I signori del tennis truentino – Angelo Francia: “Cazzarola” di puro talento

Angela Francia racconta la sua stagione nella terza puntata de "I signori del tennis truentino"

Il pallone oscura la vallata, ma il suo interno è luminoso: Angelo Cazzarola Francia gioca un incrociato stretto di rovescio che, sinceramente, mi rende l’animo infuocato. L’amore per l’estetica, per la bellezza catartica, per la sincerità d’un talento cristallino: ho visto giocare un maestro.
Quando il sogno finisce, l’eletto parla con voce lontana, vorrei dire divina. Mi concede – magnanimo sovrano – una breve intervista: commosso, balbetto qualche domanda…
Ciao Angelo, grazie per esserti concesso, per me è un onore. Prima questione molto generale: come giudichi la tua stagione?
Una buona stagione, con discreti risultati dal punto di vista agonistico: solo qualche problemuccio fisico mi ha impedito di ottenere di più a livello di vittorie.
Scorrendo i tuoi risultati, in effetti, balzano agli occhi i successi su Ricci Gianni (4.3) a Tortoreto e i quarti di finale al sociale di Martinsicuro (dove il nostro si è ritirato per un problema al polpaccio NdR). Quanti rimpianti per quel ritiro? Avevi ambizioni maggiori?
Mah, ero in condizioni atletiche buone e senza l’infortunio al polpaccio (che ancora adesso mi tormenta) potevo sperare in un passaggio del turno, anche se l’avversario (Ciriaco Lorenzo NdR) quest’anno ha fatto passi da gigante, devo ammetterlo.
Passi da gigante, certo, come i tuoi. Secondo le proiezioni FIT l’anno prossimo sarai un 4.3. Alla faccia delle polemiche sterili e delle risatine di Amerigo Ciriaco, verrebbe da dire. Pensi di meritare questa classifica? Puoi davvero arrivare ad essere un 4.1 nel giro di un paio d’anni?
Beh 4.1 un po’ troppo… Un passo alla volta, ora puntiamo al 4.2 poi chissà. Riguardo ad Amerigo, lui conosce il mio indubbio valore e le risatine saranno la miccia giusta per farmi esplodere nel 2017. Le critiche non mi fanno male: mi danno la carica.
Il 2017… Cosa credi potrà cambiare nelle gerarchie del circolo? Remo Eusebi riuscirà ad esprimersi ad alti livelli anche in singolare? E fra i giovani… Siamo davvero messi così male? Io, personalmente, credo che Bianchini possa crescere ancora molto...
Il caro Eusebi è migliorato abbastanza ma se vuole ambire a palcoscenici di livello deve curarsi atleticamente, mentre il giovane Bianchini, al contrario, corre molto ma ha scarsa qualità tecnica: questo lo condanna alla medio/bassa classifica del circolo.
In molti si chiedono che intenzioni hai per quanto concerne la coppa. Hai parlato con Ciarrocchi per la D3? O credi di meritare un posto più onorevole in D2?
La coppa per quanto mi riguarda è una manifestazione troppo impegnativa e vorrei farne a meno; poi, se ci sarà bisogno di portare a casa qualche punto, mi metterò a disposizione!
Splendido, commovente, altruismo. Sei una grande persona. Un paio di cose prima di salutarci; la prima è sul tuo gioco. Dove hai imparato quel rovescio che, a detta di tutti, è il migliore del medio Adriatico? Come riesci a tagliare la palla con quel movimento, permettimi, affettato?
È un dono di natura, e poi diciamoci la verità: è il miglior rovescio perché ci sono troppe ciofeche in giro!
Purtroppo hai ragione, ma non facciamo nomi. Per concludere: hai un appello da fare a qualche tuo detrattore? Un’invettiva? Una morale da donarci?
Vorrei semplicemente salutare gli amici Elmo Consorti, Ivo Ghisini e Enzo di Vincenzo che sono stati, per me, dei maestri di sport e non solo… Buon tennis a tutti per l’imminente 2017 ed un abbraccio alla redazione de Il Martino.