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Macerata

Cingoli, coltivava marijuana in casa. Denunciato un trentenne.

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MACERATA – Circa tre chilogrammi di marijuana sono stati sequestrati dalla Guardi di Finanza, presso un’abitazione del centro di Cingoli. Qui un trentenne del posto, privo di precedenti penali, aveva edificato una piccola, ma efficiente, azienda agricola dedita alla coltivazione intensiva della piana proibita.

In cantina aveva allestito due serre, dove sono state ritrovate le piante ancora in fase di fioritura, per un peso totale di circa due chili e settecentocinquanta grammi. Oltre a queste, sono stati rinvenuti in alcuni vasetti di vetro, circa duecentocinquanta grammi di prodotto già pronto per la vendita. Oltre alla sostanza psicoattiva, le fiamme gialle hanno anche messo le mani sopra una somma in contanti pari a ventimila e settecento euro, divisi in tagli da 50, 100 e 200. Gli inquirenti presumono che possa provenire dalla vendita dell’illegale prodotto floreale.

A mettere gli agenti sulla pista giusta, è stato il controllo effettuato sui consumi di elettricità collegati all’abitazione. Qui si registravano usi di energia smodati e illogici per un’abitazione. Sono stati toccati picchi di ventisette chilowatt di potenza giornaliera. Questo consumo sfrenato di corrente serviva per alimentare gli impianti necessari alla coltivazione in serra della marijuana.

Macerata

La moglie di Alika: “Ferlazzo non è matto, voleva uccidere”

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CIVITANOVA MARCHE – “Non lasciatemi sola”: lo chiede, attraverso l’Ansa, Charity Oriakhi, la moglie di Alika Ogochukwu, l’ambulante nigeriano di 39 anni ucciso di botte, lo scorso venerdì 29 luglio, a Civitanova Marche dal 32enne salernitano Filippo Ferlazzo dopo che Alika aveva chiesto l’elemosina.

Charity è una donna distrutta che non si rassegna alla morte di suo marito e come un mantra ripete: “Voglio giustizia”. Come scrive l’Ansa, le poche lacrime rimaste le solcano il viso e si mescolano al sudore, gli occhi a volte si perdono nel vuoto della piccola stanza dove fa un caldo infernale.

“Non dormo dal giorno in cui Alika è stato ucciso, mio figlio Emmanuel non si dà pace e chiede sempre di papà”, racconta con un filo di voce. Per poi alzare il tono quando deve sottolineare che “quel Filippo non è matto, è sano e ha voluto uccidere mio marito”.

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Macerata

Tentarono una rapina con lo spray urticante: arrestati

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MACERATA – Gli agenti della Squadra Mobile hanno rintracciato i presunti responsabili di una tentata rapina con spray urticante commessa in una pizzeria del centro. Si tratta di un tunisino di 34 anni e di un italiano di 54 che condividono un appartamento a Corridonia. Entrambi, che hanno precedenti alle spalle, sono stati denunciati in stato di libertà.

I fatti si sono svolti lo scorso 19 luglio, poco dopo la mezzanotte, quando lo staff si accingeva ad abbassare le serrande. Mentre l’italiano attendeva in auto, il tunisino è entrato a volto scoperto in una pizzeria del centro di Macerata e, senza dire una parola, ha spruzzato il contenuto di una bomboletta allo spray urticante contro il titolare del locale, per neutralizzarlo e sottrargli l’incasso.

Il piano però non è filato liscio e il gestore della pizzeria, seppur raggiunto dalla sostanza irritante, ha reagito all’aggressione ed ha messo in fuga il trentaquattrenne, che ha abbandonato il locale ed è salito sull’auto del complice che lo stava aspettando all’esterno. Poi sono scappati.

I poliziotti che hanno indagato sulla vicenda però, li hanno rintracciati. Dalle indagini è emerso che i due poco prima, con la scusa di mangiare un panino, avevano fatto un sopralluogo nel locale, indossando abiti diversi da quelli utilizzati per il colpo. Abiti che sono stati ritrovati durante una successiva perquisizione. Il titolare della pizzeria di Macerata colpito dallo spray urticante durante la rapina, ha riconosciuto il suo aggressore. Infine, l’auto usata, è stata riconosciuta nella disponibilità di uno dei due, sebbene intestata ad una società.

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Macerata

Omicidio di Alika, Ferlazzo resta in cella: “Chiedo scusa”. Al vaglio la posizione della madre

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CIVITAOVA MARCHE – Convalidato l’arresto di Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, l’operaio di 32 anni che venerdì scorso ha pestato a morte l’ambulante nigeriano Alika Ogorchukwu in strada, a Civitanova Marche (Macerata). Davanti al gip di Macerata Claudio Bonifazi, nell’udienza di convalida che si è tenuta nel carcere anconetano di Montacuto, Ferlazzo, assistito dall’avv. Roberta Bizzarri, ha “collaborato, ha chiesto scusa e ha chiarito che non c’è stata alcuna motivazione di tipo razziale”. Lo ha riferito la legale di difesa al termine dell’udienza.

Come riporta l’Ansa, saranno effettuati nelle prossime ore approfondimenti sulla situazione sanitaria legata allo stato di salute mentale di Filippo Claudio Giuseppe Ferlazzo, l’operaio che ha ucciso l’ambulante nigeriano a Civitanova Marche. Allo stesso tempo verrà valutata la posizione dell’amministratore di sostegno di Ferlazzo, ovvero la madre, e sul perché si trovasse a così tanta distanza dal giovane, sempre tenendo presente quali fossero gli effettivi compiti del suo ruolo. Il profilo dell’aggravante razziale è escluso. Lo ha riferito Claudio Rastrelli, sostituto procuratore di Macerata, che indaga sulla vicenda.

E’ un soggetto “violento e con elevata pericolosità sociale”. Lo scrive il gip di Macerata Claudio Bonifazi nell’ordinanza che ne dispone la custodia in carcere. La misura è prevista anche con riferimento ad “evidenti gravi indizi di colpevolezza”: in attesa dei risultati dell’autopsia, osserva il gip, sembra evidente che il decesso sia dovuto all’aggressione. Il gip fa riferimento a un “disturbo bipolare” per il 32enne che dovrà essere approfondito.

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