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Il primo passo verso una ristrutturazione

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Da Il Martino cartaceo n. 18 del 17.9.2016

Iniziare la ristrutturazione della propria casa comporta un grande dispendio di risorse e non meno importanti, di emozioni personali. Si tratta di un investimento sul nostro abitare, sugli spazi che ci circonderanno per gran parte della nostra vita, cosa non da poco.

In questa rubrica fatta di più articoli, vi darò dei consigli pratici su come avventurarvi in questo mondo.

1- AVERE DELLE IDEE DA ESPRIMERE

Il primo consiglio che vi posso dare è avere bene in mente quali interventi fare. Un conto è dare una rinfrescata con una nuova tinteggiatura, un conto è demolire delle pareti per riorganizzare lo spazio. In base a questo cambia il budget e cambiano molti altri aspetti organizzativi e leggi a  cui far riferimento. Ogni caso e ogni richiesta ha una o più soluzioni e tutto parte dalla planimetria della vostra casa. Quando non vedete più la luce in fondo al tunnel o non sapete più cosa scegliere fra le innumerevoli foto che avete salvato da internet o ritagliato dalle riviste, non preoccupatevi e chiedete aiuto.

2- CHIEDERE AIUTO AD UN PROFESSIONISTA

Quando ci si fa prendere la mano nella ricerca di cose che vi piacciono gli spunti possono essere tanti, anzi, troppi. Si può arrivare al punto in cui non saprete più come mettere ordine fra le innumerevoli idee. Le domande che vi farete per l’intera giornata sono del tipo“lo stile industriale di questa lampada starà bene affianco al divano dell’ 800?” e vi sembrerà di non venirne più a capo. Quando i nodi verranno al pettine, chiedete la mano di un professionista esperto nel settore.

E’ giusto, in una prima fase, fare piccoli progetti con la tua dolce metà o soli soletti ma fare tutto da soli è davvero un’impresa ardua. Inoltre sappiate che, a prescindere da piccoli lavori che rientrano in una ristrutturazione ordinaria, è obbligo di legge nominare un progettista. Potreste dire che sono di parte “un architetto cosa avrebbe potuto dire???”  ma la nomina di un progettista a lungo andare, vi porterà benefici, sia sulla riuscita finale dei lavori che sulla vostra salute psico-fisica. Meno stress portato da burocrazia, seguire i lavori in casa e discussioni che eviterete grazie alla sua opera di mediazione, con le varie imprese. Vi do anche un’altra chicca….è vero che scegliendo un professionista dovrete considerare un ulteriore costo ma, se a questo date un budget da rispettare per i lavori, vedrete che vi farà rientrare nella spesa pensando alle migliori soluzioni, indirizzando il budget verso le giuste scelte. Ovviamente la somma predisposta deve essere realistica. Non pensate di ristrutturare casa con i migliori pezzi di design e con pochi spiccioli.

3- SCEGLIERE L’IMPRESA EDILE

Sicuramente la ditta esecutrice, come del resto anche un professionista, possono essere scelti tramite il passaparola o quel potente strumento che è internet. Scegliere delle ditte accreditate e di cui si parla bene non basta per affidare il vostro budget e la vostra casa nelle mani di qualcuno. Bisogna verificarne l’Idoneità tecnico Professionale tramite una serie di documenti. Fatevi mostrare una gallery con i lavori eseguiti, facendo attenzione al complesso ma anche ai particolari che passano spesso inosservati. Fate una chiacchierata con il titolare, anche con la “scusa” di un sopralluogo,  per vedere se arriva puntuale all’incontro o se avvisa in caso di contrattempo, se è chiaro nello spiegarvi i vari problemi che si potrebbero incontrare nel realizzare quello che volete.

La scelta dell’impresa e del progettista sono punti importanti e verranno approfonditi nei prossimi articoli.

