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San Valentino, operaio rimane folgorato durante i lavori di ristrutturazione

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SAN VALENTINO (Pescara) – Un operaio 45enne, originario di Rosciano è rimasto folgorato durante i lavori di ristrutturazione di un’abitazione, a San Valentino in Abruzzo Citeriore.

L’incidente mortale sarebbe avvenuto nella tarda mattinata di ieri. L’uomo, dipendente di una ditta di Scafa, era impegnato in un’operazione di lavaggio della betoniera di proprietà dell’impresa quando, per cause in corso di accertamento, sarebbe rimasto folgorato.

Lanciato l’allarme, sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, con ambulanza ed elicottero ma purtroppo per l’uomo non c’è stato nulla da fare. Sul luogo dell’incidente sono arrivati anche i Vigili del Fuoco e i Carabinieri. La betoniera è stata posta sotto sequestro per chiarire le cause dell’accaduto.

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“Lezione” contro la violenza sulle donne all’Università Popolare di Fabriano

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"lezione" contro la violenza sulle donne Università Popolare Fabriano
Il Prefetto Pellos durante il suo intervento, ascoltato da don Aldo Bonaiuto, la Presidente UPF Fernada Dirella e il Commissario Moira Pallucchi

FABRIANO – Giovedì 25 novembre, nella splendida Sala dell’Oratorio della Carità, dell’Università Popolare, si è tenuta una “lezione” particolare contro la violenza sulle donne. Un incontro allestito in collaborazione con la Comunità Papa Giovanni XXIII, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della violenza contro le Donne. Un appuntamento di grande rilevo umano e sociale caratterizzato dalla presentazione del libro “Donne crocifisse” di don Aldo Buonaiuto, fatto conoscere dell’autore stesso: il dramma della tratta e della prostituzione coatta, i racconti di vita e di sofferenza, la testimonianza di Cinzia, ragazza salvata dalla violenza della strada. di fronte ad una platea commossa.

A coordinare gli interventi, la presidente dell’Università Popolare Fabriano, Fernanda Dirella: «In questa occasione ricordiamo l’importanza di dire tutte e tutti insieme basta con la violenza sulle donne, basta con qualsiasi abuso o discriminazione.»

Dopo i saluti agli “allievi” dell’ateneo Popolare, la presidentessa ha lasciato la parola al prefetto Pellos. «Oggi non è una giornata di festa – ha commentato – ma una giornata di profonda riflessione sul ruolo, funzione e la vita delle donne all’interno del quale gli uomini debbono fare un passo indietro». Il prefetto, infine, ha elogiato il ruolo svolto da realtà come le Università Popolari «Per la grandissima capacità di approccio e relazione con la società, le comunità e il territorio» concludendo con un encomio per la pregevole azione svolta non soltanto su scala nazionale da don Aldo Bonaiuti e sul valore e significato di un libro testimonianza come “Donne crocifisse”.

Alla “lezione” contro la violenza sulle donne, hanno preso parte, tra gli altri, la consigliera regionale Chiara Biondi, il comandante della Compagnia di Fabriano, capitano Mirco Marcucci e ovviamente tanti “alunni” della Università Popolare, che hanno vissuto con piena partecipazione un momento reso ancor più interessante e coinvolgente con l’intervento del Commissario di Polizia di Fabriano, Moira Pallucchi, che ha relazionato su “La violenza delle donne nel nostro territorio”.

«Femminicidi no, ma quattro casi di violenza domestica e maltrattamenti in famiglia denunciati, tra cui un divieto di avvicinamento per atti persecutori» ha spiegato la situazione con vera efficacia la Pallucchi: «In città – sono ancora sue parole – non si sono registrate situazioni di pericoli di vita. A livello di territorio provinciale, invece, rispetto alla media nazionale abbiamo dati statistici più bassi. Questo però, non deve far pensare che non esistano problemi, poiché, purtroppo, molti casi non vengono denunciati. I motivi per cui non avvengono le rivelazioni sono molteplici – ha sottolineato – tra questi molte donne pensano che le accuse possano portare a maggiori pericoli per loro, per i figli, per la vergogna di quello che stanno subendo, tanto che a volte pensano di meritarsi la situazione che gli sta capitando, accrescendo così il rapporto di sottomissione: in altre parole sono vittime due volte. Tutto questo a causa di una violenza e pressione psicologica tale che costringe la donna a subire maltrattamenti prolungati nel tempo ai quali non sono capaci di reagire».

