aisam Onlus: per l’integrazione della società senegalese

Avete mai sentito parlare dell’Aisam Onlus? Eppure l'Associazione è nata ed ha una delle sue due sedi proprio nella nostra Martinsicuro.

Da Il Martino cartaceo n. 14 del 23.07.2016

Proprio per questo motivo abbiamo deciso di portarvi alla scoperta di questa importante realtà e lo faremo grazie alla testimonianza del Segretario dell’Associazione, Gora Mboup, giovane senegalese, arrivato in Italia nel 1998 dove ha compiuto i suoi studi liceali e attualmente è iscritto alla Facoltà Economia presso il Politecnico delle Marche. “L’Aisam è nata nel 2003 – dice Gora – da una comunità di senegalesi che viveva a Martinsicuro allo scopo di integrare alla società italiana la società senegalese”. L’obiettivo principale della nostra Associazione è l’integrazione, lavoriamo nel campo della mediazione culturale ovunque lo si richieda: dai Comuni alle Province ma anche nelle Questure”. Una parola, ‘integrazione’ che, specifica Gora, vuol dire: “vivere in un Paese dove noi rispettiamo i doveri ma vogliamo dei diritti, promuovendo sempre una convivenza pacifica tra le due culture”. E ancora: “Qui, nella sede di Martinsicuro ad esempio abbiamo ogni sabato, l’attività di  mediazione culturale per supportare, da qualsiasi punto di vista, chi ha bisogno”.

Rispetto all’esodo dalle terre dell’Africa che i mezzi di informazione stanno documentando assiduamente, in questo periodo, poiché in realtà le migrazioni ci sono sempre state anche al di là di una telecamera, ci chiediamo come la loro comunità stia vivendo tutto ciò e se l’Associazione ha le forze per aiutare chi sta arrivando in cerca di un futuro migliore.  In tal proposito il Segretario afferma che: “Noi forniamo aiuto a tutti tesserati all’Associazione senegalese che vivono nelle Marche e in Abruzzo, avendo due sedi: una qui a Martinsicuro e l’altra a Spinetoli. Quello che facciamo, con interventi di pratica, lo facciamo per i facenti parte all’Associazione cercando, ove possibile di allungare una mano anche a tutti i loro famigliari. Purtroppo però, vista la moltitudine degli attuali arrivi, non possiamo neanche prendere in considerazione l’idea di aiutarli”.

Con la massima cautela proviamo a chiedergli se lui o altri appartenenti alla sua comunità si siano sentiti mai minacciati da un certo tipo di linguaggio propagandistico e politico. In tal proposito il pensiero di Gora è chiaro e semplice: “Io sono del parere che ognuno vive, percepisce e sente queste cose secondo una propria coscienza. Per quanto riguarda la mia esperienza, io non mi sono mai sentito e non mi sento particolarmente minacciato. Personalmente non amo utilizzare la parola ‘razzismo’, in quanto ritengo che ogni persona possa sviluppare una certa forma di razzismo in se stessa. L’importante è che essa non vada a ledere la dignità dell’altra persona, mancandole di rispetto come se valesse di meno solo perché ha la pelle di un altro colore. Alla base del razzismo c’è un unico fattore: l’ignoranza. Perché non credo ci sia differenza tra una pelle bianca e una nera. Rimaniamo tutti appartenenti ad un unico genere umano”. Quest’ultima frase ci fa saltare subito alla mente il forte senso di ‘ospitalità’ che hanno in sé le popolazioni africane e che differisce da quella che noi definiamo come semplice ‘accoglienza’. Il Segretario ci conferma infatti che: “ In Senegal, al di là della lingua nazionale, c’è qualcosa in cui Noi crediamo e che definiamo come ‘Teranga’, che non sarebbe altro che l’ospitalità. Noi senegalesi abbiamo un forte senso di ospitalità soprattutto di fronte a persone che non si conoscono. Questo è il vero senso della Teranga”.

L’ultima domanda la riserviamo alle questioni religiose. “In Senegal – dice Gora – esistono due religioni: quella cristiana, introdotta grazie alla colonizzazione e la religione musulmana introdotta dagli arabi.  C’e’ molta tolleranza, per questo motivo tutti vivono pacificamente e con serenità la loro spiritualità. C’è una cosa molto bella in Senegal: nessuno chiede di che religione sei”. Un esempio ne è il fatto che, nonostante la maggioranza della popolazione sia musulmana, il popolo senegalese è stato governato per ben quarant’anni da un Presidente della Repubblica di religione cristiana: Léopold Sédar Senghor.