ASCOLI PICENO – Il giudice Maria Teresa Gregori, dopo aver ascoltato la testimonianza di Tonino Filipponi in merito alla morte di Achille Mestichelli, ha deciso di effettuare nuovi interrogatori ai quattro che con lui condividevano la cella. L’uomo, detenuto in carcere, ha perso la vita  nel febbraio dello scorso anno in circostanze poco chiare, dopo una colluttazione con Mohamed Ben Ali, uno dei suoi compagni di sventura.

Le dichiarazioni fornite ieri da Filipponi, uno dei carcerati, hanno fatto emergere alcune contraddizioni che rendono poco verosimili le ricostruzioni dei detenuti. In base a quanto riferito, l’interrogato non è stato testimone oculare dell’accaduto, dal momento che era di spalle, intento a preparare una camomilla. Dopo aver sentito un tonfo si è girato e ha visto Mestichelli a terra, riverso in una pozza di sangue che fuoriusciva da una ferita al capo. I detenuti che occupavano la cella, hanno tutti dichiarato che tra la vittima e il responsabile della tragedia, fosse scoppiata una discussione per futili motivi, terminata con uno spintone che ha provocato la caduta risultata fatale, dal momento che Mestichelli avrebbe urtato con la testa uno sgabello.

La famiglia della vittima non crede a questo scenario, non essendo compatibile con gli accertamenti effettuati dal medico legale. Sul corpo della vittima sono state riscontrate diverse ferite, come la frattura di vertebre e costole, un grave trauma cranico e la rottura della milza. Difficile immaginare che queste possano essere state provocate da una semplice spinta, per quanto intensa potesse essere. L’uomo è deceduto dopo cinque giorni di ricovero ospedaliero. Le ipotesi formulate pensano ad un pestaggio, con relativo colpo di grazia. Si cercherà adesso di capire quale ruolo abbiano eventualmente avuto gli occupanti della cella.