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Abruzzo

Per non dimenticare… i campi di internamento tra Marche e Abruzzo

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TERAMO – Le nostre due regioni hanno vissuto, tempo fa, in prima persona il dramma delle deportazioni di ebrei, omosessuali, rom, cinesi, profughi e oppositori politici dei regimi fascisti e nazisti. Decine sono stati i campi di internamento tra Marche e Abruzzo: vediamone alcuni tra quelli, tristemente, più noti.

Il campo di internamento di Nereto, in provincia di Teramo, è uno dei numerosi campi di internamento istituiti dal governo fascista in seguito all’entrata in guerra dell’Italia nella seconda guerra mondiale, per rinchiudervi stranieri e antifascisti. Fu operante dal luglio 1940 al febbraio 1944, con una capienza massima di 160 persone. Vi furono internati ebrei e profughi slavi provenienti dai Balcani.

Il campo di internamento di Corropoli, in provincia di Teramo, è un campo di internamento istituito dal governo fascista per accomodarvi stranieri e antifascisti. Fu operante dal gennaio 1941 al maggio 1944, con una capienza massima di circa 150 persone. Vi furono internati irredentisti slavi e comunisti italiani e, dopo l’8 settembre 1943, servì anche come campo di concentramento per ebrei.

Il campo di internamento di Tortoreto, in provincia di Teramo, situato in due distinte località (Tortoreto Alto e Tortoreto Stazione, ora Alba Adriatica), è un altro dei numerosi campi di internamento costruiti in seguito all’entrata in guerra dell’Italia, per stranieri e antifascisti. Fu operante dal luglio 1940 al settembre 1943, con una capienza massima di 110-120 persone. Vi furono internati in prevalenza ebrei stranieri.

Il campo di internamento di Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo, fu operante dal giugno 1940 al giugno 1944, con una capienza massima di circa 150 persone. Vi furono internati ebrei (in prevalenza tedeschi) e cinesi. Era situato accanto al santuario di San Gabriele dell’Addolorata (vedere foto).

Il campo di internamento di Notaresco poteva ospitare fino a 141 internati (90 nel primo edificio e 41 nel secondo), per lo più ebrei stranieri oppure apolidi e, a partire dalla primavera del 1942, anche partigiani della Dalmazia e dell’Istria. Fino al luglio 1943 il campo fu sovraffollato. Le condizioni igieniche-sanitarie erano pessime, non vi erano riscaldamento, acqua calda, infermeria e mancavano persino i servizi igienici.

Il campo di internamento di Casoli, in provincia di Chieti, fu istituito dal governo fascista in seguito all’entrata dell’Italia nella II guerra mondiale, per detenere, ancora, stranieri e antifascisti. Funzionò dal luglio 1940 al settembre 1943, con una capienza massima di 80-90 persone. Vi furono internati dapprima profughi ebrei, provenienti dalla Germania e dall’Austria, e quindi stranieri “ex-jugoslavi”.

Il campo di internamento di Lama dei Peligni, in provincia di Chieti, fu operante dal luglio 1940 al settembre 1943, essenzialmente con funzioni di smistamento e transito, con una capienza massima di 60-70 persone. Vi furono internati vari gruppi di stranieri e apolidi, inclusi ebrei.

Nelle Marche troviamo il campo di internamento di Urbisaglia, che venne allestito, tra il giugno 1940 e l’ottobre 1943, nella villa Giustiniani Bandini presso l’Abbadia di Chiaravalle di Fiastra. È uno dei numerosi campi di internamento istituiti dal governo fascista al momento dell’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale.

Il campo di prigionia di Servigliano venne realizzato nel 1915 per i prigionieri di guerra austriaci durante la Grande Guerra. In seguito all’entrata in guerra dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, il governo fascista lo usò come campo di prigionia militare (gennaio 1941-settembre 1943). Dopo l’8 settembre, la Repubblica Sociale Italiana insieme agli occupanti tedeschi ne fece poi un campo di concentramento e transito provinciale, per radunarvi civili stranieri ed ebrei in attesa di deportazione (ottobre 1943-giugno 1944).

