MACERATA – Pamela Mastropietro è stata uccisa. Prima che il suo corpo fosse dilaniato, è stata raggiunta da due coltellate al fegato e da un colpo alla testa. L’orribile esecuzione sarebbe stata compiuta da più di una persona. Ne sono oramai convinti gli inquirenti.

Se già propendevano per questa ipotesi in seguito alla seconda autopsia, dalla quale erano emersi indizi di una morte violenta, i referti dell’esame istologico avrebbero dissipato ogni dubbio. Ieri il dottor Mario Cingolani, che ha effettuato anche il secondo esame autoptico su resti della giovane, ha consegnato la sua relazione al Procuratore Giovanni Giorgio.

Resta da chiarire se la ragazza avesse assunto o meno sostanze stupefacenti. La risposta arriverà insieme agli esiti degli esami tossicologici. Si deve poi accertare se sia stata violentata oppure no. I suoi organi genitali sono stati distrutti. L’ipotesi prevalente è che si sia voluto nascondere le prove di una violenza sessuale. Scartata infine quella relativa alla sparizione degli organi interni, che aveva alimentato teorie relative a presunti riti voodoo, bollate come semplici chiacchiere e fantasie.

I principali sospettati rimangono tre: Innocent Oseghale, 29 anni, Desmond Lucky, 22 anni, e Lucky Awelima, 27 anni. I tre nigeriani si trovano in carcere accusati, a vario titolo, di omicidio, vilipendio ed occultamento di cadavere e concorso in spaccio. In base ai controlli sulle cellule telefoniche, si trovavano tutti e tre nell’appartamento di Oseghale il 30 gennaio scorso, dalle 12 alle 19. Ovvero sul luogo del delitto, quando il delitto è stato consumato.

Da chiarire invece la posizione del quarto indagato, un trentanovenne nigeriano. Gli investigatori non credono sia coinvolto nell’omicidio. Ha avuto diversi contatti telefonici con i sospettati, ma non si trovava nell’appartamento.

Qui, gli inquirenti si sono trovati di fronte ad una scena che pare tratta da un thriller. O forse da un horror. Sebbene la casa di Oseghale sia stata ripulita con litri e litri di candeggina, non sono state cancellate tutte le tracce. Anzi. Impronte digitali e di piedi e mani ovunque. Tracce di sangue e biologiche, compreso liquido seminale, un po’ dappertutto, anche nella lavatrice dove pare che siano stati lavati gli indumenti della vittima e gli stracci usati durante il sezionamento. Frammenti di pelle di Pamela, anche sul balcone della casa.

Intanto continuano i riscontri sui coltelli e sulla mannaia ritrovati nell’appartamento e sui trolley che contenevano i resti della ragazza. Nel pomeriggio poi verranno effettuati rilievi anche sull’auto del tassista che per primo denunciò Oseghale. La sera dell’omicidio lo accompagnò a Pollenza, dove è stata effettuata la macabra scoperta. Aveva con sé due valigie.

Infine, sempre nel pomeriggio, si svolgeranno gli interrogatori a Lucky ed Awelima.