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Abruzzo

Avezzano, scoperta maxi evasione da 15 milioni di euro

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AVEZZANO – La Guardia di Finanza di Sulmona ha sequestrato conti correnti bancari e postali e beni immobili per circa 1.100.000 euro all’amministratore pro-tempore di una società marsicana del settore della coltivazione e del commercio di prodotti agricoli.

L’uomo è ritenuto responsabile di avere occultato e distrutto documenti contabili e di non avere dichiarato i redditi. Dalla complessa verifica fiscale eseguita dai finanzieri sarebbe emerso che la società, benché per 2011 e 2012 avesse regolarmente presentato le prescritte dichiarazioni, in realtà avrebbe operato ed effettuato operazioni commerciali attraverso cessioni di beni e prestazioni di servizi, conseguendo, dal 2011 al 2014, ricavi per oltre 15 milioni in totale evasione di imposta.

Nei confronti dell’indagato, è scattata la misura interdittiva del divieto di esercitare l’ufficio direttivo di amministratore e legale rappresentante dell’impresa per dodici mesi.

Abruzzo

Area di crisi Piceno-Val Vibrata: firmata intesa per proroga indennità anche nel 2021

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ASCOLI PICENO – “Con l’intesa di oggi si conclude un percorso virtuoso sotto il profilo del costruttivo confronto con le parti e a lungo caldeggiato dalla Regione Marche, a sostegno dei lavoratori marchigiani licenziati da unità produttive ubicate nei comuni dell’area di crisi che per parecchi mesi erano rimasti sprovvisti dell’ammortizzatore riconosciuto ai soli lavoratori della parte abruzzese dell’Accordo di programma Piceno Val Vibrata.” Così l’assessore al Lavoro , Stefano Aguzzi che  oggi pomeriggio, insieme all’assessore al Bilancio e alle aree di crisi complessa, Guido Castelli hanno firmato con l’INPS e le parti economiche e sociali ( Confindustria Marche, Confartigianato Marche, Cna Marche, Claai Marche, Confcommercio Marche, Abi Marche, Confesercenti Marche, Confcooperative, Agci Marche, Confprofessioni, Cgil Marche, Cisl Marche, Uil Marche, Ugl, Confapi Marche, Lega Coop Marchel’Intesa per la proroga della mobilità in deroga 2021.

L’Atto sottoscritto segue un analogo accordo firmato il 5 maggio scorso per la proroga della mobilità 2020, per la quale l’INPS, sulla base della documentazione trasmessa dalla Regione Marche e dal Ministero del Lavoro, ha proceduto celermente alla liquidazione delle spettanze ai 194 lavoratori che ne hanno fatto richiesta.

“ Il Piceno fa da apripista ad una modalità di accordo molto valido – ha sottolineato Castelli – e vorremmo che l’area di crisi complessa del Piceno diventasse un’infrastruttura modello di sperimentazione, confronto e laboratorio di studio per altre realtà e per tenere sotto attento monitoraggio i fenomeni appena si affaccino esigenze di intervento.” Castelli ha poi ringraziato le parti sociali e i funzionari della Regione per il complesso lavoro e il clima di collaborazione che ha portato alla sottoscrizione dell’Intesa.       

Interessati dall’Intesa sottoscritta oggi sono gli stessi lavoratori che hanno già beneficiato della proroga 2020, ovvero coloro che, alla data del 1° gennaio 2021 erano beneficiari di mobilità ordinaria (ex legge 223/91) o mobilità in deroga (ex legge n.92/2012), scaduta o in scadenza nell’anno 2021.

Le risorse utili al finanziamento dell’intervento sono quelle stanziate dalla Legge di Bilancio dello Stato n.178 del 13/12/2020 che per la Regione Marche ammontano a oltre 16 milioni di euro. Di questi, con l’accordo per l’area di crisi complessa firmato oggi, ne verranno assorbiti circa 4 milioni. 

La procedura ricalca quella già sperimentata con l’Intesa 2020 e prevede che le domande di mobilità in deroga vengano presentate dai lavoratori interessati, entro il 6 novembre  2021.Una dilazione di 15 giorni  rispetto alla data concordata in precedenza accolta dall’assessore Aguzzi e proposta in sede di firma oggi dai Sindacati. La domanda va inoltrata telematicamente alle sedi INPS territorialmente competenti in base alla residenza e, successivamente, via PEC, al Centro per l’Impiego nel cui territorio è o era ubicata la sede dell’azienda che ha proceduto al licenziamento.

Come per la proroga 2020, l’erogazione del beneficio a ciascun lavoratore interessato è condizionata alla partecipazione al programma di politiche attive predisposto dalla Regione Marche che prevede, in una prima fase, la convocazione presso i Centri Per l’Impiego competenti per territorio (Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto), la verifica della sussistenza di un Patto di Servizio Personalizzato in corso di validità o, in assenza, la stipula del Patto,e a seguire, l’erogazione delle politiche attive, a cura dei servizi specialistici di orientamento e di incrocio domanda-offerta.  La finalità è rafforzare le competenze professionali di ciascun lavoratore agevolandone la ricollocazione nel mercato del lavoro (ad es. supporto alla redazione del curriculum vitae ed alla ricerca attiva del lavoro), nonché la comunicazione al lavoratore delle opportunità offerte dai bandi regionali in essere che prevedono percorsi formativi e misure di politica attiva del lavoro (tirocini, borse, autoimprenditorialità, ecc.) a valere sui fondi regionali ed europei.

