IMPORTANTE! Rifugio Pomilio a Rapino sommerso da 7 metri di neve. Il proprietario è dentro e solo

Rapino. Drammatica la situazione al Rifugio “Bruno Pomilio”, sommerso dalla neve e completamente isolato. A lanciare un disperato appello è il signor Roberto Pomilio, gestore del rifugio:

“Tutti ci cercano ma nessuno fa nulla, solita burocrazia assassina, nulla vale la nostra vita per i signori che ci governano, non si pestano i piedi per non creare torti… Siamo immersi nella neve che in alcuni punti tocca i 7 mt abbiamo una strada che arriva fino davanti al Rifugio, ma per burocrazia non interessa a nessuno se non al sindaco di Rapino Rocco Micucci che ci sostiene in tutti i modi; ultima diffida fatta due giorni prima della tragedia di Rigopiano con neve di 50 cm che bloccava la viabilità ,ora ne abbiamo oltre 3 mt ….evidentemente Rigopiano non ha insegnato nulla…“.

“Per cortesia…. Avvisate tutti e fate presente la situazione, siamo circondati da tre metri di neve con accumuli di 6/7 mt. Si sono limitati a dire Prefettura e Carabinieri che pulire la strada è pericoloso…. Io attualmente sono solo al rifugio avendo mandato mia moglie e mio figlio sotto a Pescara 2 giorni prima della bufera. Ho i viveri, ma tutta la scorta per lavorare è andata persa in quanto o alimentavo la luce e telefono o i frigo…..Ora è tutto da gettare. Ci avevano assicurato dalla sala operativa della Prefettura che due turbine venute da fuori provincia sarebbero salite fino a noi. Il giorno dopo non salgono perchè pericoloso… Il bello è che volevano che lasciassi il rifugio…. Evidentemente Rigopiano non ha insegnato nulla. E’ un anno e mezzo che facciamo presente la criticità della strada ….Nulla di fatto fino ad ora. Ultima diffida due giorni prima della tragedia di Rigopiano…..sono senza parole“.
“E dire che questo rifugio è una della mete più ambite da tutti i frequentatori della montagna, una vetrina turistica per l’Abruzzo notevole, ma nulla nessuno ci aiuta,anzi se possono denigrarci ci vanno a nozze. Sono degli irresponsabili scaldiasedie, ma noi siamo Abruzzesi capa tosta…“.
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