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Abruzzo

Passeggiando per l’Abruzzo: la magnifica Torre del Cerrano di Pineto

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PINETO – La Torre di Cerrano è una delle antiche torri costiere del Regno di Napoli, si trova sulla costa dell’Adriatico, in provincia di Teramo, tra Silvi Marina e Pineto nel territorio di quest’ultimo comune. Deve il suo nome al vicino torrente Cerrano, il cui nome a sua volta deriva probabilmente da quello della dea Cerere. Il corso d’acqua nasce sui colli di Atri, da antichissime fontane di tipo qanat e sfocia 500 metri a sud della torre, nel Comune di Silvi. L’area era un tempo il sito dell’antico porto di Atri, nello specchio di mare vicino alla torre e al torrente giacciono sommersi i resti di un molo a forma di “L”, opere murarie e vari manufatti.

STORIA

Nel 1251 la guelfa Atri ricevette dal Cardinale Pietro Capocci, tra gli altri privilegi, quello di costruire un porto; concessione confermata nel 1255 da Papa Alessandro IV con l’indicazione in Penna Cerrani (sulla Punta del Cerrano). Durante il regno di Carlo II d’Angiò appare per la prima volta una “vecchia torre” in Penna Cerrani la cui ricostruzione, con una disposizione del 1287, reiterata nel 1293 e 1294, viene posta a carico anche degli abitanti di Silvi e Montepagano, che avrebbero poi tratto beneficio dalla possibilità di ricoverare le navi e di commerciare; analoghi ordini furono emessi nel 1310 e nel 1352.

Nel 1388 gli introiti del porto furono destinati al suo restauro per volere del re Ladislao di Durazzo e della regina madre e reggente Margherita di Durazzo; analoghi provvedimenti furono presi più volte nel tempo, allo scopo di mantenere il porto in efficienza; nel 1419 fu rinnovata ad Atri l’autorizzazione a riscuotere un pedaggio destinato anche alla custodia del Castello e Porto di Cerrano.

Il porto di Cerrano fu incendiato e devastato nel 1447 da una potente flotta comandata da Andrea Loredan inviata dalla Repubblica di Venezia, in guerra con Alfonso d’Aragona, per distruggere i porti dell’Adriatico. Notizie sulle strutture del porto e sui danni da queste subite ci sono giunte per mezzo di un contratto di locazione del 1450, dal quale apprendiamo che sulla “punta di Cerrano” vi era la casa de lo Palaczo che sta sopra de lo porto dotata di una grande stalla (si tratta di una taverna oggetto dell’affitto), e che furono bruciate due case con accanto una torre di difesa le cui mura subirono gravi danni come pure vari magazzini e pertinenze. Nel 1481 il porto è elencato tra i possedimenti ereditati da Andrea Matteo III Acquaviva ma alla fine del secolo non rimaneva molto.

Panorama della costa nei pressi di Pineto, con la torre di Cerrano in basso a destra.

Nel XVI secolo crebbe la minaccia di incursioni da parte dei Saraceni, che furono particolarmente intense nell’estate del 1556 quando all’Abruzzo furono risparmiate le terribili devastazioni subite dalle coste italiane grazie alle difese e al sistema di punti d’avvistamento predisposte dal Duca d’Atri Giovan Girolamo D’Acquaviva.

Di conseguenza, poco tempo dopo, il Viceré Don Pedro Perafan de Ribera, Duca di Alcalà, decise che anche il litorale abruzzese, come già altre coste della penisola, doveva avere un sistema di torri costiere, costruite a distanza tale da poter comunicare a vista tra loro, destinate non solo a dare l’allarme in caso di incursioni nemiche ma, essendo dotate di guarnigione e colubrine, anche a respingere tali incursioni.

Nel 1563, in base a una relazione del Governatore Marco Antonio Piscicello, de Ribeira ordinò sei torri: Foro, Mucchia, Moro, Sangro, Penna, Saline, la cui costruzione però non iniziò subito. Nel 1568 Alfonso Salazar, commissario del presidente della Regia Camera di Summaria, dopo aver effettuato un sopralluogo insieme all’ingengner Scala, dispose la costruzione di quattordici torri: Tronto, Vibrata, Salinello, Tordino, Vomano, Chirano, Fossacesia, Senella e le sei del 1563; i lavori furono portati a termine entro il 1569.

Buona parte delle torri abruzzesi fu costruita da Vincenzo Tavoldi, un bergamasco che con il fratello si stava occupando delle fortificazioni di Pescara e Civitella, e che il 1º aprile 1568 si aggiudicò l’appalto per otto di tali torri, impegnandosi a finirle entro diciotto mesi.

Tra le altre fu quindi appaltata da Alfonso Salazar la costruzione di una torre “alla punta del Chirano, da essere vista da tutta la provincia. Da altri documenti risulta però che la costruzione della Torre di Cerrano era iniziata nel 1490-94, quindi è possibile che Salazar l’abbia solo portata a termine, utilizzandola inoltre come modello per le altre.

L’opera era già completata nel 1582, nel 1585 il caporale Francesco Martinez ne è Torriero. Per molto tempo la torre di Cerrano rimase un baluardo per il presidio e la difesa della costa, anche dopo che, all’inizio del XVIII secolo, entrò a far parte dei possedimenti degli Scorrano, Marchesi di Cermignano. Con il cessare delle razzie piratesche dal mare la torre perse la sua funzione militare.