Altro preoccupante fenomeno rivelato, dalla dirigente del Commissariato: «in particolare tra i giovanissimi, il revenge porn o porno vendetta: ossia i video a sfondo sessuale poi pubblicati in rete quando la relazione finisce. Ciò, con danni enormi non solo dal punto di vista dell’immagine ma in particolare sotto il profilo psicologico. Del resto i giovani hanno oggi strumenti tecnologici che li mettono in contato con tutte i tipi di conoscenze che al contrario di quanto si pensi, non hanno soltanto vantaggi, ma li espongono invece a rischi gravissimi». Infine, la giovane e preparata rappresentante della Polizia, ha dedicato un passaggio della “lezione” contro la violenza sulle donne alle norme poste a tutela delle donne a muovere dalla denuncia alla forze dell’ordine che non può essere soltanto l’unica arma a loro disposizione, in quanto “«a vittima non viene abbastanza tutelata, ecco il motivo per il quale si sta cercando di migliorare la rete di protezione che deve avere un dopo con tanti attori da coinvolgere: la Procura delle Repubblica, Polizia, Carabinieri, i Servizi Sociali, le Case di Emergenza e non certo ultimo il Pronto Soccorso e in questo contesto una procura legale che garantisca il patrocinio gratuito senza mai dimenticare, in ogni caso, la massima capacità di ascolto, senza pregiudizi e grande senso di umanità per instaurare un pieno rapporto empatico per avere tutta la fiducia necessaria da parte di chi denuncia».

La Polizia di Stato, pertanto è scesa in campo con le sue donne e i suoi uomini per andare incontro alle vittime, ascoltarle e sensibilizzarle a denunciare gli episodi di violenza e per di più nella stessa giornata, nel cuore del centro storico, il personale del Commissariato della Polizia di Stato di Fabriano, ha incontrato diversi cittadini, distribuendo nella circostanza gli opuscoli intitolati “…questo non è Amore”.

Platea commossa sul corale messaggio: “Oggi, per ricordare ogni donna che soffre per mano di un uomo”, così come al termine dei racconti, narrazioni e cronache di don Aldo Bonaiuti. «Oggi viviamo la testimonianza di un impegno profuso sulle strade d’Italia da 25 anni». Ha iniziato con questa frase il suo intervento, subito ponendo l’accento sulla funzione della Comunità Papa Giovanni XXIII, che contrasta «forme di violenza contro le donne inaudita e lascia troppe persone indifferenti – e ancora – la prostituzione coatta riduce a merce la persona con i clienti che pensano di avere il diritto di comprare il loro corpo; corpi di ragazze che potrebbero avere l’età delle loro figlie o nipoti messe sul mercato della schiavitù a cui viene distrutta la vita. Ignominia inqualificabile che abbiamo raccolto dalle confessioni di donne ospitate nelle case di protezione le quali portano ferite indelebili sul piano fisico e psicologico a cui nessuno potrà ma restituire serenità e salute. In questa giornata – ha rimarcato – non possiamo dimenticare che esistono donne “invisibili” ma al contrario sono in mezzo a noi, sulle strade d’Italia, sono 100mila con in più un numero non quantificabile nei locali, negli appartamenti. Nella nostra Regione, abbiamo prostituzione su strada nella provincia di Ancona, Fermo e Ascoli Piceno, nei locali non possiamo sapere quante c’è ne sono ma abbiamo cognizione che un in tutta la provincia di Ancona come nel resto della Regione, molte, attraverso il web, vengono indirizzate alla prostituzione non per libera scelta ma costrette da criminali e delinquenti senza scrupoli appartenenti al racket organizzato o dai cosiddetti papponi, magnaccia, aguzzini che fanno soldi sulla pelle di una o anche due o tre di loro. Un vero racket ben orchestrato sulle strade e nei locali. A Fabriano – ha messo in risalto don Aldo – sulle strade non si registra questo ignobile e turpe mercimonio ma c’è da tenere alta la vigilanza al chiuso, monitorando, ogni tanto, i movimenti nei pressi della stazione».