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Abruzzo

Coronavirus Abruzzo, dati aggiornati al 22 settembre: oggi 59 nuovi positivi e 95 guariti

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PESCARA – Sono 59 (di età compresa tra 1 e 88 anni) i nuovi casi positivi al Covid registrati oggi in Abruzzo, che portano il totale dall’inizio dell’emergenza a 80810. Il totale risulta inferiore in quanto è stato eliminato 1 caso, comunicato nei giorni scorsi, risultato duplicato.

Il bilancio dei pazienti deceduti registra 2 nuovi casi e sale a 2539 (si tratta di un 68enne della provincia di Chieti e di un 58enne della provincia di Pescara).

Nel numero dei casi positivi sono compresi anche 76352 dimessi/guariti (+95 rispetto a ieri).  

Gli attualmente positivi in Abruzzo (calcolati sottraendo al totale dei positivi, il numero dei dimessi/guariti e dei deceduti) sono 1919* (-39 rispetto a ieri). 

*(nel totale sono ricompresi anche 418 casi riguardanti pazienti persi al follow up dall’inizio dell’emergenza, sui quali sono in corso verifiche)

78 pazienti (-4 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica; 4 (-2 rispetto a ieri) in terapia intensiva, mentre gli altri 1837 (-33 rispetto a ieri) sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. 

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 3153 tamponi molecolari (1388078 in totale dall’inizio dell’emergenza) e 3436 test antigenici (794045). 

Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari e test antigenici del giorno, è pari a 0.89 per cento. 

Del totale dei casi positivi, 20480 sono residenti o domiciliati in provincia dell’Aquila (+3 rispetto a ieri), 20602 in provincia di Chieti (+10), 19577 in provincia di Pescara (+27), 19364 in provincia di Teramo (+17), 667 fuori regione (+2) e 120 (-1) per i quali sono in corso verifiche sulla provenienza. 

Lo comunica l’Assessorato regionale alla Sanità. 

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Abruzzo

Calendario Venatorio 2021 in Abruzzo, Pepe: “Ancora caos sulle preaperture e sull’addestramento dei cani”

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Caccia (Il Martino - ilmartino.it -)

TERAMO – Il Consigliere e Vice Capogruppo Regionale del Pd Dino Pepe ritorna sull’argomento del Calendario Venatorio 2021 varato dalla Giunta Regionale che disciplina l’attività cinofila e venatoria per l’intero anno, denunciando altre gravi ripercussioni già all’indomani della sua attuazione. “Le previste preaperture del 11 e 12 infatti sono piovute a ciel sereno il giorno prima (il 10 settembre) all’insaputa dei cacciatori e degli organi di vigilanza, provocando solo danni” stigmatizza Dino Pepe. “Innanzitutto nella nostra regione è risaputo che le specie cacciabili dal 1 settembre(corvidi e merlo) non sono specie faunistiche oggetto di caccia, per cui resta l’eufemistico dubbio si sia trattato di una sorta di “liberi tutti” che, di fatto, ha consentito solo a “pochi intimi” di andare col fucile nella confusione generale e inducendo, magari, anche qualcuno in peccati di bracconaggio…”. 

Inoltre – prosegue Pepe – l’attività cinofila che la legge prevede della durata di un mese e che precede l’apertura è stata quasi completamente soppressa. Il documento infatti ha previsto l’addestramento dei cani a partire dall’11 settembre, ma di fatto considerando che l’11 e il 12 c’è stata la preapertura ai corvidi e il 19 si è riaperta la caccia in forma vagante al merlo (una pantomima indicibile), praticamente le attività cinofile sono durate appena 4 giornate (13, 14, 16 e 17 settembre). Ora l’addestramento cani è definitivamente soppresso perché il calendario vieta l’addestramento durante le giornate di caccia (altra paradossale norma del calendario regionale) e da domenica 19 settembre scorso si è riaperta di fatto la caccia nelle cinque giornate settimanali”.

Infine – conclude il Vice Capogruppo Regionale del Pd – sabato 25 e domenica 26 settembre sono previste due giornate di preapertura alla quaglia, ma non è dato ancora sapere, leggendo il calendario sia nella parte dedicata alle aperture che nell’apposita sezione sull’utilizzo dei cani, se l’impiego dei cani sia consentito o meno. A questo va aggiunto che diverse previsioni del Calendario sono ambigue e incoerenti rispetto allintero Piano Faunistico approvato dal Consiglio Regionale. E’sotto gli occhi di tutti come l’attuale Giunta Regionale, parimenti a altri settori, stia gestendo l’attività venatoria nella più totale confusione e improvvisazione, deliberandoancora una volta un Calendario Venatorio che tra disinformazione, norme incomplete e fuorvianti, rende difficile il compito di chi vuole rispettare le leggi e di chi ha il dovere di farle rispettare”.

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