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L'Aquila

Ospedale di Pescina: trasfusione di sangue infetto causa la morte di una donna. Risarcimento di 1,5 milioni di euro

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MARTINSICURO – Era il 1984 quando C.E., originaria di San Benedetto dei Marsi, viene ricoverata all’ospedale “Rinaldi” di Pescina per essere sottoposta ad un intervento chirurgico e trasfusioni di sangue. Tali sacche, tuttavia, erano infettate dal virus dell’epatite C. In seguito al contagio, la malattia si radicalizzò sempre più, causando la morte della signora nel 2003.

Per tentare di capire la causa del decesso, il Tribunale civile dell’Aquila incaricò la dottoressa Antonella Ciantò ad effettuare una consulenza tecnica medico-legale. I risultati evidenziarono come ci fosse un nesso di causalità tra le emotrasfusioni e l’infezione di Hcv. Inoltre, il Ctu ha accertato come nel corso dell’intervento non furono adottate tutte le norme precauzionali dell’epoca, facendo scattare così la condanna nei confronti del Ministero.

Dopo quasi 32 anni di cause legali gli eredi della signora C.E., assistiti dall’avvocato Berardino Terra, hanno ottenuto, tramite il Tribunale dell’Aquila, 1,5 milioni di euro a titolo di risarcimento, imputando la responsabilità della morte all’ospedale.

Abruzzo

L’aquilano Alessandro Palmerini candidato ai Nastro d’Argento 2021

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L’AQUILA – L’aquilano Alessandro Palmerini, in coppia con Alessandro Zanon, è candidato ai Nastri d’Argento 2021, edizione n. 75. Palmerini e Zanon sono infatti nella cinquina per il Miglior Suono con il film “I predatori” di Pietro Castellitto, giovane regista che con lo stesso film concorre al Nastro d’Argento come “Miglior Regista esordiente”, dopo aver vinto il David di Donatello 2021 per la stessa categoria. La cerimonia di premiazione dei Nastri d’Argento si terrà il 22 giugno presso il MAXXI di Roma.

http://www.nastridargento.it/wp-content/uploads/2021/05/NASTRI-2021_LE-CANDIDATURE_v2.pdf

Per il tecnico del suono aquilano è una grande soddisfazione l’essere candidato a questo prestigioso riconoscimento, il più antico premio cinematografico italiano, nato nel 1946 e assegnato dal Sindacato nazionale Giornalisti cinematografici. Alessandro Palmerini ha già vinto il Nastro d’Argento nel 2012, in coppia con Remo Ugolinelli, per il “Miglior Suono in presa diretta” del film “Diaz” di Daniele Vicari.

Vincitore di un David di Donatello, un Nastro d’Argento, due Ciak d’oro e un Premio AITS, nel 2019 Palmerini è stato ancora candidato al David con il film Capri Revolution di Mario Martone. Altre candidature per il Miglior Suono egli ha inoltre collezionato, nei vari premi cinematografici, quali quelle per i film La Tenerezza di Gianni AmelioSole cuore amore di Daniele VicariIo e te di Bernardo BertolucciL’ultima ruota del carro di Giovanni VeronesiLa giusta distanza di Carlo MazzacuratiLa prima neve e Io sono Li di Andrea SegreL’aria salata di Alessandro AngeliniAldo Moro il presidente e Maria Montessori di Gianluca Tavarelli

Oltre ai su menzionati Palmerini ha lavorato con importanti registi, tra i quali Nanni Moretti, Francesca Archibugi, Terry Gillian, Francesca Comencini, Carlo Verdone, Carlo Vanzina, Ricky Tognazzi, Giuseppe Piccioni, Kim Rossi Stuart. Attualmente il tecnico aquilano è impegnato nelle riprese del film “Le otto montagne”, ispirato all’omonimo romanzo di Paolo Cognetti vincitore del Premio Strega 2017. Il film è diretto da Felix van Groeningenregista belga candidato all’Oscar nel 2014 con Alabama Monroe, affiancato nella regia da Charlotte Vandermeersch, attrice e sceneggiatrice. Le riprese andranno avanti nel corso dell’estate tra le montagne della Valle d’Aosta, a Torino e poi in Nepal.