4- NON AVERE FRETTA

Quando si da il via ai lavori non c’è peggior nemico della fretta. Lo so benissimo, non vedete l’ora di entrare nella vostra nuova casetta. Di sentire l’odore della pittura appena data e di godervi finalmente il vostro spazio sognato da anni, ma in cantiere ci sono dei tempi tecnici dovuti all’arrivo dei rivestimenti, dei mobili, ma ancor prima all’asciugatura del massetto, alla posa in opera di rivestimenti e cosi via.

Per la scelta dei materiali e delle tecniche fatevi guidare e fidatevi dei professionisti che avete scelto. Non vi precluderanno altre varianti o la decisione finale ma vi faranno comprendere ciò che è più adatto alle vostre esigenze sia estetiche che funzionali.

Potrete costatare che, a meno che non si presentino gravi imprevisti, tutto andrà bene e avrete presto ciò che avete chiesto.

Arch. Norma Campli

 

 

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Dopo anni, rinasce la manifestazione musicale “Le Radici del Suono”

Grande musica con Tony Esposito e Pietra Montecorvino

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Tutto nasce nella primavera del 1991, quando un gruppo di amici di San Giorgio a Liri, cittadina che sorge nella parte meridionale della provincia di Frosinone, tra cui Tonino D’Arpino, tutti amanti della musica, decidono, quasi per caso, di dare vita ad una manifestazione musicale tesa a ricercare le radici autentiche della tradizione musicale dei rispettivi luoghi d’origine. Nacque così un evento incentrato sulla musica, con uno stimolante confronto tra culture ed etnie diverse, tanto che nel corso degli anni diventa una realtà nazionale, riuscendo a competere anche con altre realtà di lunga tradizione di altre regioni. Una musica new folk con un forte attaccamento alle tradizioni popolari che nel corso del tempo ha assunto anche un carattere internazionale. 

La manifestazione si è svolta per 17 anni dal 1991 fino al 2008 e sul palco si sono alternati grandi nomi della musica internazionale, nazionale e popolare quali Alex Britti nel 1991, Ciapa Rusa nel 1992, Peppe Barra nel 1994, Ambrogio Sparagna nel 1996 e Eugenio Bennato nel 2003, solo per citarne alcuni.                                                                                                                                            

Finalmente quest’anno la manifestazione è rinata ed ha ripreso il suo corso, scegliendo di ancorare le esperienze del passato a qualcosa di duraturo e di tangibile con un progetto che, tenendo conto della pandemia e delle relative restrizioni, faccia in modo che la musica entri nel cuore delle persone e ritorni ad essere un grande strumento di aggregazione.

L’edizione 2020 del festival musicale “Le radici del Suono”, patrocinato della Regione Lazio e dell’amministrazione comunale di San Giorgio a Liri (FR), ha visto l’esibizione di Tony Esposito con “Le origini Tour” e di Pietra Montecorvino con “On Tour”, due grandi interpreti della musica tradizionale del Sud Italia.

Una manifestazione pienamente riuscita, grazie anche all’organizzazione artistica di Pasquale Palmieri, Piergiorgio D’Arpino, Francesco Terrezza ed Emiliano Pelagalli, che ha avuto una grande affluenza di pubblico che purtroppo solo in parte è potuto accedere nell’area dedicata all’evento, causa le limitazioni imposte dell’applicazione delle norme di prevenzione del covid, sperando che il prossimo anno queste misure siano superate.

