Samb, 9 giugno 2002: sedici anni fa il Trionfo di Parma

Il Massiccio Esodo di settemila tifosi RossoBlu !!!

Pioveva da ventiquattro ore a Parma quel 9 giugno 2002, quando la nostra Samb stava per scendere in campo al “Tardini” per giocare la finale di ritorno dei playoff del campionato di serie C2 girone B 2001-02.

A contenderle la promozione in serie C1 c’era il Brescello, squadra emiliana della città che diede i natali a Giovanni Guareschi, creatore delle storie di Don Camillo e Peppone.

La gara di andata al “Riviera delle Palme” aveva visto i rossoblù (nell’occasione con la scaramantica maglia bianca, quella dei favolosi anni settanta indossata dalla “SamBergamasco”) vincere per tre a uno davanti ad un pubblico, come sempre, a dir poco eccezionale e festante dal primo all’ultimo minuto di gioco.

Gli emiliani nelle due gare di campionato vinsero entrambi gli incontri per due a uno e quel 2 giugno, nella gara d’andata del “Riviera”, il pubblico fu molto determinante.

Dopo essere arrivata al doppio vantaggio, la Samb accusava il colpo dell’1 a 2 ma riusciva a realizzare con Delvecchio la rete del 3 a 1, risultato che le avrebbe permesso di affrontare la finale di ritorno con maggiore sicurezza.

Addirittura, sul 3 a 1, il portiere rossoblù Stefano Visi neutralizzava un calcio di rigore. Al fischio finale i tifosi rossoblù invadevano festanti il terreno di gioco dandosi appuntamento alla domenica successiva.

A San Benedetto del Tronto era ritornata l’euforia dei tempi passati, quelli della Samb di Roncarolo e Biagini, di Caioni e Bergamasco, di Zoboletti e Sonetti e il popolo rossoblù si apprestava a festeggiare il ritorno nella terza serie calcistica nazionale dopo il fallimento societario di otto anni prima.

A capo della società era arrivato, l’anno prima, il vulcanico presidente Luciano Gaucci, già proprietario del Perugia, militante nella massima serie e del Catania, una categoria più sotto. Il suo arrivo in Riviera era stato accolto con molta euforia e il “patron” aveva promesso in tempi brevi il ritorno della squadra rossoblù in serie B.

Già l’anno prima la Samb era riuscita a vincere alla grande un torneo difficilissimo come quello della serie D e si apprestava a fare il doppio salto nel breve arco solare di 12 mesi!! Il campionato di C2 era iniziato con mille difficoltà: l’allenatore della vittoria dell’anno precedente, Giovanni Mei, era stato riconfermato ma, dopo soli sette turni, veniva sostituito da Beruatto che a sua volta lasciava il posto a Nicolini alla ventiquattresima giornata, entrambi dopo gli incontri persi contro il Thiene.

Anche il cammino del biondo ed ex-ascolano avrebbe avuto vita breve: mancavano nove giornate al termine e la Samb aveva un ritardo di nove punti dalla quinta classificata (ultimo posto valevole per disputare i playoff). Gaucci non ci pensò un attimo e diede l’incarico di guidare la squadra per quelle ultime giornate a Stefano Colantuono (dieci presenze e una rete quell’anno da calciatore nella Samb).

Lo affiancò Italo Schiavi, in quanto “il guerriero di Anzio” non aveva il patentino da allenatore. Colantuono e Schiavi vinsero tutte le restanti nove gare e la Samb riuscì a classificarsi al quinto posto, l’ultimo utile per la partecipazione ai playoff.

Nelle semifinali dovette incontrare il Rimini che nella partita di andata al Riviera riuscì a strappare, al termine di un incontro entusiasmante, un insperato pareggio proprio al novantesimo e dopo essersi trovato sotto di due goals.

La partita di ritorno, al “Romeo Neri”, si preannunciava proibitiva ma, grazie anche alla massiccia presenza degli ultras rossoblu in Romagna, la Samb riusciva ad espugnare Rimini con un goal di De Amicis (un goal da “Libro Cuore”, in tutti i sensi).

Ecco spalancata la strada della finale che, come sappiamo, la Samb doveva disputare contro il Brescello vincitore dell’altra semifinale contro il Sud Tirol.

Dopo la vittoriosa gara vinta al “Riviera” nell’andata il 2 giugno 2002, tutta la tifoseria rossoblù si apprestava a vivere la settimana più importante degli ultimi dieci anni, in attesa del grande evento della promozione in terza serie dopo otto anni d’inferno.

Già martedì 4 giugno 2002 i 3500 biglietti messi a disposizione dalla Lega Calcio andarono a ruba e non ne rimase neanche uno.