Parte di costa abruzzese che si specchia sulla torre

ASPETTO ATTUALE

La costruzione originale del XVI secolo, che costituisce il nucleo del complesso attuale, è formata da un massiccio torrione a base quadrata in laterizio, alla base il lato esterno è di 12,80 metri[11] mentre quello interno di 5,80 metri. Le mura hanno spessore decrescente e quindi risultano inclinate a piramide, ciascuna è coronata da quattro robusti beccatelli e tre caditoie sormontate da sei merli di fattura guelfa. L’altezza è di 12,60 metri esclusi i 90 centimetri[11] dei merli. I soffitti sono a botte. La tipologia è tipica delle torri costiere del Viceregno, molto simile alla “gemella” Torre del Salinello.

Quando fu costruita la ferrovia fu eretto un alto muraglione di contenimento subito a valle della torre.

Agli inizi del secolo scorso la torre fu acquistata da un ufficiale di Marina, Pasquale Filiani che, nel 1915 la fece restaurare e rendere abitabile; su progetto dell’ing. Vincenzo Rosati fu aggiunta la torretta superiore a forma di parallelepipedo regolare, ma arretrato, anch’essa coronata da sei beccatelli per lato e merli guelfi, più piccoli. Scale e vani furono ricavati nello spessore delle mura, nelle quali furono aperte varie finestre.

Negli anni venti ne divenne proprietario il marchese De Sterlich, eccentrico esponente della nobiltà locale che, nel 1935 fece ampliare la Torre con l’aggiunta, sui lati sud ed est, di un’ala a forma di “L” comprendente un seminterrato e i piani terra, primo e secondo. La sopraelevazione e l’ampliamento sono stati realizzati imitando i materiali e gli stili originari, e non hanno comportato modifiche sostanziali al nucleo originale.

Successivo proprietario fu l’ingegner Tito Marucci. Nel 1981 la torre fu acquistata dall’Amministrazione Provinciale di Teramo che, dopo aver provveduto a lavori di ristrutturazione e consolidamento, nel 1983 vi istituì un Centro Ricerche e Studi; il 21 maggio 1983 il complesso fu affidata all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo.

Foto Torre ante 1915

L'Aquila

Resta in carcere uno dei palestinesi arrestati per terrorismo a L’Aquila, nuovo processo per gli altri due

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La Cassazione ha confermato la detenzione in carcere per Anan Yaeesh, uno dei palestinesi arrestati a L’Aquila con l’accusa di terrorismo. Negata l’estradizione in Israele: avrebbero subito «trattamenti disumani».

L’AUILA – La Cassazione ha confermato il carcere per Anan Yaeesh, mentre gli altri due palestinesi arrestati a L’Aquila lo scorso 29 gennaio con l’accusa di terrorismo, li Saji Rabhi Irar e Mansour Doghmosh, il Tribunale del Riesame valuterà la misura cautelare da applicare.

I tre resteranno in Italia, dopo che è stata negata l’estradizione in Israele dove la Corte ha riconosciuto che avrebbero ricevuto «trattamenti disumani».

I tre sono accusati a vario titolo di far parte del Gruppo di risposta rapida Brigate Tulkarem, parte delle Brigate dei martiri di Al-Aqsa, organizzazione che l’UE riconosce come terroristica.

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Pescara

Francavilla al Mare, a 8 mesi dal crollo riapre la galleria San Silvestro

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crollo-galleria-pescara-san-silvestro

Lo scorso novembre, a causa di una forte ondata di maltempo e piogge intense, nella galleria che collega Pescara e Francavilla si verificò un crollo.

PESCARA – Si trova sulla Strada Statale 714 “Tangenziale di Pescara”, ma ricade nel territorio comunale di Francavilla al Mare, la galleria San Silvestro che oggi è stata riaperta al traffico dopo quasi 8 mesi.

A Darne notizia, proprio la prima cittadina Luisa Russo che attraverso i propri canali social ha mostrato il transito delle prime auto: «Ce l’abbiamo fatta! Da oggi la galleria San Silvestro sarà finalmente riaperta al traffico».

La Galleria è stata chiuso al traffico dopo il crollo verificatosi lo scorso 22 novembre, a causa delle forti piogge. Quel giorno, un ammasso di detriti si staccò dalla volta della galleria proprio mentre stava passando un’auto. Fortunatamente nessuno rimase ferito nell’incidente, ma il collegamento è stato chiuso per pèermettere i lavori di restauro e messa in sicurezza.

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Teramo

Presa banda del bancomat di Cerignola: colpi anche a Martinsicuro e Alba Adriatica

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Gli agenti della Questura di Foggia hanno arrestato una persona e sottoposto ad obbligo di dimora altre tre, perché ritenute membri della banda di Cerignola responsabile di diverse rapine con esplosivo ai danni di bancomat e casse automatiche. Tre i colpi a loro attribuiti quello alle Poste di Martinsicuro e quello tentato all’Unicredit di Alba Adriatica.

TERAMO – Sono quattro le misure cautelari applicate dagli agenti foggiani nei confronti dei presunti membri di una banda di Cerignola dedita alle rapine ai bancomat, mediante l’impiego di esplosivi. Uno è stato arrestato, mentre per gli altri è scattato il divetto di dimora. La banda avrebbe agito anche in Abruzzo, prima tentando un colpo all’Unicredit di Alba Adriatica e poi facendo saltare l’atm delle Poste di Martinsicuro.

Le accuse nei confronti degli indagati sono di associazione a delinquere, rapina, furto in esercizi commerciali, detenzione di armi e fabbricazione di manufatti artigianalmente.

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