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Pesaro-Urbino

Pesaro, acque del porto torbide e ricoperte di schiuma

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PESARO – Questa mattina le acque del porto sono apparse torbide e ricoperte di schiuma. Il fenomeno ha interessato il bacino centrale ed il canale.

Subito è intervenuta la Capitaneria di Porto che insieme al personale dell’Arpa, ha effettuato alcuni prelievi. Dopo le analisi, si saprà cosa ha contaminato le acque e provocato la schiuma. Al momento si sa però che non emettevano cattivi odori e che non è stata registrata alcuna moria di pesci. Il fenomeno potrebbe in qualche modo essere collegato all’eccezionale bassa marea di questo periodo.

Durante i prelievi, il personale a bordo della motovedetta intervenuta, ha anche rimosso alcuni legni che ostruivano la navigazione portuale. Trasportati dai fiumi si erano depositati in punti sensibili.

Ancona

Acquaroli e Marsilio chiedono un incontro ad Aspi sulla sicurezza in autostrada

Proclamato il lutto cittadino a Montesilvano, di cui Andrea Silvestrone era originario.

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Stabili, ma critiche, le condizioni dell’unico superstite dello scontro in autostrada di sabato scorso, un bambino di 12 anni. Sale a 6 il numero delle vittime negli ultimi due mesi nel tratto tra Grottammare e Pedaso in A14. Sotto accusa i numerosi cantieri presenti in autostrada, specialmente nelle gallerie. Acquaroli e Marsilio chiedono garanzie sulla sicurezza in autostrada ad Aspi e Salvini si offre come intermediario. Autostrade per l’Italia replica che i lavori stanno procedendo quanto più speditamente possibile.

PESCARA – E’ il giorno della rabbia e del dolore a Montesilvano, dove è ancora forte lo shock per la tragedia capitata alla famiglia Silvestrone dopo il terribile incidente di sabato scorso, 4 febbraio, in cui il campione paraolimpico Andrea e i suoi figli di 14 e 8 anni, hanno perduto la vita. Stabili, ma critiche, le condizioni dell’unico superstite, il terzo figlio del tennista, di 12 anni. Attualmente si trova ricoverato presso il reparto di Rianimazione pediatrica dell’ospedale materno infantile Salesi di Ancona, dove è stata accompagnata per stargli vicino la madre, ancora in stato di shock. Intanto gli automobilisti, esasperati daa presenza dei cantieri in quel tratto di autostrada, chiedono maggior sicurezza e i presidenti di regione Acquaroli e Marsilio chiedono un incontro ad Aspi.

A Montesilvano, da dove Silvestrone proveniva, è stato proclamato il lutto cittadino. Ma insieme al cordoglio, crescono anche la rabbia e la frustrazione per una situazione che sta diventando insostenibile. Con le morti di sabato scorso, sale a sei il numero delle vittime negli ultimi due mesi in autostrada A14, nel tratto tra Pedaso e Grottammare. E la causa di un’incidenza così alta di incidenti stradali secondo molti va imputata alla presenza di numerosi cantieri stradali.

I lavori in autostrada hanno preso avvio nel 2018 e dovrebbero vedere la conclusione nel 2024. Nel 2023 dovrebbero essere completati i principali lavori nelle gallerie. Ma una convivenza di due anni con un incidenti mortali a cadenza quasi settimanale non è sostenibile.

Per questo motivo i presidenti di Regione Abruzzo e Marche, Marco Marsilio e Francesco Acquaroli, hanno chiesto a gran voce un vertice sulla sicurezza con Autostrade per l’Italia. Marsilio chiede di «garantire sicurezza agli automobilisti», mentre è più tranchant la posizione di Acquaroli che ha definito la situazione «inaccettabile» ed ha chiesto la sospensione dei lavori fino a che non saranno garantite condizioni di sicurezza accettabili. Il ministro del Trasporti Matteo Salvini si è detto disposto ad ospitare presso il ministero da lui presieduto un incontro al più presto.

Sui lavori si è espresso il direttore della gestione della Rete di Aspi, Fernando De Maria, che ha reso noto che in base alle nuove linee guida diramate nel 2020, sono necessarie operazioni di verifica della struttura e relative all’impermeabilizzazione. I tratti in questione, vetusti, richiedono determinate operazioni di manutenzione e di impermeabilizzazione. Per rendere più veloci possibili i lavori Autostrade per l’Italia li sta portando avanti parallelamente su cinque gallerie e, rende ancora noto De Maria, gli interventi saranno programmati quanto più possibile di notte, per risultare il meno invadenti possibili. Ma ha anche chiarito che i lavori non possono essere fermati e che il ventaglio delle opzioni possibili è molto limitato.