Vincenzo Di Ruzza @Vdruz

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Referendum costituzionale: ragioni e posizioni dei politici

Benedetta Mura

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Manca poco al referendum costituzionale. Domenica prossima, 20 settembre, si apriranno le urne e gli italiani saranno chiamati a esprimere la loro scelta. Tra un semplice sì o no. Aderire o meno alla riforma pentastellata, che ha come obiettivo primario quello di tagliare i parlamentari, riducendo i senatori da 315 a 200 e i deputati da 630 a 400. Durante queste settimane i rappresentati di diverse forze politiche hanno parlato della questione, prendendo posizione, spiegando le loro convinzioni all’elettorato italiano. Tra i leader politici contrari alla riforma c’è Emma Bonino di +Europa. La senatrice ha dichiarato: <<sono contraria a una riforma fatta in questo modo. É come se un coinquilino del primo piano togliesse la trave portante senza occuparsi della stabilità complessiva del caseggiato. In una democrazia parlamentare non si può procedere così. Il taglio non è una riforma. È semplicemente il segno della presa del potere da parte di una casta populista che oltraggia il parlamento e vorrebbe sostituire la democrazia rappresentativa con il televoto su Rousseau>>.

Altro sostenitore delle ragioni del no è Antonio Palmieri, deputato di Forza Italia. <<Il taglio da solo non è una riforma. Nei due tentativi precedenti, la riforma Berlusconi del 2005 e quella di Renzi nel 2016, il taglio dei parlamentari era la ciliegina sulla torta della riforma della seconda parte della Costituzione: fine del bicameralismo perfetto, riforma delle competenze divise tra Stato e Regioni, elezione del Presidente della Repubblica, poteri del premier – afferma Palmieri. Così invece crea nuovi problemi di funzionamento del Parlamento perché non cambia né l’architettura parlamentare né i processi. I 200 senatori avranno troppe cose da fare e saranno troppo pochi per farle. Inoltre, avere il 36% di parlamentari in meno diminuirà la possibilità di un rapporto parlamentare/cittadino. Intere regioni non avranno senatori di opposizione. Il tutto per un risparmio di 95 centesimi l’anno a testa: una tazzina di caffè>>. Palmieri così come gran parte di Forza Italia voterà per il no. Berlusconi ha però lasciato libertà di scelta, e per questo ci sono alcuni rappresentati “dissidenti” che voteranno controcorrente, tra questi l’ex ministra dell’istruzione Mariastella Gelmini e Mara Carfagna.

A votare sì al referendum costituzionale, invece, sarà certamente l’onorevole Davide Crippa, capogruppo del Movimento 5 Stelle alla Camera. Il deputato grillino ha fotografato la situazione antecedente alla richiesta del referendum, quando il 98% dei votanti approvava la proposta di legge, ora sottoposta al giudizio popolare. <<Questo presunto crescente fronte del no si sta attrezzando con personaggi politici di vecchio rango, che in qualche modo fanno riemergere gli spettri di una politica che non vuol cambiare. Questo è un messaggio diretto ai cittadini da parte di chi vuol mantenere il proprio status, e credo anzi ci avvantaggi ancora di più>>. Crippa afferma inoltre che il taglio non costituirà un limite alla rappresentatività delle singole regioni: <<Sono convinto che ormai ci sia un modo di fare politica completamente diverso da quello che all’epoca riteneva necessario attribuire una proporzionalità rispetto al numero degli abitanti. Le modalità di fare comizi, i mezzi di comunicazione, i modi di avvicinare i cittadini alla politica sono cambiati e avvengono grazie a nuovi canali. Noi siamo parlamentari della nazione. Certo abbiamo un rapporto col territorio, perché i collegi sono rappresentazioni territoriali, ma non dimentichiamo che spesso veniamo chiamati in causa per questioni tipicamente regionali e quindi attribuibili alle funzioni dei consiglieri>>.