Amante della montagna, Palmerini ha partecipato, come film-maker, alle spedizioni alpinistiche abruzzesi organizzate dal Centro Documentazione Alti Appennini (Cdaa): nel 2002 sul Cho Oyu (Himalaya), con i suoi 8201 metri d’altezza la sesta vetta più alta del mondo, realizzando il docufilm Mondi Sospesi, presentato a diversi Festival cinematografici internazionali, e nel 2007 sul Broad Peak (Karakorum), 8047 metri, un altro picco dei 14 ottomila esistenti. Alessandro Palmerini è nato nel 1977 a L’Aquila, dove si è formato presso l’Accademia per le Arti e le Scienze dell’Immagine, concludendo il quinquennio di studi con una tesi sul Suono nel cinema. Vive a Roma, lavora in Italia e all’estero.

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Abruzzo

Maturità in Abruzzo: la lettera dell’assessore all’Istruzione agli studenti

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L’AQUILA – Dall’assessore all’Istruzione Pietro Quaresimale riceviamo e pubblichiamo.

“L’avvio degli esami di Maturità per 11 mila studenti abruzzesi mi dà l’opportunità di rendere pubblici i sentimenti di vicinanza e augurio verso questi nostri giovani chiamati ad affrontare una prova importante e impegnativa. Lo faccio soprattutto come uomo delle istituzioni che vogliono essere vicine ad una generazione di maturandi ai quali la storia e gli avvenimenti recenti hanno dato una collocazione diversa da quella dei loro predecessori. La diversità e la specificità sono, come sappiamo, il frutto di un anno “vissuto pericolosamente”, segnato da una pandemia che ha condizionato la vita di tutti noi. Questa situazione nuova, e a tratti tragica, naturalmente non ha risparmiato i nostri giovani studenti, destinatari involontari di una trasformazione sociale e culturale che ha imposto un modo tutto nuovo di concepire la vita e i rapporti quotidiani.

Ma proprio la prova della Maturità che vi apprestate ad affrontare può assumere il segno evidente di una rinascita. E, in fondo, non è un caso che questa rinascita abbia in sé i segni di una crescita culturale e professionale che l’esame di Stato riesce a darvi. In questo senso, senza per questo caricarvi di responsabilità, voi rappresentate i protagonisti volontari di una trasformazione, di un modo nuovo e diverso di affrontare le difficoltà, di una volontà incontrastata di andare avanti. La vostra prova di maturità è il naturale approdo di cinque anni di scuola, senza per questo dimenticare quello che le maestre e i maestri delle elementari e i professori e le professoresse delle medie hanno fatto per voi e con voi. Ed è forse per questo che l’esperienza che vi apprestate ad affrontare ha un qualcosa di speciale che vi terrete dentro per tutta la vita.

Dopo la Maturità le strade di tutti voi si divideranno, e non per questo si disperderanno, ma il rito dell’esame di Stato è un passaggio che vi permette di entrare nel mondo degli adulti. Altri esami dovrete sostenere, che sono gli esami della vita, della convivenza sociale, del lavoro. Ma questo è l’esame, è la prova di maturità, perché dopo questa esperienza vi sentirete tutti un po’ più grandi con in testa l’idea della vostra vita.

Quello che voglio augurarvi è che la prova di Maturità non sia un punto di arrivo, ma solo l’occasione per ripartire con la consapevolezza di essere grandi, di vestire ancora una volta i panni da protagonista di una sfida ancora più impegnativa. Qualcuno ha detto che gli esami non finiscono mai ed è così. Ma questo è il primo esame e deve essere un po’ speciale: una “prova” necessaria per presentarsi con fiducia e consapevolezza a quel futuro che vi aspetta ed ha bisogno di voi”. 

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Abruzzo

Meritocrazia Italia: SI alle separazione delle carriere in magistratura

Lo comunica Meritocrazia Italia

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Nonostante l’impegno dei tantissimi magistrati che svolgono la missione con dedizione e onestà, il reiterato oltraggio alle garanzie processuali si fa sintomo di una inaccettabile deriva nell’amministrazione della Giustizia.

Così inizia il comunicato stampa che pubblichiamo di Meritocrazia Italia.

