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Abruzzo

Tragedia di Rigopiano, i periti: “Hotel edificato in zona valanga”

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FARINDOLA – I periti della Procura di Pescara hanno certificato che l’Hotel Rigopiano era piena in zona valanga e che quella del 18 gennaio, che ha distrutto il noto albergo, non fu causata dalle scosse di terremoto ma dall’eccessivo carico di neve.

“Si può concludere, con una ragionevole certezza, che le scosse sismiche non hanno giocato un ruolo causale diretto per il distacco della valanga, la quale viceversa è stata innescata per carico gravitativo. L’evento del 18 gennaio può essere considerato relativamente eccezionale per la sua entità e magnitudo, ma certamente e oggettivamente prevedibile sulla base di analisi, anche routinarie, in materia di geologia, geomorfologia, nivologia, climatologia e ingegneria della montagna” affermano gli esperti.

Già a gennaio il Forum H2O aveva denunciato che l’area in cui l’hotel è stato edificato era costruita su detriti conoidi di valanghe. Dello stesso parere anche i periti Bernardino Chiaia, Igor Chiambretti e Barbara Frigo: ”Il bacino valanghivo al termine del quale era ubicato l’Hotel Rigopiano dimostra di avere tutte le caratteristiche morfologiche, morfometriche, vegetazionali e nivologiche per poter essere catalogato quale un sito valanghivo soggetto a fenomeni di magnitudo anche elevata con tempi di ritorno estremamente variabili. […] Si rileva altresì una assoluta negligenza da parte dei soggetti preposti nel fatto di non aver considerato l’area in oggetto come area valanghiva, nonostante le notevoli storiche emergenti, anche in assenza di studi specifici commissionati. Ciò ha comportato l’omissione della messa in atto di  procedure di protezione e/o di opere di difesa”.

Inoltre, dalla lettura delle carte aeree, emerge anche che il vallone che insiste sulla località di Rigopiano mostra evidenti e numerose tracce di attività valanghiva avvenuta nel corso dell’inverno 1944-1945.

L'Aquila

Roseto, arrestati due minorenni per spaccio, avevano hashish e cocaina

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cc carabinieri 112 volante

Notati da una pattuglia, hanno cercato di nascondersi, ma non sono passati inosservati ai carabinieri. Sono stati così arrestati per spaccio a Roseto due ragazzi minorenni che avevano un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti.

Lo stupefacente sequestrato dai carabinieri

TERAMO – I carabinieri stavano perlustrando il lungomare, per prevenire eventuali tentativi di furto negli stabilimenti balneari chiusi, quando hanno notato due sagome nel retro di un locale che, alla vista della pattuglia, hanno cercato di nascondersi. Si tratta di due minorenni sorpresi in possesso di un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti, che sono stati arrestati per spaccio a Roseto degli Abruzzi.

Il loro tentativo di passare inosservati non è sfuggito ai carabinieri che li hanno fermati e perquisiti. I due ragazzi avevano 75 dosi di hashish, complessivamente circa 50 grammi, oltre a 2 grammi di cocaina suddivise in 3 dosi. I due ragazzi avevano anche due bilancini di precisione. Tutto lo stupefacente è stato sequestrato, mentre i due giovani sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio e sono stati accompagnati al Centro Prima Accoglienza de L’Aquila, in attesa dell’udienza di convalida.

I carabinieri sono al lavoro ora per capire chi possa aver ceduto ai due minorenni arrestati per spaccio a Roseto le sostanze stupefacenti e a chi fossero destinate. Le indagini sono dirette dalla Procura presso il Tribunale dei Minorenni de L’Aquila.

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Abruzzo

Aborto in Abruzzo: utilizzo Ru486 raddoppiato nel 2021. Obiettori tra 75 e 90%

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PESCARA – Impennata di Ru486 nel 2021 in Abruzzo. Nel 2019 l’utilizzo del farmaco per l’interruzione di gravidanza aveva visto 196 utilizzatori che nel 2020 erano saliti a 214. Lo scorso anno sono stati invece 527 i casi in cui le donne ne hanno fatto ricorso. Un aumento di ben oltre il 100%, soprattutto nella provincia di Teramo.

Stabili invece le interruzioni di gravidanza, che si attestano a 1300 circa l’anno. Come riporta l’Ansa, con una nota del 2021 la Regione Abruzzo aveva raccomandato la somministrazione della Ru486 in ambito ospedaliero e non consultoriale, a maggior tutela delle pazienti in caso di effetti avversi che nei consultori potrebbero non essere trattati adeguatamente.

Per quanto riguarda gli obiettori di coscienza nella Asl di Pescara sono oltre 90 per cento mentre per le interruzioni di gravidanza c’è un’unità operativa specificamente dedicata alle Ivg a Penne. A Teramo gli obiettori arrivano all’80%, e le interruzioni si fanno all’ospedale di Teramo; a Chieti obiettori oltre il 90%. Le interruzioni si fanno all’ospedale Lanciano. Per L’Aquila le interruzioni si effettuano all’Aquila e Avezzano. La media degli obiettori nella Asl è del 75 per cento.

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Abruzzo

Abruzzo: “Siamo tutti Protezione civile”, prevedere per prevenire

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L’AQUILA – Venerdì 30 settembre dalle 16:00 alle 23:30, all’Aquila (Piazza Duomo) si rinnoverà l’evento “SHARPER – LA NOTTE DEI RICERCATORI” promosso e organizzato dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso con la collaborazione del Comune dell’Aquila, del Gran Sasso Science Institute e della Regione Abruzzo.

Oltre ad offrire un programma vario e multidisciplinare, quest’anno l’evento sarà ancora più ricco grazie alla partecipazione dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile che metterà in campo professionalità e mezzi della protezione civile regionale a testimoniare l’impegno in favore della prevenzione e della sicurezza.

“La protezione civile è un sistema di persone, professionalità, mezzi e conoscenze che possono fare la differenza quando si è esposti ad un rischio ambientale” ha detto Mauro Casinghini, direttore dell’Agenzia di PC”. “Le decisioni in fase di emergenza devono essere prese in tempi rapidi”, ha aggiunto, “ma per costruire la consapevolezza del rischio c’è bisogno di studio e di collaborazione tra le istituzioni e il cittadino” “Tutti abbiamo un ruolo importante per proteggerci e per proteggere gli altri e quella di SHARPER rappresenta un’occasione importantissima per sensibilizzare e diffondere la cultura della prevenzione e delle buon pratiche, a cominciare dai più piccoli che potranno giocare e sperimentare insieme agli operatori di protezione civile”. 

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