La “lezione” contro la violenza sulle donne all’Università Popolare di Fabriano, si è chiusa con don Aldo, che ha argomentato sul libro “Donne crocifisse” edito da “Rubettino” e il grande dono della prefazione di Papa Francesco, in cui si racconta la vita vissuta nelle notti buie e tenebrose nel corso della quali si è cercato il recupero di queste ragazze. Un libro che dà voce al calvario di queste donne “crocifisse” e nello stesso tempo frutto di una esperienza ultra ventennale accanto a questa figlie che paragono ad un Gesù, abbandonato, trafitto, torturato ed ecco il perché le chiamo donne Crocifisse: «quando l’incontro vedo il volto di Gesù. Dopo due decenni – ha palesato il parroco di San Nicolò – mi sono deciso di scriverlo perché la stesura è molto coinvolgente, tanto che i giovani o le persone che mi scrivono dopo averlo letto dicono di aver pianto, poiché fa respirare il dolore di queste persone, il loro strazio e l’ingiustizia a cui dobbiamo dare voce in quanto sottomesse e asservite. Papa Francesco – ha concluso – nella prefazione bellissima, definisce la prostituzione una malattia una patologica dell’anima e della mente dell’umo che non si rende conto che star distruggendo la vita di una altra persona, un atteggiamento patologico dell’individuo e della società e come diceva don Oresta Benzi, non possiamo metterci dalla parte di chi fa diventare le donne prostitute ma ci dobbiamo mettere dalla parte di chi le vuole liberare dalla violenza in tutte le sue forme: l’orrore più grande che la società possa perpetrare».

Daniele Gattucci

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Musica&Retroscena

Brunori Sas, una riedizione speciale in vinile completamente rivisitata in versione “ninna nanna” dell’ultimo successo discografico

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È disponibile il pre-order di una speciale riedizione in vinile dell’ultimo lavoro discografico di Brunori Sas che,in occasione della sua recente paternità, dona una nuova veste al suo fortunatissimo Cip!: in onore della figlia Fiammetta infatti, il 10 dicembre prossimo sarà disponibile un’esclusiva versione in vinile completamente rivisitata in versione “ninna nanna” dell’ultima produzione di Dario Brunori e si chiamerà Baby Cip!. La nuova versione sarà disponibile dal 10 dicembre anche su tutte le piattaforme digitali.

In cover, delle splendide illustrazioni vanno a comporre un concept grafico che rimanda all’infanzia e all’immaginazione, con una delicata reinterpretazione della copertina originale fatta da disegni a matita colorata, dove la nuova vita èrappresentata simbolicamente prendendo spunto dagli artwork originali dell’album.

La delicata ed esclusiva riedizione compone uno scenario immaginifico e di fiaba, con brani come Al Di Là dell’Amore, Capita Così, Per Due Che Come Noi magistralmente tradotti in termini teneriedaffettuosi, e dedicati ai“nostri piccoli pettirossi implumi”: xilofoni delicati, leggeri flauti, pianoforti appena accennati, “strumenti giocattolosi e tanta dolcezza” suonati come sempre magistralmente dai musicisti storici della sua band – Mirko Onofrio, Stefano Amato, Dario Della Rossa e Massimo Palermo.

Una serie di favole della buonanotte, attraverso le quali ogni ascoltatore può sviluppare la sua idea di “cip”, dandogli la sua personale connotazione, che Dario ha più volte identificato con la parte di sé “fanciulla”. Una parte leggera, vitale, combattiva pur nella sua delicatezza. Baby Cip! è un album magico e forte come una bella fiaba, e come tutte le più belle fiabe ha un lieto fine:il ricavato dalle venditeverrà infatti interamente devoluto al reparto di neonatologia dell’ospedale di Cosenza.

