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Macerata, Il mio Henghel. Il sisma non fermerà la musica a Camerino

Sabato 29 aprile concerto raccolta fondi per ricostruire le sedi delle associazioni musicali di Camerino.

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MACERATA – La Scuola civica di musica Stefano Scodanibbio di Macerata è vicina all’associazione Adesso Musica di Camerino  che ha perso le proprie sedi a seguito dei ripetuti eventi sismici. #Ilsismanonfermeralamusica è l’hashtag scelto per promuovere la raccolta fondi per la costruzione delle sedi dell’Istituto musicale Nello Biondi e della Banda città di Camerino, gravemente danneggiate dal terremoto.
A questo scopo, affinché si possa proseguire nell’attività didattica musicale, sarà devoluto l’incasso del concerto spettacolo “Il mio Henghel”, promosso dalla scuola di musica maceratese, sabato 29 aprile, alle ore 21.15, nell’auditorium  dell’Asilo Ricci.
Vincenzo Correnti (clarinetto), Matteo Morosi (trombone), Chiara Ercoli (pianoforte), Andrea Passini (contrabbasso) e Giacomo Correnti (batteria) proporranno un interessante percorso tra musica e ricordi narrato da Vincenzo Correnti, direttore della scuola di Musica Biondi di Camerino, che ha avuto la fortuna di collaborare con Henghel Gualdi, musicista e clarinettista italiano, molto conosciuto anche all’estero e da molti ritenuto il miglior clarinettista jazz italiano di tutti i tempi. Lo spettacolo propone i brani più celebri, i cavalli di battaglia di Gualdi e le composizioni firmate Gualdi-Correnti, il tutto in una nuova rilettura musicale. L’ingresso allo spettacolo è a libera offerta.

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Omicidio a Civitanova Marche, arrestata la compagna della vittima

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Al termine dell’interrogatorio in Procura, la donna è stata arrestata per l’omicidio commesso a Civitanova Marche. Davanti agli investigatori avrebbe sostenuto di aver agito per difendersi durante una violenta lite con il compagno.

MACERATA – E’ stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario la compagna del 62enne trovato senza vita nella sua abitazione di Civitanova Marche. I sospetti degli inquirenti nei suoi confronti si erano manifestati subito e a l termine dell’interrogatorio davanti al sostituto procuratore, la donna, 33 anni, è stata arrestata con l’accusa di omicidio volontario.

Lei, da poco uscita dal carcere, avrebbe sostenuto agli inquirenti che si sarebbe trattato di legittima difesa. Sarebbe stato il compagno ad aggredirla violentemente. La vittima presentava una ferita da taglio al braccio, ma avrebbe ricevuto anche una serie di colpi alla testa con un corpo contundente e nell’appartamento sarebbero ben visibili i segni di una colluttazione.

Tra i due sarebbe scoppiata una violenta lite, le cui urla hanno allarmato un coppia di origine pakistana che vive al piano inferiore. I due si sarebbero recati presso la mansarda da cui poco prima provenivano le grida, notando tracce di sangue sulle scale, ma la donna ha provato a rassicurarli, sostenendo che il compagno si fosse semplicemente ferito e che era stato accompagnato in ospedale.

Una versione che non ha convinto i vicini, i quali hanno preferito avvisare un cugino della vittima. È stato quest’ultimo, una volta entrato nell’abitazione, a trovare il corpo senza vita del 62enne. La compagna era ancora all’interno della casa.

Sul posto sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Civitanova Marche, la Squadra Mobile di Macerata, la Polizia Scientifica, i Carabinieri, la Polizia Locale e il sostituto procuratore Enrico Riccioni, che coordina le indagini.

Secondo quanto riportato da alcune testate, al momento dell’intervento delle forze dell’ordine la donna si trovava in un forte stato di agitazione, tanto da non poter fornire dichiarazioni,  e solo successivamente è stata sottoposta all’interrogatorio culminato con il provvedimento di arresto.

Restano ora da chiarire nel dettaglio la dinamica dei fatti e le responsabilità, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti per verificare se il racconto della donna trovi riscontro negli elementi raccolti durante le indagini.

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Omicidio a Civitanova Marche, 62enne trovato morto in casa: la compagna è la principale sospettata

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Il corpo di Marco Pennesi è stato scoperto nell’appartamento di via Matteotti dopo la segnalazione di un vicino. La donna è stata portata in Questura, ma al momento non risultano arresti.

