“Cuore di rondine” la seconda emozionante raccolta di poesie di Giulietta Straccia

Giulietta Straccia, autrice di "Sapori dell'Anima" pubblicato nel 2015, presenta le sue poesie in una nuova, vibrante raccolta.

Giulietta possiede una personalità semplice ma è dotata di uno stile creativo audace, senza compromessi, con vette che toccano l’onestà dei versi incuranti delle difficoltà della vita. Le sue parole, scelte con cura, rasentano la bellezza di una lingua che non conosce freni o limiti di espressione; non si compiace dell’eccelso; non usa mezze misure.

La sua è una lingua che nasce dal profondo, istintiva e immediata, senza il peccato di onnipotenza. Libera da ogni meccanismo perverso che spinge la poesia a prostituirsi pur di arrangiare parole sconosciute ma ad effetto. Non rincorre la visibilità ma si colloca in un contesto storico che si avvicina molto a quello in cui sono vissuti i poeti di una volta, i più grandi cantori dell’animo umano.

L’autrice stessa dice: “Mi sono rigenerata nell’arte, sono rinata da me stessa per trovare la libertà”. Giulietta Straccia è membro del “Caffè Letterario Il Novecento” ed è socia dell’Associazione “I luoghi della scrittura” di San Benedetto Del Tronto. Nella prefazione di questa raccolta, Giovanna Frastalli spiega bene la poetica dell’autrice e scrive che “nello scorrere delle pagine ha ritrovato la poesia, l’arte delle parole che fissano su un foglio la realtà”.

La poesia che più mi ha colpito è stata “Fine della favola”. La favola finisce e spesso si consuma in una realtà che sembra tradire l’onestà di un sogno. Il titolo dice che c’è una fine. Ma poi, leggendo il testo poetico si capisce che l’autrice, soprattutto con il primo verso, racchiude l’essenzialità della vita. “la speranza”. E scrive: “Voglio inventare una nuova favola. Voglio denudarmi di te.” Voglio attendere. Questo “Volere” è un preludio alla speranza, alla voglia di ricominciare di nuovo, di risorgere dalle ceneri delle sconfitte.

Questo voler creare qualcosa di nuovo in cui credere ancora rappresenta il nucleo poetico che muove lo stile della sua seconda raccolta. Il suo messaggio è un rinnovarsi continuo di lacrime e sorrisi, una convivenza libera ed emozionante dove le une non escludono gli altri. Nella vita come nelle favole c’è un inizio e una fine ma, “all’alba del domani”- scrive la poestessa “io rinascerò e insieme seppelliremo le nostre ansie e scriveremo la nostra canzone”. Ancora una volta. Sono versi sinceri. Da subito si mostrano nudi, privi di quella volgarità di un linguaggio profano che attinge alla manipolazione del pensiero.

Il pensiero è istintivo, si butta di getto sul foglio , si consuma e brucia. E dalle ceneri riemerge con più forza. Per Giulietta c’è sempre una rinascita, una via d’uscita. Quest’ultima la trova sempre. La trova nelle stagioni, nel tempo, nei ricordi e in ogni “fine”. Soprattutto la trova nella sua capacità di rinnovarsi con un cuore di rondine che riaccende la speranza.