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Marche

Serie B: Ascoli sconfitto in casa, il Novara fa 2-1 al Del Duca

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3° giornata di campionato per l’Ascoli targato Fiorin e Maresca, sul campo casalingo del Del Duca, con tanto onore ma poca gioia alla fine di una gara strana e pazzesca, nata sotto i migliori auspici e terminata con Lanni in piedi davanti alla curva dei tifosi marchigiani come a voler chiedere scusa. Finisce 1 – 2 la gara contro il Novara che, con il minimo sforzo e una grande dose di fortuna, si porta a casa i primi 3 punti stagionali. Partenza forte per il Picchio, che al 6° minuto del primo tempo trova il vantaggio grazie alla rete di Lores Varela che riesce a rigiocare un pallone mandato sul palo da Clemenza. Ma le punizioni laterali diventano l’arma vincente di un Novara che raggiunge il pari al minuto 39 grazie a Da Cruz che sfrutta il suggerimento di Moscardi. Nella ripresa passano solo 5 minuti e i piemontesi stravolgono totalmente l’inerzia della partita, trovando il vantaggio ancora grazie a Da Cruz, prontissimo ad approfittare di un clamoroso errore di Lanni che non trattiene il pallone sul tiro di Ronaldo. Segnali comunque incoraggianti dal Picchio, che fanno ben sperare in vista del prossimo impegno in campionato, quello di Sabato 16 Settembre, alle h 15.00, sul campo dell’Empoli.

TABELLINO

ASCOLI – NOVARA: 1 – 2  6′ pt Lores Varela (Ascoli), 39′ pt e 5′ st Da Cruz (Novara)

ASCOLI (4-2-3-1): Lanni; Cinaglia, Padella, Gigliotti, Mignanelli; Carpani (78′ Rosseti), Buzzegoli; Clemenza (72′ De Feo), Lores Varela, Baldini (60′ Bianchi); Favilli. A disp: Venditti, Ragni, De Santis, Mogos, Florio, Pinto, Parlati, Addae, Perez. All. Fiorin-Maresca

NOVARA (4-2-3-1): Montipò; Golubovic, Troest, Chiosa, Calderoni; Moscati, Ronaldo; Sansone (60′ Macheda), Sciaudone; Di Mariano (69′ Del Fabro); Da Cruz (85′ Chajia). A disp. Farelli, Benedettini, Bellich, Schiavi, Orlandi, Maniero. All. Corini

ARBITRO: Marini di Roma 1 (Colella, Cecconi; Viotti)

NOTE: recupero 0+4′, ammoniti Cinaglia, Favilli (A), Moscati, Da Cruz (N) per gioco °°scorretto, Ronaldo, Chajia (N) per comportamento non regolamentare; spettatori 5376, incasso 38751,51 euro.

Ancona

Le opere di Patrizio Di Massimo in mostra a Palazzo Bisaccioni e alla Galleria Pianetti

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mostra patrizio di massimo jesi palazzo bisaccioni

La collezione di opere dense di suggestioni dell’artista jesino Patrizio Di Massimo, che vive e lavora a Londra, resteranno in mostra fino al prossimo 3 settembre.

ANCONA – Realtà e irrealtà, fantasia e ragione, trascendenza e immanenza possono consapevolmente e  inconsapevolmente coesistere. Immagini improvvise, ricordi e intuizioni, parole dette e non dette  attraversano a volte  in un baleno la mente, svaniscono in un attimo o lasciano una persistente, indelebile memoria. Il mondo interiore è immenso e libero, riteneva Byron, privo quindi di innate contraddizioni. È  l’immediata considerazione che è possibile formulare visitando la mostra, allestita a Palazzo Bisaccioni e alla Galleria Pianetti e visitabile fino al 3 settembre, di Patrizio Di Massimo, artista jesino che vive e lavora a Londra, di cui è presentata una collezione di opere dense di significati e di suggestioni.

Patrizio di Massimo ha appunto dato forma a quanto di vero e assurdo, razionale e fantastico, sacro e profano, drammatico e bizzarro riconosce in lui o immagina sia negli altri. Già il manifesto della mostra ne rende idea. Lo strano personaggio raffigurato, ‘The Milliner’ (‘Il venditore di cappelli da donna’) richiama passato e presente. Appare subito come una reinterpretazione dell’angelo ritratto da Caravaggio nel ‘Riposo nella  fuga in Egitto’. Simile è il panneggio, ma inversa è la torsione del dorso e del viso che ha tratti non più celestiali,  pagani piuttosto e quasi fauneschi, riconoscibili come quelli dello stesso autore. Il vincastro è sostituito da una canna in parte nascosta tra variopinti cappelli, forse un simbolico riferimento alla ‘vetrina’ delle sue opere. Una dissacrazione? Piuttosto un gioco vagamente ironico, una combinazione libera di ricordi, rimandi, suggestioni.

Lungo il percorso della mostra ci si accorgerà che oltre a Caravaggio e al suo vivido colorismo sono evidenti richiami anche ad altri pittori: a Bosch, soprattutto, ma anche a Dalì, De Chirico, Kirkner, F. Kahlo e chissà quanti altri. Molte sono le opere in cui l’immagine dell’autore appare sotto specie, situazioni, travestimenti, metamorfosi diverse: in maschere enigmatiche, clownesche, in lotte furibonde contro demoni e animali fantastici che lo attanagliano per assimilarlo a loro; o come un ‘Caino’ che si accapiglia con un ‘Abele’ che è un altro se stesso; o stremato come un Ulisse naufrago su una remota scogliera; o, in immagini patinate, come un giovane cavaliere in armatura splendente che salva da un incantesimo una preziosa prigioniera: o in ambienti domestici, in riposo fra morbidi cuscini, travestito da fantasma o in  costume da illusionista o da Dracula.