MACERATA – Si chiamava Marco Pennesi, aveva 62 anni ed è la vittima dell’omicidio avvenuto nella serata di ieri a Civitanova Marche. L’uomo è stato trovato senza vita nella propria abitazione di via Matteotti, sul lungomare nord della città, al termine di un intervento della Polizia di Stato.

L’allarme è scattato intorno alle 19, quando un vicino di casa avrebbe udito delle urla provenire dall’appartamento. Non riuscendo più a mettersi in contatto con il 62enne, ha avvisato un cugino della vittima che, una volta entrato nell’abitazione, ha trovato il corpo riverso a terra in una pozza di sangue.

Secondo i primi accertamenti, Pennesi sarebbe stato colpito più volte con un’arma da taglio. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Squadra Mobile, del Commissariato di Civitanova Marche, la Polizia Scientifica, il pubblico ministero di turno della Procura di Macerata e il medico legale, che hanno effettuato i rilievi nell’appartamento.

Al momento dell’arrivo delle forze dell’ordine era presente anche la compagna della vittima, una donna italiana di circa trent’anni. La donna è stata accompagnata negli uffici della Questura, dove è stata ascoltata dagli investigatori. Al momento è la persona sulla quale si concentrano gli accertamenti, ma non risultano arresti né provvedimenti cautelari ufficialmente comunicati.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Macerata, dovrà chiarire quanto accaduto nelle ore precedenti al delitto, ricostruire i rapporti tra la vittima e la compagna e individuare il movente. Al momento non emergono conferme ufficiali sulle possibili cause dell’omicidio commesso a Civitanova Marche e gli investigatori mantengono il massimo riserbo.

Nelle prossime ore la Procura valuterà gli elementi raccolti durante i rilievi e gli interrogatori per decidere eventuali ulteriori iniziative investigative.

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Sei anni senza dichiarazioni fiscali: imprenditore del settore calzaturiero scoperto come evasore totale

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La Guardia di Finanza di Civitanova Marche ha concluso una verifica fiscale nei confronti di un imprenditore. Contestati oltre 430mila euro di imponibile sottratto al fisco e più di 68mila euro di IVA.

MACERATA – Un imprenditore operante nel settore calzaturiero è stato individuato dalla Guardia di Finanza come evasore totale al termine di una verifica fiscale condotta dai militari della Compagnia di Civitanova Marche nell’ambito delle attività di controllo economico del territorio e di monitoraggio delle imprese del distretto calzaturiero marchigiano.

L’intervento ispettivo ha preso avvio da specifiche analisi di rischio effettuate attraverso le banche dati in uso al Corpo. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il contribuente, pur avendo effettuato numerose operazioni imponibili di importo rilevante, non avrebbe presentato per diverse annualità le dichiarazioni fiscali previste dalla normativa.

Le Fiamme Gialle hanno quindi avviato una verifica ai fini delle imposte dirette e dell’Iva per gli anni d’imposta compresi tra il 2019 e il 2024. Attraverso l’esame della documentazione disponibile e la ricostruzione del volume d’affari effettivamente realizzato, gli investigatori hanno contestato una consistente materia imponibile sottratta a tassazione.

In particolare, la Guardia di Finanza ha accertato una base imponibile non dichiarata ai fini Irpef per oltre 234mila euro, una base imponibile ai fini Irap per circa 130mila euro e un’Iva dovuta per oltre 68mila euro.

Alla luce delle violazioni rilevate, il reparto operante ha richiesto la cessazione della partita Iva dell’imprenditore di Civitanova Marche scoperto evasore totale e la sua esclusione dalla banca dati VIES, il sistema che consente agli operatori economici di effettuare operazioni commerciali intracomunitarie.

L’attività si inserisce nell’ambito delle azioni di contrasto all’evasione fiscale e all’economia sommersa svolte dalla Guardia di Finanza. Secondo il Corpo, fenomeni di questo tipo producono un danno alle entrate pubbliche e alterano le condizioni di concorrenza, penalizzando le imprese che operano nel rispetto delle regole.

L’operazione conferma l’attenzione riservata dagli organi di controllo al distretto calzaturiero marchigiano, uno dei comparti produttivi più importanti dell’economia regionale e nazionale.

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