Martinsicuro, botta e risposta tra Comitato Difesa Ambiente e Città Attiva sul villaggio turistico

MARTINSICURO – “Che il Comitato Difesa Ambiente fosse su posizioni curiose e per molti aspetti incomprensibili, lo avevamo sperimentato nel corso dei nostri 5 anni di amministrazione. Ma che potesse arrivare al punto di esultare per una ipotesi di nuova cementificazione (peraltro assolutamente prematura) da attuarsi nei pressi dello Stabilimento Veco, arrivando ad attaccare la stampa per la mancanza di entusiasmo e parlando di nuovi posti di lavoro che deriverebbero da questo progetto, ci appare francamente paradossale”.

Inizia così il comunicato stampa diffuso dal gruppo di opposizione martinsicurese “Città Attiva” per rispondere alle affermazioni del Comitato Difesa Ambiente in merito all’ipotesi della nascita di un villaggio turistico accanto alla Veco, già oggetto di discussioni a livello locale dopo la comparsa di un annuncio immobiliare di vendita di un appezzamento di terreno vicino al mare. Il Comitato Difesa Ambiente di Martinsicuro, nelle ultime ore, ha infatti diffuso una nota sulla propria pagina Facebook in cui si dichiara pronto ad appoggiare l’iniziativa in quanto si tratterebbe di un “progetto compatibile con l’ambiente e la naturale vocazione turistica della cittadina”, soprattutto dopo “la perdita della Bandiera Blu, avvenuta durante la passata Amministrazione Camaioni, e non secondariamente i recenti avvenimenti legati all’attività della fonderia Veco”. L’attuazione dell’intervento si concretizzerebbe, per il comitato ambientalista, in nuovi posti di lavoro e nella possibilità di sicuro sviluppo economico per l’intera collettività.

“Ci rendiamo conto perfettamente che questi “paladini dell’ambiente” ad orologeria, vogliano dare visibilità ad un comitato che fino ad oggi si è dimostrato autoreferenziale, tuttavia per raggiungere questo obiettivo sarebbe sufficiente ragionare su una base di concretezza, evitando sparate scomposte, disinformazione e soprattutto piantandola di menare in can per l’aia con la storia della Bandiera Blu. A lorsignori va ricordato che l’assegnazione di questo riconoscimento è il risultato delle analisi sulle acque di balneazione degli ultimi 5 anni; per cui, nel 2014, abbiamo dovuto fare i conti con le cattive condizioni del Torrente Vibrata, anche alla luce dei casi di inquinamento che si erano verificati nell’estare del 2010 (vessillo assegnato con riserva per gli anni 2011 e 2012). A costoro non sarà sfuggito (nel caso glie lo ricordiamo) che grazie alla nostra opera di controllo sugli scarichi a mare ed all’esecuzione di numerosi lavori di messa a norma effettuati di concerto con la Capitaneria di Porto e la Ruzzo Reti, i risultati delle analisi sul Vibrta sono nettamente migliorati nel biennio 2016 – 2017: quello che invece appare davvero strano è il silenzio assordante del suddetto comitato sul divieto di balneazione dello scorso 6 Settembre che riguarda proprio la zona di mare dove risiedono i suoi componenti. Allora occorre dire chiaramente se si sta difendendo l’ambiente o l’operato dell’attuale amministrazione. Per passare all’argomento del giorno, infine, appare davvero singolare che gli attenti osservatori del comitato abbiamo preso il disegnino riportato su un rendering di un’agenzia per un progetto di portata epocale destinato, secondo loro, a creare posti di lavoro” continua il comunicato di Città Attiva.

“A tal proposito si chiarisce che:

  • La piantina di cui sopra è riferita ad un terreno adiacente alla Veco e non solo all’area su cui insiste la fonderia;
  • Si tratta, beninteso, di un terreno su cui è già stato approvato un comparto e che probabilmente il proprietario, avendo deciso di vendere, butta lì una delle tante ipotesi di quello che sarebbe possibile realizzarci;
  • Prima di esultare per un qualcosa che ad oggi di turistico non ha nulla (poi cercheremo di capire anche come pensano che la cosa possa sviluppare occupazione), occorrerebbe informarsi e leggere le carte, ma soprattutto non mischiare troppi argomenti e non nominare a sproposito chi ha amministrato con costrutto e buoni risultati” prosegue la nota del gruppo che fa capo al’ex sindaco Paolo Camaioni.

“In assenza anche di uno solo di questi elementi, si mette da parte l’ambiente e si rischiano solo brutte figure” conclude il comunicato di Città Attiva.