È così che Patrizio di Massimo vede se stesso e gli altri in una ironica e autoironica fantasmagoria di immagini. È così pure che  riesce a trasformare in fiaba e magia anche le più semplici esperienze quotidiane. Una sezione della mostra riguarda ‘Baruffe e conflitti d’interesse’ con opere in cui inserisce amici e familiari che, sotto la sua regia, si contrastano umoristicamente in lotte ridicole. In tema di pandemia raffigura ancora demoni attorno a lui disteso sul letto di una sala operatoria, nascosti fra le lenzuola, insinuati in una ferita o nelle pieghe di un camice o trasformati nel sogno di una Medusa che incombe minacciosa su di lui addormentato. Orripilanti sono quelli di un grande trittico, ‘Alla rosa bianca e al pettirosso’, che allude alla ‘Deposizione’ di L. Lotto. La ‘rosa bianca’ è una ragazza ucraina pronta a difendersi con in braccio un fucile: il ‘pettirosso’ è, sulla destra, un ragazzo russo solo, triste, pensoso. Al centro, sul lenzuolo, invece del Cristo è distesa una donna in tuta militare che sta per essere gettata in una fossa da due ambigui personaggi. È palese che all’artista la donna appare come la più innocente, sacrificata vittima della guerra. Cornice alla scena è un recinto di lapidi abbattute, su una delle quali è posato un tenero pettirosso fra orribili mostri digrignanti che spuntano ovunque. In terra, solo qualche pallido, effimero petalo di rosa, memoria di una Bellezza  perduta.

Preferibile forse lasciare la mostra di Patrizio Di Massimo con impressioni più serene; come le immagini della sua bambina ad occhi sgranati che fissa con stupore chi la guarda, che strilla alla disperata o sfoglia assorta un libro, o dorme placidamente nel lettone accanto alla mamma. Nella più poetica delle immagini, ‘On the rocks’ è ritratta sorridente, senza timori, distesa su uno sperone di roccia sospeso nel cielo notturno accanto alla mamma addormentata e al papà che guarda incantato la luna. Nell’immenso spazio celeste, il miracolo della vita.

Augusta Franco Cardinali

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Ascoli Piceno

A San Benedetto del Tronto un convegno nazionale sulla Riforma Cartabria

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convegno nazionale riforma cartabria san benedetto

L’evento formativo organizzato da Anvu e dedicato alla Riforma Cartabia applicata alle attività di polizia giudiziaria, si terrà all’auditorium Tebaldini di San Benedetto alle 9 di sabato mattina.

ASCOLI PICENO – Il prossimo sabato 27 maggio, presso l’Auditorium Tebaldini di San Benedetto del Tronto si terrà convegno nazionale dedicato alla Riforma Cartabia applicata alle attività di polizia giudiziaria, organizzata da Anvu, l’Associazione Professionale delle Polizie Locali d’Italia.

All’evento formativo parteciperà anche il sindaco Antonio Spazzafumo, mentre i relatori saranno la presidente nazionale Anvu Silvana Paci e la presidente regionale Anna Grasso. Gli accreditamenti cominceranno a partire dalle ore 8:30, mentre, dopo i saluti istituzionali del primo cittadino, i lavori del convegno nazionale sulla Riforma Cartabia applicata alle attività di polizia giudiziaria che si terrà a San Benedetto del Tronto prenderanno avvio alle ore 9:00 per poi concludersi alle 13:20.

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Macerata

Ricatti hard, abusi sessuali e atti persecutori su una minorenne: arrestato

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polizia 113 squadra mobile

MACERATA – Ha conosciuto una ragazza su TikTok, nel 2019, e dopo averla convinta a inviarle foto intime, l’ha ricattata per 4 anni, chiedendole altre foto, costringendola ad atti di autolesionismo come tagli e incisioni con spilli, autoerotismo e comportamenti lesionisti, come docce fredde notturne e induzione al vomito. Ogni volta pretendeva video e foto dei gesti della ragazzina. Oggi, l’uomo che ha perseguitato per anni con ricatti e abusi una ragazzina minorenne è stato arrestato.

Le indagini sono partite in seguito alla segnalazione della scuola frequentata dalla ragazzina, che all’epoca in cui è stata irretita era minorenne ed aveva appena 14 anni. La giovane proviene dal Bangladesh, così come il suo persecutore.

In diverse occasioni l’uomo, residente in un’altra provincia fuori regione, la raggiungeva in treno a Recanati o a Porto Recanati, dove la costringeva a subire abusi sessuali in qualche posto isolato delle due località. La frequenza di questo tipo di incontri era di circa una volta al mese. Oggi però, ad attenderlo a Recanati c’erano anche i poliziotti.

In un episodio, il ragazzo avrebbe picchiato e minacciato con alcuni coltellini la sua giovane connazionale. L’intimidazione era sempre la stessa: se non faceva quello che le chiedeva, lui avrebbe pubblicato sul web tutto il materiale acquisito nel corso degli anni.

Il Gip di Macerata ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere e questa mattina gli agenti della Mobile sono andati a prelevare l’autore dei ricatti e degli abusi sulla ragazzina minorenne e lo hanno condotto nel carcere di Pesaro.

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