Il menù per una mente sana: Il tempo del gioco

Non siamo nati per soffrire: consigli pratici per la vita quotidiana a cura del Dr Cristofori Stefano, psicologo, psicoterapeuta, e-mail cristoforiste@gmailcom

Da Il Martino cartaceo n 21 del 29.10.2016

Domenica ore 16,30, sono in treno di ritorno da Bologna. Quattro giorni trascorsi insieme a vecchi amici e colleghi nella città del mio cuore. Ho partecipato al seminario internazionale sulla psicoterapia Biosistemica e Sistemi Emozionali, è stato affrontato  anche il  tema che avrei voluto affrontare nella rubrica di questo numero, … causalità… ?

I ricordi emotivi del nostro incontro annuale  avvolgono il mio cuore in un abbraccio caldo e protettivo le immagine della nostra collega brasiliana e del  suo canto sciamanico, una celebrazione collettiva  alla  vita, fluiscono nella mia mente. Sento il mio  corpo in uno  stato di  profonda calma espansiva.

Lo sguardo vola fuori il finestrino, i colori dell’autunno mi catturano e mi trascinano in una dimensione nostalgica e malinconica del tempo appena trascorso,  mi abbandono alle emozioni, il rumore ritmico del treno completa il dolce torpore. Le immagini del nostri momenti gioiosi, creativi, nutrono di passione la  mia anima. Il controllore mi chiede il biglietto, cavoli arriva sempre nei momenti meno opportuni!

Carrozza 5 posta 35 .  Finita l’ operazione controllo- biglietto ritorno al momento presente.

Chiudo gli occhi, appoggio la schiena alla poltrona, inizio a respirare con consapevolezza. Mi  sento focalizzato! Eccomi pronto a presentarvi un ‘altra importante pietanza del menu della salute, di cui abbiamo già parlato nei numeri passati. Secondo l’ideatore di questo menù, il neurofisiologo   Siegel ed il suo collega David Rock, rinforzando ed allenando costantemente delle  “abilità mentali” possiamo vivere meglio.

Per questo i due studiosi, hanno individuato una serie di attività che definiscono appunto menù per una mente sana, dalla cui esecuzione giornaliera deriva il senso di benessere generalizzato che arricchisce la qualità della vita mentale e fisica di ogni persona.  La pietanza di oggi è uno dei miei piatti preferiti. Un piatto veramente speciale, gustoso, appetitoso che non deve mai mancare nella  nostra vita: il gioco!

Ora mi arriva la voce interna del lettore

“ Ma doveva essere lo psicologo a ricordarmi l importanza del gioco? , faccio già tanto sport,”

Legittima osservazione!

Quando parlo di gioco non mi riferisco solo  alle attività che forse molti di voi praticano come la palestra, il calcio, la pallavolo, il tennis “Giochi”  spesso eseguiti per raggiungere obiettivi  ben specifici  definiti e prevedibili.

Immagino che in questo momento vi stiate ponendo alcune domande  che, molto verosimilmente,  sono le stesse di solito mi rivolgono nei work- shop.

“ Allora che cosa intendi  per gioco?

“Quale implicazioni ha il gioco per la nostra vita adulta?”

“Quanto spazio c’è  nella nostra vita per il gioco ?”

Ma chi ha più tempo per giocare ?”

Per la prima risposta mi faccio aiutare dall’autore del menù per la mente sana Daniel J Siegel, il quale scrive:

“Il tempo del gioco ci ricorda cha la spontaneità e la disponibilità a esplorare il mondo, dedicandoci a  esperienze nuove e con piacere e un genuino senso di scoperta, senza valutare i risultati con il metro del giusto o sbagliato, sono importanti per attivare il cervello e favorire l ‘innovazione e un apprendimento creativo.

Giocare non solo nel senso di dedicarsi a un’attività fisica con regole precise, penso invece che sia  un’attività non finalizzata, senza scopo, divertente e piacevole.ma anche  un atteggiamento mentale ad andare verso il mondo con la mente ingenua e  aperta del bambino che vive tutto con stupore,  sorpresa e curiosità”

Ecco, sento la voce di alcuni lettori:  

“Caro Psicologo, ci sono altri cose che facilitano la salute, per esempio i soldi , la sicurezza, il successo, non c’è tempo per questi romanticismi”

La risposta alla seconda domanda  e il chiarimento a questi vostri dubbi,  ci arrivano dalle ricerche delle neuroscienze.

Lasciarsi andare alla spontaneità, lasciarsi trasportare dal momento presente, viver con meno sovrastrutture,  e più  creatività per attivare importanti energie vitali e psichiche.   In questa ottica il  gioco diventa una modalità di affrontare la vita, senza dimenticarsi delle proprie responsabilità, un

atteggiamento fluido e gioioso, uno stato dell’essere. che ha proprietà “curative” potentissime.. Giocare è spesso visto come qualcosa di non produttivo, non adulto, non responsabile e quindi ecco che arriva la paura del giudizio degli altri  ed è questa paura fa si che il nostro processo creativo e giocoso  si blocchi e  quando manca il gioco nella nostra vita, vengono a mancare il desiderio, il piacere , la spinta pulsionale  e molto facilmente  cadiamo in stati  di sofferenza, paura, rabbia.

Uscire da una vita vissuta con il pilota automatico in cui ciò facciamo lo facciamo in modo ripetitivo, senza  passione, cercare invece  nuovi stimoli, e sviluppare quel senso di giocosità e spontaneità essenziale per la nostra vita,  favorisce  la neuroplasticità del cervello, cioè la capacità del cervello di modificare la propria struttura e funzionalità in risposta all’esperienza aiutandolo cosi a mantenersi giovane e in continua sviluppo: Mica poco!

Poiché anche le esperienze negative possono modificare la struttura cerebrale in modo importante e  prolungato , creando circuiti neurofisiologici che possono  condizionare e crearci difficoltà nella vita, dobbiamo impegnarci ad aumentare  vissuti piacevoli.

Ecco allora la buona notizia!

Nelle esperienze piacevoli come nel gioco, nel cervello viene sviluppata una sostanza chimica, un neurotrasmettitore chiamata dopamina Che funzione ha la dopamina? Il rilascio di questa sostanza ci motiva a fare nuove esperienze. I ricercatori che studiano le dipendenze, non solo dalle droghe, hanno individuato che questo neuromodulatore porta il tossicodipendente a continuare a  fare uso di droga anche se c’è la consapevolezza delle sue conseguenze negative.

Poiché è possibile “l’autoproduzione”  della dopamina,  possiamo potenziare  i momenti del gioco e divertimento e creatività :  elementi che producono scariche di dopamina a costo zero e come si suol dire probabilmente prendiamo due piccioni con un fava: aumentiamo il livello di benessere personale, sviluppiamo un contagio emotivo positivo  nelle persone  a noi vicine.  Essendo il  nostro cervello un organo sociale, creiamo un’ esperienza relazionale che  rimodella positivamente il nostro cervello in  un continuo scambio di reciprocità   arricchente.

Cari amici lettori, ancora una volta in questi primi articoli della rubrica , continuo a presentarvi un interessante  menù per una dieta a costo zero per sviluppare una mente sana Ma come per tutte le nostre attività e per questa “ dieta”l’aspetto più importante è quello di praticarla con consapevolezza e perseveranza e ricordando che si può essere adulti conservando la propria parte di bambino.

Arrivederci al  prossimo numero per parlare ancora del tempo del  gioco

Dr Stefano Cristofori