La lista è ancora lungo, troppo. Lo scorso anno è stato segnato da misere polemiche e episodi antisemiti e, spesso, razzisti. Che questi luoghi della memoria servano a ricordare al mondo il male che, poche decine di anni fa, è stato commesso verso persone innocenti. E a far sì che tutto ciò non accada mai più!

Teramo

A Martinsicuro sarà montata una ruota panoramica

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ruota panoramica Martinsicuro

MARTINSICURO – Tra qualche mese presso il lungomare nord, sarà montata una ruota panoramica. Il Comune non ne ha ancora dato ufficialmente notizia, ma non ha nemmeno smentito ed ha anticipato che diramerà maggiori dettagli. Si tratta dell’attrazione che nel 2019 svettava in piazza Mar de la Plata, a San Benedetto del Tronto.

La notizia è stata riportata da un quotidiano on line marchigiano, che ha raccolto le dichiarazioni del proprietario della giostra, Manuel Rambelli, il quale ha confermato. In base a quanto riportato, il titolare e l’amministrazione comunale sambenedettese non avrebbero trovato l’intesa, anche a causa dell’aumento dei costi demaniali e per lungaggini burocratiche, che invece sarebbero state superate nel comune truentino.

La ruota panoramica pertanto sarà installata sul lungomare di Martinsicuro e non a San Benedetto del Tronto, presumibilmente per il periodo di Pasqua.

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Chieti

Assalto nella tabaccheria: compie una rapina a mano armata e fugge

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Il malvivente aveva un coltello. Rubate sigarette e 800 euro in contanti.

ATESSA – Assalto nella tabaccheria “Za Rosina”, sita in località Monte Marcone, molto nota in tutto il paese, ieri sera intorno alle ore 19:30. Quando oramai la titolare si stava accingendo a chiudere l’attività, un uomo ha bussato per entrare. La donna ha aperto pensando che fosse un cliente, in realtà era un malintenzionato armato di coltello.

Il malvivente ha utilizzato il pretesto di comprare le sigarette, ma invece di pagare ha estratto la lama ed ha minacciato e terrorizzato la titolare della tabaccheria, costringendola a dargli i soldi della cassa e sigarette, dopodiché si è dato alla fuga. Il bottino ammonta a circa 800 euro in contanti e tabacchi per un valore ancora da quantificare.

Il rapinatore è fuggito con la refurtiva, raggiungendo a piedi un complice che lo aspettava probabilmente nelle vicinanze. I due si sono poi allontanati in auto. Al momento si pensa si tratti di soggetti non collegati ad altre rapine.

Sul posto i carabinieri di Atessa, che hanno acquisito le immagini delle telecamere poste vicino l’esercizio commerciale. Sono in corso le indagini per capire chi ha fatto l’assalto nella tabaccheria.

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L'Aquila

Rissa in casa famiglia: coinvolti 7 minorenni, di cui 5 finiscono in ospedale

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Scoppia una lite tra 7 minorenni. Si lanciano oggetti e sedie e 5 di loro finiscono in ospedale.

L’AQUILA – Rissa fra i ragazzi ospiti di una casa famiglia ieri sera intorno all’orario di cena, in base al racconto di un operatore della struttura. Sette minorenni hanno iniziato a scagliarsi addosso oggetti di ogni tipo ed anche sedie. In seguito alla discussione, cinque dei sette giovani hanno riportato lesioni.
Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, che hanno trasportato i ragazzi al pronto soccorso.

La polizia, che indaga sull’accaduto, nel frattempo ha visionato le immagini del sistema di video sorveglianza, che hanno confermato il coinvolgimento dei sette minorenni. Gli agenti quindi, hanno denunciato in stato di libertà i ragazzi coinvolti nella rissa della casa famiglia. Hanno successivamente informato la Procura della Repubblica dei Minorenni dell’Aquila per il vaglio delle responsabilità penali in capo ai partecipanti.

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