A quel punto, molti, rimasti senza, cercarono di procacciarselo in qualsiasi maniera.

In città c’era grande attesa e il clima era euforico e così Stefano Colantuono decise che, insieme a tutta la squadra, si raggiungesse il ritiro di Norcia per preparare meglio la gara.

La Samb restò in Umbria fino al venerdì seguente, quando raggiunse Tabiano Terme da dove, quel nove giugno 2002, sarebbero partiti verso Parma.

Quando il pullman della squadra entrò al “Tardini” la città emiliana era già invasa da migliaia di sostenitori rossoblù. Proprio in quel momento, dopo quasi 24 ore, la pioggia cessò di cadere. Nell’antistadio parmense, intanto, arrivavano auto, pullman imbandierati del duplice colore sambenedettese e si cominciava a fare la conta dei tifosi provenienti dalla “Riviera”.

L’invasione di massa fu stimata nella cifra record di settemila presenze!!!

Fu la trasferta rossoblù più numerosa di tutte le epoche!!!

Addirittura il sindaco di Parma si congratulò con il primo cittadino sambenedettese, Domenico Martinelli, confidandogli che a Parma, di tifosi avversari così numerosi ne aveva visti solo contro la Roma!!!

La gara aveva inizio e il Brescello di mister Cadregari sembrava più determinato, anche perché doveva ribaltare il risultato sfavorevole del “Riviera”.

I rossoblù dovevano rinunciare a De Amicis e Delvecchio squalificati, sostituiti da Bonura e Di Serafino.

Per scaramanzia la Samb indossava la maglia bianca, quella della “SamBergamasco”.

Ma, come abbiamo detto, la formazione di Cadregari, quel giorno in tribuna per squalifica, partiva a spron battuto e già dopo sei minuti di gioco colpiva il palo.

La Samb cercava di arginare gli attacchi avversari ma al sedicesimo minuto subiva la rete del rosetano Bizzarri che, di testa, castigava i rossoblù per la quarta volta in quattro partite tra campionato e playoff.

Al Brescello sarebbe bastato un altro goal per arrivare ai supplementari.

Mancavano ancora molti minuti al termine della gara e la squadra emiliana continuava nei suoi assalti alla nostra difesa.

Mister Colantuono, dalla panca, si sbracciava animatamente e il dodicesimo uomo in campo, il tifo rossoblù, continuava energicamente a sostenere la squadra.

La Samb prendeva coraggio e sfiorava il pari con Pellegrini al 18’ e con “Michelone” Sergi sei minuti più tardi: l’estremo difensore avversario Sardini si superava.

Totò Criniti prendeva in mano la squadra e gli attacchi veementi degli avversari venivano bloccati dal nostro Stefano Visi che, nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, compiva quattro miracoli su altrettanti tiri degli emiliani.

Il secondo tempo iniziava con il Brescello in avanti e “Santo” Stefano Visi effettuava ancora tre miracoli sui tiri insidiosi di Bizzarri e di Miftah.

A metà ripresa il Brescello sembrava aver terminato la benzina, dopo una gara a dir poco encomiabile, sicuramente, per entrambe le squadre la più bella e la più intensa dell’intero campionato.

L’espulsione di Libassi, nel Brescello, faceva respirare la Samb e nel finale c’era la “passerella” in campo dei giovani sambenedettesi Quondamatteo e Morelli che sostituivano Di Serafino e Pirone.

La gara non era ancora terminata, anzi, proprio a tempo scaduto una punizione insidiosa degli emiliani sembrava togliere la gioia ai rossoblù: la palla accarezzava i legni della porta difesa da Visi e terminava fuori!!!

L’arbitro Girardi fischiava la fine!!! Il Brescello ci batteva 1-0, ma era la Samb ad essere promossa: la sconfitta più bella di tutta la nostra storia!!!

Il “Tardini” esplodeva di gioia rossoblù!!! I settemila sostenitori sugli spalti si abbracciavano, festeggiavano, urlavano, cantavano, invadevano il rettangolo di gioco in cerca di un cimelio.

Anche i miei fedelissimi Amici rossoblù, Samuela e Lino, si abbracciavano ed esultavano di gioia, commossi e bagnati di lacrime di felicità!!!

La Samb, dopo otto anni tornava in serie C1, e quella gara veniva consegnata alla storia insieme al suo pubblico, quello presente a Parma come quello presente in serie D, in Eccellenza…tifosi che non hanno mai smesso di tifare e seguire la Samb, a Parma come anche nei piccoli campi sportivi di serie D e d’Eccellenza, in ogni categoria!

Questo è il “valore aggiunto” che contraddistingue la nostra stupenda Sambenedettese da tutte le altre squadre e che possiede nella sua tifoseria il dodicesimo uomo in campo.