Ancona: donna partorisce una bambina in Grecia e non torna in Italia, la battaglia del padre marchigiano per riaverla

Vi raccontiamo una storia di coraggio e determinazione, di amore e di giustizia. E' la storia di un padre marchigiano Emilio da Sassoferrato che non vede sua figlia da più di un anno. Emilio sta lottando tenacemente per riportarla in Italia e noi de “Il Martino” lo seguiamo in questa dura e coraggiosa battaglia.

Questa vicenda inizia nel dicembre del 2015 quando la moglie di Emilio, una donna greca, in attesa del loro primo figlio, chiede al marito di poter partire da Sassoferrato perché desidera partorire nel suo paese con la vicinanza della sua famiglia di origine. Emilio asseconda il suo desiderio, nonostante le sue perplessità, pur di agevolarla nella parte finale della gravidanza. La moglie parte dunque per Atene accompagnata dal marito circa due mesi prima del parto (termine ultimo per poter prendere un volo aereo per una gestante) ed a Febbraio 2016 da’ alla luce una bellissima bambina. La donna però non accenna a voler tornare a casa in Italia con la neonata, nonostante con Emilio avesse concordato di tornare a Sassoferrato dopo al massimo due o tre mesi (prove alla mano depositate nei Tribunali).

Vista la resistenza della moglie, l’uomo si rivolge così al tribunale per veder riconosciuti i suoi diritti e soprattutto quelli della piccola ed ovviamente per poter esercitare compiutamente il suo ruolo di padre. Ma la giustizia italiana finora non è stata dalla parte di Emilio dato che il Ministero di Grazia e Giustizia a livello nazionale ed il Tribunale Ordinario, quello dei Minorenni e la Procura di Ancona a livello locale, si sono, in maniera del tutto inaspettata rispetto ad altri casi analoghi nazionali ed internazionali, dichiarati “incompetenti territorialmente” a prendere decisioni riguardanti la piccola oppure sono rimasti nella totale inerzia.

Questa situazione di “stallo” delle competenze deriverebbe dal fatto che essendo nata in Grecia, la bimba, secondo questa loro assurda interpretazione, risulterebbe “abitualmente residente” in territorio greco. Tutto ciò è inammissibile e contraddittorio considerato che in termini di diritto il “centro di interessi della bambina” è ovviamente Sassoferrato, luogo dove il nucleo familiare ha risieduto per ben due anni.

Emilio ha così richiesto il rimpatrio immediato della minore direttamente al Tribunale di Atene ai sensi della Convenzione dell’Aja del 1980 e del Regolamento Bruxelles II Bis 2201/2003. Il giudice greco ha accolto il ricorso di Emilio, sospendendo però il giudizio rimandando alla Corte di Giustizia europea l’interpretazione del concetto di “residenza abituale” in un caso non contemplato finora, quindi da interpretare. Per il giudice europeo, però, nelle conclusioni, l’interesse della bambina non sarebbe pregiudicato se la stessa rimane in Grecia senza il padre, che può comunque usufruire dei diritti di visita, come se con qualche visita sporadica si potesse risolvere la questione…

Una vera ingiustizia a detta di Emilio che vuole crescere sua figlia, non fare il turista!

A sostenere Emilio in sede europea l’Inghilterra che si è costituita in suo favore, ma non l’Italia, mentre a difesa della donna si è costituito lo stato ellenico, “cosa che ha colto tutti di sorpresa” – afferma Emilio –  “anche i miei espertissimi Legali, che sono rimasti molto perplessi da questa <anomalia> del tutto inconsueta in casi del genere.”

“Come si può pensare che un neonato abbia il “centro degli interessi” (affettivi, economici, ecc.) in un paese dove è trattenuto unilateralmente sin dalla nascita e contro la volontà del padre, è incomprensibile!” – continua Emilio – “oltretutto questa “interpretazione” lontana dal buon senso, potrebbe causare un pericolosissimo precedente in tutta l’UE visto che pronunce della Corte di Giustizia danno un orientamento per tutti i paesi aderenti alla Comunità Europea, mi sento di lanciare un allarme per futuri casi, non si possono accettare supinamente certe Sentenze senza che si sollevi la questione anche a livello Politico e Diplomatico! Qui si stanno calpestando i diritti di due cittadini italiani, è incredibile che non si riesca a far rientrare una bambina innocente da un paese <amico> come la Grecia, fosse stata in Siria avrei capito, ma in un caso del genere far rimanere la bimba là in virtù di un capzioso e perverso orientamento giuridico, è un abominio! Tutte le Leggi riguardanti i minori dovrebbero avere come Stella Polare il tanto decantato <supremo> interesse del minore, mi chiedo come possa esserci un interesse a rimanere senza un padre, non c’è altro da dire…”

Emilio è un fiume in piena e continua dicendo: “A onor del vero, la Corte di Giustizia Europea ha anche specificato che in casi eccezionali (e se non lo è il mio, non saprei quale possa esserlo) si possa derogare alle interpretazioni, ribadendo che solo il Giudice del rinvio (Greco) ha tutte le informazioni del caso per decidere al meglio ed io sono fiducioso.” “Inoltre una recente Sentenza del Giudice che dovrà esprimersi in Ancona che segue anche il mio procedimento giudiziario italiano, ha acclarato il diritto alla bigenitorialità come imprescindibile anche quando trattasi di bimbi molto piccoli (Articolo del Sole 24 Ore), quindi anche su questo fronte ho molta fiducia nella Giustizia Italiana nonostante gli scarsi risultati fin qui ottenuti. La stessa autorevole testata del Sole 24 Ore ha recentemente pubblicato un articolo sull’inserto “Il Quotidiano del Diritto”, evidenziando chiaramente come quanto sentenziato dalla Corte Europea nel mio caso sia “riduttivo” e “dogmatico” a sottolineare quanto l’orientamento dato mal si attanaglia ad un neonato di pochi mesi, lasciando quindi la questione nel merito nelle mani del Giudice Greco.”

“Non voglio privare mia figlia della madre – conclude Emilio ribadendo ciò che ha precisato in una intervista al giornale Cronache Ancona – ma non posso accettare di essere privato io di mia figlia che merita di crescere anche con un padre. Ora sono nelle mani del giudice greco che a brevissimo deciderà se rimpatriare o meno mia figlia e quindi sul suo futuro e sul mio, io non mi arrendo”.

A sostenere Emilio nella sua battaglia l’Associazione Penelope Marche che aiuta le famiglie delle persone scomparse che ci ha contattato e informato della sua storia…continueremo a seguire Emilio con la speranza che possa al più presto riabbracciare sua figlia e finalmente coronare il sogno di essere padre a tutti gli effetti!

Pio Di Leonardo e Noris Cretone