Come il capogruppo alla Camera dei Deputati, tutto il M5S è schierato a favore della riforma costituzionale da loro proposta. Il Ministro degli Esteri, il grillino Luigi di Maio scrive su Facebook: <<Qualcuno chiama il referendum del 20 e 21 settembre il referendum dell’antipolitica. Secondo loro tagliare 345 parlamentari per tornare ai valori di tutti i Paesi normali è antipolitica. E allora come li definiscono gli assenteisti, i trasformisti, o quelli che frequentano il Parlamento una volta al mese ricevendo stipendi da 15mila euro, quelli con una, due o anche tre pensioni d’oro, quelli che considerano il vitalizio un diritto…>>

Anche il segretario del PD, nonché presidente della Regione Lazio, Zingaretti, è propenso al sì così come gran parte del suo partito. Assieme a lui i favorevoli sono: Pier Luigi Bersani (Articolo Uno), Matteo Salvini (Lega), Giorgia Meloni (Fratelli d’Italia). A non essere invece per nulla convinto della riforma è Matteo Renzi, leader di Italia Viva, che va contro questo progetto, ritenendolo incompleto. Altri personaggi politici contrari sono: Romano Prodi, Renato Brunetta (Forza Italia), Simone Baldelli (Forza Italia), Lucio Malan (Forza Italia), Claudio Borghi (Lega), Pier Ferdinando Casini (Centristi per l’Europa), Laura Boldrini (PD), Vincenzo de Luca (PD), Giorgio Gori (PD), Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana).

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Università: 10 atenei italiani aprono le porte a 20 rifugiati

Benedetta Mura

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Università come corridoi umanitari. 10 atenei, 20 posti, 163 corsi di studio tra cui scegliere. Questo il progetto dell’UNHCR “University Corridors for Refugees” (UNI-CO-RE). Ieri mattina sono arrivati all’aeroporto di Fiumicino venti rifugiati internazionali provenienti da diversi paesi africani: Sudan, Sud Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea. Diciannove uomini e una donna. Studenti pronti a iniziare un nuovo percorso formativo in diversi atenei italiani. Dopo essersi iscritti al bando pubblico, sono stati selezionati da specifiche commissioni universitarie che ne hanno valutato meriti accademici e motivazioni. Una volta terminato il periodo di quarantena, reso obbligatorio dalla situazione sanitaria legata al Covid, gli studenti potranno iniziare i loro percorsi di studio. Sono dieci gli atenei italiani che li accoglieranno: Cagliari, Firenze, L’Aquila, Milano Statale, Padova, Perugia, Pisa, Roma LUISS, Sassari, Venezia IUAV.

La creazione di questo meraviglioso progetto è stata resa possibile dalla collaborazione dell’UNHCR assieme al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Agenzia ONU per i rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e tante altre organizzazioni come Gandhi Charity che operano nel continente africano. Altrettanto importante è il sostegno fornito dall’Università di Bologna, promotrice della prima edizione del progetto nel 2019. Ma non finisce qua. Ci sono tante altre piccole realtà locali, associazioni e comunità che forniranno l’aiuto necessario agli studenti fino al completamento del percorso universitario.

Il progetto, giunto al suo secondo anno, nel 2019 era stato sperimentato seguendo una versione ridotta, con sei rifugiati accolti tra le fila degli studenti di due università italiane. Per il 2020 il cerchio si allarga e si tratta di un grande traguardo umanitario, culturale e accademico per il Paese. <<Siamo estremamente felici per questo straordinario risultato. Con questa iniziativa l’Italia dimostra di voler essere all’avanguardia nell’individuare soluzioni innovative per la protezione dei rifugiati>>. Queste le parole di Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. <<Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’istruzione – prosegue la Cardoletti. A livello di istruzione superiore la situazione è drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni>>. In proposito uno degli obiettivi dell’UNHCR è quello di raggiungere, entro il 2030, un tasso d’iscrizione ai programmi di istruzione superiore, da parte di rifugiati, pari al 15%. Cifra nettamente superiore a quella attuale, ma i buoni propositi e le prospettive fanno ben sperare.

Sul sito ufficiale del progetto (https://universitycorridors.unhcr.it/) si spiega tutto nel dettaglio: destinazioni, modalità di partecipazione al bando, partner. Un’iniziativa degna di nota che dà l’opportunità a 20 persone di cambiare il corso del loro presente e futuro. Dare e creare nuove opportunità e speranze si può e questa ne è la concreta dimostrazione.

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