Fa tappa in Abruzzo IT.A.CÀ, il primo Festival del Turismo Responsabile. Tra passeggiate comunitarie e Franco Arminio, Lucia Marcone presenta la ristampa del libro ”La Donna di carbone”

Per tutta la durata del Festival sarà attivo un Info Point ad Isola del Gran Sasso d'Italia, in Largo Madonna delle Grazie (pressi edicola), dove sarà possibile ricevere assistenza e informazioni

ISOLA DEL GRAN SASSO – IT.A.CÀ, l’unico Festival in Italia sul turismo responsabile premiato dall’Organizzazione Mondiale del turismo dell’ONU per l’eccellenza e l’innovazione nel turismo, sceglie l’Abruzzo come scenario dei suoi eventi.

Nell’epoca della freddezza umana, dove la comunità globale ha forse perduto la sua connotazione primaria, uno slancio solidale e comunitario tenta di spargersi e moltiplicarsi forte e chiaro sotto le vette del Corno Grande. Il turismo responsabile è una delle soluzioni individuate dalle Nazioni Unite per raggiungere gli Obiettivi del Millennio. Si tratta di un turismo attuato secondo i principi di giustizia sociale ed economica, nel rispetto dell’ambiente e delle culture. Eventi culturali volti alla riscoperta del territorio hanno come protagonisti i piccoli centri del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, area tutta che si distingue per la qualità dell’accoglienza di migranti e viaggiatori. Attività che si svolgeranno nei comuni di Isola del Grasso il 7, l’8 ed il 9 settembre. Apre il Festival, venerdì 7 settembre alle ore 9, il convegno ”L’uomo e la montagna. Per un’antropologia del Turismo nell’Appennino abruzzese” nel Polo dell’Ente Parco Nazionale a Isola del Gran Sasso; subito dopo un laboratorio artistico sulla ceramica, in piazza Marconi a Castelli e un incontro pomeridiano col paesologo Franco Arminio sulla geografia commossa dell’Italia intera: seguendo la strada di una poesia semplice, diretta, non levigata, i suoi versi sono una serena obiezione al disincanto e alla noia. Una scienza poetica più che scientifica, dei suoi paesi lui sa tutto quello che non è informazione ma emozione: li attraversa perennemente, si nutre di desolazione e sacro, si ricarica di abbandono, si stende sopra un lembo di erba e ne percepisce il rumorosissimo silenzio. La paesologia è una forma di attenzione per i luoghi che nessuno guarda più.

Il secondo giorno è dedicato al trekking, un intenso cammino dei Santi del Gran Sasso, da Isola e Castelli verso le piane del fiume e Santa Colomba; all’arrampicata in piazza a Castelli, a passeggiate di comunità e concerti di musica orientale ad alta quota, nella Chiesa di Santa Maria di Pagliara.

‘La donna di carbone’, Lucia Marcone

Tutto scorre verso la giornata conclusiva che si svolgerà tra San Pietro e Castelli, dove tra trakking mattutino e rievocazione della via del carbone, si inserisce meravigliosa e fiera la ristampa del libro di Lucia Marcone, ”La Donna di carbone”. (La via del carbone è una pratica radicata nell’animo montano dei più: utilizzata fino agli anni ’60 dalla popolazione locale, uomini e donne, per il trasporto dell’oro nero.) Scrittrice colta e delicata, la Marcone nasce a Teramo dove presto matura passione e talento letterari. Ha numerose esperienze di concorsi letterari; il suo primo lavoro importante è ”La Donna di carbone”, di cui la rivista bolognese di arte e cultura ”L’informatore europeo” ha pubblicato due interi capitoli. Altro lavoro edito è un copione teatrale pubblicato dall’Associazione Culturale Luigi Antonelli dal titolo ”Noi, che perdemmo nella notte”: è un monologo che tocca il drammatico problema della droga. Scrittrice profonda, il suo animo gentile è legato a San Pietro e a ciò che la ‘Memoria’, nel senso più profondo del termine, trascina e trasporta nella mente umana. La memoria del carbone, delle donne caparbie e valorose che hanno abitato la sua infanzia, delle emozioni che si fanno coraggiosamente strada tra i capitoli del testo. Righe sempre più coscienti dei valori umani perduti da quella comunità montana che pur tra disagi profondi e dolori secchi, riusciva a colorarsi emozionata al cospetto di un’umanità integrale mai persa di vista. L’Artemia Nova Editrice ha rivisitato e riedito il libro con succose integrazioni e nuova veste grafica; l’Artemia è una casa editrice di Mosciano Sant’Angelo che rivolge la propria attenzione alla riscoperta delle profonde e valide radici del territorio, per certi versi ancora inesplorate, alla ricerca di voci nuove e interessanti della narrativa e della saggistica, capaci di partecipare al dibattito culturale con un pensiero “altro”, dando voce ad interpretazioni alternative e stimolanti. Il libro della Marcone è finanziato dall’Associazione culturale Serrini-Parrozzani di Isola del Gran Sasso.