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Fermo, studente morto a Valencia, domani a Roma un pool di magistrati spagnoli

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FERMO – Non è ancora giunto il momento di mettere la parola fine all’indagine sulla morte dello studente fermano di 24 anni, avvenuta a Valencia, dove si trovava per il progetto Erasmus, lo scorso 20 marzo.

Le autorità spagnole bollarono rapidamente il caso come suicidio. La Procura di Roma aprì un fascicolo d’inchiesta, come da prassi nei casi in cui un italiano perda la vita all’estero. La famiglia del giovane ingegnere, sebbene in un primo momento avesse accettato le conclusioni alle quali erano giunti gli inquirenti spagnoli, successivamente ha sollevato più di un dubbio sulla sorte del ragazzo.

Sono stati richiesti, ed ottenuti, nuovi accertamenti autoptici. Questi hanno evidenziato come fossero stati condotti correttamente quelli effettuati in Spagna, che non sono stati smentiti dagli esami italiani. Tuttavia qualche aspetto della ricostruzione lascia spazio a dubbi, espressi dal legale della famiglia fermana.

Atteso per domani, l’arrivo a Roma di un pool di magistrati spagnoli che, di concerto con le autorità italiane, cercheranno di dissipare ogni dubbio sulla morte del giovane.

Il corpo della vittima fu ritrovato nella sua stanza, da uno dei due ragazzi con il quale condivideva l’appartamento. La sera prima gli studenti avevano partecipato ad una festa. Le testimonianze rese dai coinquilini, ritenute attendibili dagli inquirenti spagnoli, hanno confermato che il giovane è entrato in camera da solo e che nessuno è successivamente entrato nell’appartamento. Il giovane si sarebbe tolto la vita con tre coltellate. L’ultimo colpo, quello fatale, se lo sarebbe inferto al cuore e l’arma è stata ritrovata ancora conficcata nel petto. Nessun segno di violenza. I dubbi riguardano soprattutto la modalità con la quale il suicidio sarebbe avvenuto. In camera, con la porta aperta e senza emettere nessun rumore tale da far insospettire gli altri ragazzi.

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Maltrattamenti e lesioni a Pedaso e Servigliano: attivato il codice rosso

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Interventi dei carabinieri a Pedaso e Servigliano per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali. Un uomo albanese residente a Pedaso, per almeno un paio d’anni ha vessato la propria moglie con maltrattamenti e lesioni per motivi di gelosia. A Servigliano invece i carabinieri hanno arrestato un bulgaro che ha colpito un 64enne durante una lite condominiale.

FERMO – I carabinieri di Pedaso e Servigliano hanno compiuto interventi per lesioni personali e maltrattamenti in famiglia. In seguito alla denuncia presentata da una donna e gli opportuni accertamenti, i carabinieri di Pedaso hanno denunciato per maltrattamenti in famiglia e lesioni personali un giovane albanese. In base a quanto appurato dai militi, per almeno due anni, spinto da una gelosia morbosa, ha maltrattato ed anche picchiato la propria compagna. I carabinieri hanno avviato le procedure per attivare il “codice rosso”

I militari della stazione di Servigliano invece hanno rintracciato e denunciato per lesioni graviun bulgaro di 50 anni ritenuto responsabile di aggressione nei confronti di un uomo di 64 anni. Al culmine di una lite durante una una riunione di condominio a Montappone, avrebbe minacciato e colpito l’anziano con un bastone, procurandogli una prognosi di cinque giorni per la “contusione dell’emicostato”.

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Fuggono dopo l’incidente: padre e figlio denunciati per omissione di soccorso

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FERMO – Due uomini, padre e figlio, sono stati denunciati dai carabinieri della sezione Radiomobile della Compagnia di Fermo, per fuga in caso di incidente con danni a persone ed omissione di soccorso.

In base a quanto ricostruito dai militi, in seguito ad un incidente tra la vettura sulla quale si trovavano a bordo ed un’altra, sono fuggiti senza prestare soccorso all’altro automobilista coinvolti nel sinistro, rimasto ferito in seguito allo scontro.

I carabinieri sono risaliti ai presunti responsabili grazie ai rilievi effettuati, alle testimonianze raccolte e all’esame delle immagini dei sistemi di videosorveglianza installati nella zona. Una volta individuati, hanno chiesto loro delucidazioni in merito all’incidente stradale. Uno dei due, il genitore, ha mentito, probabilmente con l’intento di sollevare da responsabilità penalia il figlio, affermando di essere stato lui al volante, ma questo fatto è stato smentito dalle ricostruzioni dei militi. Padre e figlio protagonisti della fuga dopo l’incidente stradale avvenuto a Fermo sono stati denunciati.

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Rubano dolciumi per 25 euro: denunciati due giovani

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FERMO – Hanno compiuto un furto di dolciumi per un valore di 25 euro dagli scaffali di un supermercato di a Porto Sant’Elpidio ed hanno cercato di allontanarsi, ma sono stati visti dal personale che ha chiamato i carabinieri. Sono stati così denunciati due giovanissimi per rapina impropria.

Una guardia giurata ed un’impiegata hanno provato a bloccare la coppia di ladruncoli, che però, strattonando i due, è riuscita a guadagnare l’uscita. I carabinieri, arrivati poco dopo, si sono messi subito sulle loro tracce, individuandoli poco dopo.

Nonostante la giovane età, uno dei due era già noto alle forze dell’ordine, un giovane di Montegranaro. Con lui una ragazza poco più che ventenne di Fermo. Dopo che sono stati riconosciuti come gli autori del furto di dolciumi, i “Bonnie and Clyde” del furto dei dolciumi commesso a Porto Sant’Elpidio sono stati denunciati per rapina impropria.

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