Il sistema giudiziario italiano è, oggi più che in passato, imbrigliato nelle maglie di correnti fortemente politicizzate, che impongono compromessi poco compatibili con decisioni di equilibrio e giustizia. È altrettanto evidente che lo stesso, per come oggi congegnato, non consente di dare reale garanzia d’effettività ai principi del giusto processo, primi fra tutti terzietà e imparzialità.

Restituire credibilità e dignità alla Giustizia è dovere primo delle Istituzioni. Sorprende che nessun tentativo davvero utile al fine di garantire il riequilibrio tra poteri dello Stato sia ancora stato avviato. Se non altro in risposta ai gravissimi fatti di malagiustizia raccontati dalle cronache dell’ultimo anno.

Per una Giustizia ben organizzata, occorre anzitutto una radicale ristrutturazione della magistratura, con riforma del CSM specie in punto di composizione e attività, secondo i valori del Merito, della Competenza e dell’Equità, e con superamento delle logiche correntizie interne e divieto di assunzione di incarichi politici per i magistrati fuori ruolo.

Meritocrazia auspica interventi immediati e decisi a presidio della purezza della funzione giudiziaria, perché l’esercizio della stessa non diventi strumento di iniqua sopraffazione.

Per questo, è fondamentale, tra l’altro, far divieto agli inquirenti, oltre alle intercettazioni telefoniche e/o ambientali relative a conversazioni o comunicazioni riservate tra difensori e con le persone assistite, della trascrizione dell’esito delle stesse nei provvedimenti giudiziari, affinché non residui spazio alcuno ad elusioni, ancorché frutto di (comunque ingiustificabili) errori, in violazione dei principi posti a presidio dei diritti superiori dell’Uomo. Da regolare in maniera rigorosa è la pubblicazione delle intercettazioni da disporre con provvedimento dello stesso GIP, che ne deve stabilire i criteri e limitazioni; lo svolgimento delle conferenze stampa della Procura della Repubblica; l’informazione ai cittadini, obbligando a dare medesima evidenza sia alla misura cautelare che alla evoluzione processuale.

Per altro verso, non può non rilevarsi che, tra le principali minacce all’indipendenza dell’organo di decisione, è, tra l’altro, la sovrapposizione delle carriere di magistrato inquirente e magistrato giudicante. L’appartenenza di Giudici e PM allo stesso organo di autogoverno, allo stesso ordine, allo stesso percorso formativo e di carriera, ma soprattutto alle stesse correnti politiche e associative, rende inevitabile un potenziale condizionamento sui primi da parte dei secondi, anche a causa della forte sovraesposizione mediatica propria della funzione inquirente. Accade che il PM si faccia regista unico dell’andamento del giudizio, e accade anche che i giudici si appiattiscano sulle posizioni dell’inquirente, prima ancora che il difensore discuta la posizione processuale dell’imputato.

Le storture sono fuori discussione.

In più occasioni, Meritocrazia Italia ha ribadito la necessità che venga fin da subito operata una separazione delle carriere (giudicante e inquirente) dei magistrati, sin dalla fase concorsuale, con revisione della Carta costituzionale e istituzione di un doppio CSM, che, meglio strutturato e funzionante, sia capace di escludere ogni pericolo per indipendenza e serenità di valutazione.

Per questo, aderisce, partecipando con una propria delegazione, alla ‘Manifestazione nazionale per la separazione delle carriere dei Magistrati’ indetta dall’AIGA che si terrà a Roma il prossimo 23 giugno, e chiede ampia partecipazione anche a tutte le associazioni interessate e ai liberi cittadini.

«Comincia a farsi strada faticosamente la consapevolezza che la regolamentazione delle funzioni e della stessa carriera dei magistrati del pm non può essere identica a quella dei magistrati giudicanti, diverse essendo le funzioni e, quindi, le attitudini, l’habitus mentale, le capacità professionali richieste per l’espletamento di compiti così diversi: investigatore a tutti gli effetti il pubblico ministero, arbitro della controversia il giudice. Su questa direttrice bisogna muoversi, accantonando lo spauracchio della dipendenza del pubblico ministero dall’esecutivo e della discrezionalità dell’azione penale che viene puntualmente sbandierato tutte le volte in cui si parla di differenziazione delle carriere» [Giovanni Falcone, 1989].

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