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Pesaro-Urbino

Piobbico, precipita durante la “chiodatura” del percorso: morto scalatore di 54 anni

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ragazzi bloccati sul Corso Grande recuperati dal soccorso alpino speleologico Corno Grande

PESARO-URBINO – Tragedia la notte scorsa sulla falesia Balza della Penna a Piobbico, dove un esperto scalatore intento alla “chiodatura” di un nuovo percorso di arrampicata, è morto dopo essere caduto e precipitato da un’altezza di 20 venti metri.

La “chiodatura” è l’operazione di posizionamento dei chiodi lungo il percorso. L’uomo che ha perso la vita ieri notte aveva 54 anni. Le operazioni di ricerca e recupero della salma sono state condotte dal personale del Soccorso Alpino e Speleologico. L’allarme era stato dato nel pomeriggio dalla fidanzato dello scalatore, che non aveva più ricevuto sue notizie.

In seguito alle segnalazioni fatte dalla donna anche alla sua cerchia di amici e appassionati della montagna, alcuni climber si sono recati nei luoghi nei quali si erano perdute le tracce dello scalatore. Lo hanno cercato per tutto il pomeriggio, ma quando è calato il sole, non lo avevano ancora trovato. Nel frattempo anche 8 operatori del Soccorso ALpino e Speloelogico si erano messi all’opera.

La macabra scoperta l’hanno compita due amici della vittima. Il corpo dello scalatore precipitato durante la chiodatura e morto dopo una caduta di 20 metri, si trovava alla base della parete sulla quale stava operando. La salma è stata composta e trasportata a valle. Sul posto anche vigili del fuoco e carabinieri.

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Ancona

XIII Congresso Cgil Marche, Santarelli confermato segretario regionale

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Si è svolto il 30 e il 31 gennaio il XIII Congresso della Cgil Marche, alla presenza di 300 delegati e del segretario nazionale Emilio Miceli. Giuseppe Santarelli confermato segretario regionale: «Le Marche sono al declino, necessario un patto per il lavoro di qualità».

ANCONA – La due giorni del XIII Congresso regionale della Cgil Marche alla Mole Vanvitelliana, gli scorsi 30 e 31 gennaio, di Ancona si è chiusa con la conferma a segretario regionale di Giuseppe Santarelli. Presente, insieme a 300 delegati, il segretario nazionale Emilio Miceli. I lavori di preparazione al congresso hanno interessato oltre 27 mila iscritti, che hanno discusso nel corso di 1783 assemblee.

Emilio Miceli segretario nazionale Cgil (Foto di Pierpaolo Mascia).

A conclusione dei lavori, Emilio Miceli ha affermato: «Siamo ad un nuovo passaggio storico della crisi del lavoro: oscilliamo tra i rider, ormai metafora del lavoro sfruttato, le enormi sacche di lavoro intellettuale sottopagato e la disintermediazione di fronte all’orizzonte dell’intelligenza artificiale. Una crisi che ci cade addosso in virtù dei processi di transizione emergenti”. Per quanto riguarda le Marche, Miceli ha sottolineato che «si è messi a dura prova: il modello di internazionalizzazione che ha fatto delle Marche una regione avanzata è stato colpito dal Covid e anche dall’interscambio con la Russia. Perciò, questa crisi è eccezionale a tutte le latitudini: al centro come al nord e al sud».     

Giovani, lavoro, sanità i punti su cui vuole concentrarsi Santarelli, confermato segretario regionale al XIII Congresso Cgil Marche, che ha affermato: «Le Marche sono al declino, l’Europa stessa ci ha declassato, con l’Abruzzo e l’Umbria, tra le regioni in transizione. Abbiamo perso ben 24 punti percentuali di Pil procapite in 20 anni, -16% di perdita di valore aggiunto della nostra economia. Le Marche sono diventate una terra di conquista dove i grandi marchi colgono i vantaggi legati alla professionalità: oltre 60 imprese sono passate di mano da proprietà marchigiane a grandi multinazionali o a fondi finanziari tra il 2005 e il 2021. Dal 2011 al 2020 sono stati oltre 5mila i giovani laureati marchigiani che hanno lasciato la regione. Troppo povere le retribuzioni con  una media 19.400 euro lordi annui, sotto la media nazionale e anche rispetto alle regioni del centro. La giunta regionale aveva puntato tutto sulla sanità ma è stato un fallimento». Di fronte a questo, secondo Santarelli «la  giunta è solo preoccupata di dare risposte ai campanilismi, non ha fatto nulla».

           

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