Tortoreto, Unac: “Indagine droga e carabiniere inquinata, esposto a Consiglio Superiore Magistratura”

TERAMO – “Doveva essere l’indagine del secolo in materia di contrasto allo spaccio di stupefacenti, ma alla fine si sta rivelando una bolla di sapone. Mesi e mesi di intercettazioni telefoniche, pedinamenti, indagini satellitari e interrogatori che non hanno portato a nulla. Sequestri di stupefacenti: zero. Prove raccolte zero a parte qualche delazione del solito pentito, peraltro prive di riscontri oggettivi. Atti persecutori, diffamatori e denigratori nei confronti del carabiniere e del suo intero nucleo familiare. Un poliziotto indagato ma graziato dalle misure cautelari, altri carabinieri menzionati dai delatori, ma neppure sfiorati dalle indagini”.

Lo scrive in una nota l’ufficio stampa dell’Unac, il sindacato dei carabinieri e militari, che prende una posizione dura nei confronti della magistratura e dell’Arma dei carabinieri teramana in merito all’inchiesta dello scorso anno sul traffico di droga lungo la costa tra Alba Adriatica e Tortoreto, e nella quale è stato coinvolto un carabiniere allora in servizio alla stazione di Tortoreto, la moglie e altre persone, tra la quali un poliziotto della zona in servizio nelle Marche.

E’ stato pertanto presentato un esposto al consiglio superiore della Magistratura e una denuncia-querela, presentata oggi in Questura a Teramo nella quale vengono citati dieci carabinieri, quasi tutti appartenenti al nucleo investigativo provinciale, accusati di abuso d’ufficio, calunnia, omissione in atti d’ufficio, falso ideologico, diffamazione e violenza privata. La nota prende spunto dall’analisi dei legali del sindacato degli atti processuali resi noti dopo la conclusione delle indagini preliminari. Per questo aspetto, rileva l’Unac, c’è stata una segnalazione al Consiglio superiore della magistratura, che poi prevede in una fase successiva istanza di ricusazione e rimessione alla Corte Costituzionale.

“Il tutto è stato riportato in una dettagliata denuncia depositata in questura”, scrive ancora il sindacato, con la speranza che la magistratura possa fare questa volta il suo corso e non insabbiare la vicenda del carabiniere. “Un altro caso di mala giustizia che merita un immediato approfondimento sulla Riforma della Giustizia Italiana, spesso viziata da siffatte situazioni” conclude il comunicato dell’Unac.