La riedizione suggella il successo discografico registrato dall’album originale nel 2020, che ha debuttato direttamente al primo posto della classifica FIMI//Gfk degli album e dei vinili più venduti e che è stato certificato Disco d’Oro.  

Dario Brunori si prepara inoltre a tornare a suonare dal vivo: il suo tour, prodotto da Vivo Concerti, lo porterà nei più importanti palazzetti italiani – dove ha già registrato sold out per le date di Milano, Roma e Firenze – nella primavera 2022.

Qui il CALENDARIO COMPLETO del BRUNORI SAS TOUR 2022 – prodotto da Vivo Concerti:


Mercoledì 9 marzo 2022 || Ancona @ PalaPrometeo
Venerdì 11 marzo 2022 || Torino @ Pala Alpitour
Martedì 15 marzo 2022 || Napoli @ PalaPartenope
Venerdì 18 marzo 2022 || Casalecchio di Reno (BO) @ Unipol Arena
Mercoledì 23 marzo 2022 || Jesolo (VE) @ PalaInvent
Sabato 26 marzo 2022 || Firenze @ Nelson Mandela Forum – SOLD OUT
Martedì 29 marzo 2022 || Bari @ PalaFlorio
Giovedì 31 marzo 2022 || Reggio Calabria @ PalaCalafiore
Martedì 5 aprile 2022 || Roma @ Palazzo dello Sport – SOLD OUT
Giovedì 7 aprile 2022 || Assago (MI) @ Mediolanum Forum – SOLD OUT

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Abruzzo

Pescara, Carmen Consoli accende il Teatro Massimo con “Volevo fare la rockstar”

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PESCARA – Carmen Consoli torna a suonare sui palchi con il suo “Volevo fare la rockstar” tour e riprende lo scambio col pubblico, lasciato in sospeso 2 anni fa. L’artista siciliana sceglie proprio il teatro come luogo magico e perfetto per portare in scena un spettacolo che si snoda in tre atti, proprio come una piece tetrale.

“Abbiamo avuto paura…ma non credo sia la paura il sentimento che unisce, dovremmo spalancare le porte e accogliere l’inverno perchè forse, se conosci il freddo, puoi apprezzare il calore di un gesto”. Ancora tutto è possibile e non dobbiamo rottamare i sogni, perchè i nostri desideri da qualche parte aspettano ancora”. Infine si rivolge al padre “Papà ma tu ti aspettavi qualcosa in più da me? Sarai sempre orgoglioso di me? Perchè io in fondo volevo fare solo la rockstar.

Questa è una parte del prologo molto intimo e profondo del concerto di Pescara, dove ieri la cantatessa, in un teatro gremito, ha ripreso e ricreato quel contatto diretto e schietto con il pubblico.

Un grande spettacolo che è andato avanti per due ore, snocciolandosi in tre atti. Racconti di vita e cronaca, che l’artista ha interpretato attraverso sonorità acustiche ed elettriche, mescolando tinte di bolero e di folk americano. Primo atto :”Il sogno” nel quale l’artista ha interpretato pezzi tratti dall’album “Volevo fare la rockstar”, uscito il 24 settembre. Da Sta succedendo, Una domenica al mare, Mago magone, fino a Volevo fare la rockstar. Atto secondo: “Gli anni mediamente isterici” con il contributo dell’artista Marina Rei che la accompagna alla batteria . Per niente stanca, Besame Giuda , Donna che parla in fretta, L’ultimo bacio, Contessa Miseria sono solo alcuni dei brani dove la Consoli si mostra nella sua veste più rock. Infine il terzo atto: “L’amicizia” con pezzi come Stranizza d’amuri, Fiori d’arancio, Orfeo, Parole di burro concludono il concerto. La Consoli ed i musicisti salutano e lasciano il palco. Ed è il pubblico, intonando “Amore di Plastica”, a richiamare l’artista che generosa torna sul palco regalando questo ultimo pezzo che chiude lo spettacolo.

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