FANO – Martedì scorso, tre imprenditori sono stati condannati in primo grado per frode fiscale dal giudice Elisabetta Morosini. In base agli accertamenti delle fiamme gialle, coordinate dal sostituto procuratore Fabrizio Nardone, avrebbero sottratto al fisco una cifra di circa 20 milioni di euro. Nello specifico hanno omesso di dichiarare ricavi per  16.971.758 ed IVA per 3.644.352.

L’indagine, denominata “Carpentarius”, è stata condotta dal 2012 al 2015. Gli inquirenti hanno scoperto il meccanismo fraudolento attuato da una fittizia cooperativa di carpenteria edile fanese. Questa operava come una vera e propria “impresa” con finalità esclusivamente lucrative godendo, indebitamente, di benefici fiscali e ponendosi sul mercato a prezzi concorrenziali.

L’amministratore della cooperativa, ritenuto l’ideatore della truffa, è stato raggiunto già nel 2014 da sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di beni equivalenti a circa 3,6 milioni di euro.

In seguito alla sentenza arrivata nei giorni scorsi, sono stati sequestrati altri beni dal valore complessivo di 1,2 milioni di euro. Si tratta di una villa lussuosa, un’auto, quote societarie e conti correnti.