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Abruzzo

Vasto: si segue la pista del pizzo per gli spari al ristorante

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Carabinieri notte (ilmartino.it)

VASTO- Cinque colpi di pistola in sequenza. Il rumore della porta di vetro forata da quegli spari ma neanche uno squillo alle forze dell’ordine. Telefoni muti. Difficile credere che neppure un residente abbia sentito gli spari contro la vetrata del ristorante Sunrise alle 2,30 di notte. Ma Vasto ormai ha paura. C’è sempre più omertà in città e la malavita diventa padrona. Hanno crivellato di colpi l’ingresso di un locale ma il titolare è stato avvisato il mattino dopo. Le forze dell’ordine non riescono a nascondere la preoccupazione per quello che accade. I carabinieri che indagano sulla sparatoria non escludono nessuna pista ma ritengono l’intimidazione politica il movente meno credibile. Il figlio dei titolari è un simpatizzante del M5S ma se chi ha sparato nutriva rancore contro il M5S avrebbe puntato più in alto. Il lungo colloquio del maggiore Amedeo Consales, comandante della Compagnia di Vasto dei carabinieri, con i titolari del locale, racconta la ricerca di un movente diverso. Qualcuno ha voluto spaventare i titolari del Sunrise. Sta prendendo consistenza l’ipotesi del pizzo. Del resto per Vasto non sarebbe la prima volta. I processi Histonium 1 e Histonium 2 hanno raccontato anni di incendi dolosi, rapine, agguati e sparatorie . Ed è ancora in corso a Pescara il processo a 105 imputati finiti nei guai con l’operazione “Isola felice” che ha individuato cellule della ’ndrangheta nel Vastese

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L'Aquila

Resta in carcere uno dei palestinesi arrestati per terrorismo a L’Aquila, nuovo processo per gli altri due

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corte di cassazione

La Cassazione ha confermato la detenzione in carcere per Anan Yaeesh, uno dei palestinesi arrestati a L’Aquila con l’accusa di terrorismo. Negata l’estradizione in Israele: avrebbero subito «trattamenti disumani».

L’AUILA – La Cassazione ha confermato il carcere per Anan Yaeesh, mentre gli altri due palestinesi arrestati a L’Aquila lo scorso 29 gennaio con l’accusa di terrorismo, li Saji Rabhi Irar e Mansour Doghmosh, il Tribunale del Riesame valuterà la misura cautelare da applicare.

I tre resteranno in Italia, dopo che è stata negata l’estradizione in Israele dove la Corte ha riconosciuto che avrebbero ricevuto «trattamenti disumani».

I tre sono accusati a vario titolo di far parte del Gruppo di risposta rapida Brigate Tulkarem, parte delle Brigate dei martiri di Al-Aqsa, organizzazione che l’UE riconosce come terroristica.

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Pescara

Francavilla al Mare, a 8 mesi dal crollo riapre la galleria San Silvestro

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crollo-galleria-pescara-san-silvestro

Lo scorso novembre, a causa di una forte ondata di maltempo e piogge intense, nella galleria che collega Pescara e Francavilla si verificò un crollo.

PESCARA – Si trova sulla Strada Statale 714 “Tangenziale di Pescara”, ma ricade nel territorio comunale di Francavilla al Mare, la galleria San Silvestro che oggi è stata riaperta al traffico dopo quasi 8 mesi.

A Darne notizia, proprio la prima cittadina Luisa Russo che attraverso i propri canali social ha mostrato il transito delle prime auto: «Ce l’abbiamo fatta! Da oggi la galleria San Silvestro sarà finalmente riaperta al traffico».

La Galleria è stata chiuso al traffico dopo il crollo verificatosi lo scorso 22 novembre, a causa delle forti piogge. Quel giorno, un ammasso di detriti si staccò dalla volta della galleria proprio mentre stava passando un’auto. Fortunatamente nessuno rimase ferito nell’incidente, ma il collegamento è stato chiuso per pèermettere i lavori di restauro e messa in sicurezza.

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Teramo

Presa banda del bancomat di Cerignola: colpi anche a Martinsicuro e Alba Adriatica

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rapina ordigno postamat martinsicuro poste

Gli agenti della Questura di Foggia hanno arrestato una persona e sottoposto ad obbligo di dimora altre tre, perché ritenute membri della banda di Cerignola responsabile di diverse rapine con esplosivo ai danni di bancomat e casse automatiche. Tre i colpi a loro attribuiti quello alle Poste di Martinsicuro e quello tentato all’Unicredit di Alba Adriatica.

TERAMO – Sono quattro le misure cautelari applicate dagli agenti foggiani nei confronti dei presunti membri di una banda di Cerignola dedita alle rapine ai bancomat, mediante l’impiego di esplosivi. Uno è stato arrestato, mentre per gli altri è scattato il divetto di dimora. La banda avrebbe agito anche in Abruzzo, prima tentando un colpo all’Unicredit di Alba Adriatica e poi facendo saltare l’atm delle Poste di Martinsicuro.

Le accuse nei confronti degli indagati sono di associazione a delinquere, rapina, furto in esercizi commerciali, detenzione di armi e fabbricazione di manufatti artigianalmente.

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