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Abruzzo

Passeggiando per l’Abruzzo: la casa della ceramica, Castelli

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Castelli è un comune italiano di 1112 abitanti della provincia di Teramo, in Abruzzo. Sito alle falde sud-orientali del Gran Sasso d’Italia, fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia e parte del territorio rientra nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, costituendone di fatto una porta di accesso nella sua parte sud-orientale.

Castelli

STORIA

Il borgo è di oscura origine. Seguì le vicende degli altri centri della Valle Siciliana. Nel XV secolo fu legato al Ducato di Atri, come dimostrato anche da un affresco di Andrea De Litio nella chiesa parrocchiale di San Rocco.

Il feudo divenne famoso nel XVI secolo per l’avvio della produzione delle ceramiche. In questa epoca il borgo, per via di terremoti, fu completamente ricostruito con palazzi barocchi e rinascimentali.

MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

In Piazza Roma, ha un aspetto tardo rinascimentale del XVI secolo. Ha pianta rettangolare con classica facciata a coronamento orizzontale, col portale del 1601 a timpano spezzato, sormontato da un oculo. Sulla destra si erge il campanile a torre. L’interno è a tre navate, molto sobrio, in stile neoclassico, con quattro robuste colonne divise per lato che reggono le navate stesse. L’elemento di pregio è una statua lignea della Madonna col Bambino, legata a un ambone romanico, proveniente dal distrutto monastero di San Salvatore, le cui rovine sono in località Villa Re Quirino Celli. La statua risale al XIII Secolo, realizzata seguendo la matrice culturale francese dalla Cattedrale di Chartres, che mostra somiglianze anche con gli affreschi della chiesa di Santa Maria di Ronzano a Castel Castagna, poco distante dal borgo. La Madonna mostra molte rifiniture nella realizzazione dei capelli, la chioma si divide in due bande finemente abbellite con trecce e nastro, con l’ornamento finale della corona. Il panneggio è ugualmente lavorato con accurate pieghe di come mostra la veste del Bambino.

Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista

Chiesa di San Donato

La Chiesa di San Donato, nata anticamente come chiesetta di campagna, sorge appena fuori dal borgo abruzzese, su una leggera altura. L’edificio venne dedicato alla Madonna del Rosario nel XV secolo, e fu ampliato agli inizi del Seicento fino a prendere la forma attuale.

Nel 1963 questa chiesa fu definita dallo scrittore Carlo Levi la Cappella Sistina della Maiolica, per via del soffitto interamente costituito di tavelle decorate a maiolica, di dimensioni 20×40 cm in circa 1000 (attualmente 800) esemplari, risalenti al 1615-1617 circa.[6] Opera unica nel suo genere, è in parte esposta al Museo delle ceramiche di Castelli che conserva le tavelle rotte o deteriorate. La realizzazione viene attribuita ai ceramisti della famiglia Pompei, anche se l’opera di decorazione della chiesa fu un lavoro che coinvolse tutti i decoratori del paese. Il risanamento e restauro fu a cura delle Antiche Fornaci Giorgi attorno al 1972.

I temi raffigurati sulle mattonelle sono vari: simboli araldici, animali apotropaici, scritte religiose e modi di dire, decorazioni floreali, disegni geometrici semplici.

chiesa di san donato soffitto maiolicato

Museo della Ceramica

Inaugurato nel 1984 presso l’antico convento francescano fuori il borgo medievale, è un unicum dell’arte abruzzese, voluto per salvaguardare le tradizioni locali della lavorazione della ceramica. Il museo offre il percorso nel chiostro conventuale, con 24 tondi in maiolica, e un percorso della storia della ceramica abruzzese e castellina in due livelli. Il percorso offre una storia della mostra delle ceramiche, dalle origini nel 1400 circa fino al 1900. Alcuni pezzi riguardano anche reperti archeologici delle civiltà italiche abruzzesi, in modo da collegare l’arte rinascimentale con la secolare traduzione locale. Gran parte del materiale viene dalla collezione di Giancarlo Polidori (1930-40). Tra i reperti ci sono una cona proveniente da San Donato, una Madonna col Bambino di Orazio Pompei (1551), e una collezione di utensili e soprammobili della bottega Grue e di quella dei Gentili, attivi anche a Loreto Aprutino. Al piano terra c’è una seconda collezione donata dal Maestro Giorgio Saturni, docente storico dell’Istituto d’Arte di Castelli.

Museo della Ceramica

Teramo

Di Giuseppe Costruzioni Generali ottiene la certificazione “Azienda Cardioprotetta”

I dipendenti partecipano ad un programma di formazione certificato sulle tecniche di primo soccorso.

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di giuseppe costruzioni generali azienda cardioprotetta 2

L’azienda leader nelle costruzioni e nel movimento terra di Roseto degli Abruzzi ha aderito al progetto “Un defibrillatore in ogni luogo di lavoro”. Andrea Di Giuseppe: «rafforziamo l’impegno nei confronti dei nostri dipendenti e delle loro famiglie».

TERAMO – Nessuna opera sarà mai davvero solida, se non ha buone fondamenta. Per questo motivo, Di Giuseppe Costruzioni Generali, azienda di Roseto degli Abruzzi leader nel settore delle costruzioni e del movimento terra, mette alla base del proprio operato la sicurezza sul lavoro. E proprio in tale ottica ha deciso di aderire al progetto “Un Defibrillatore in Ogni Luogo di Lavoro”, ottenendo la certificazione di “Azienda Cardioprotetta”.

Questo riconoscimento sottolinea il continuo impegno dell’azienda nella salvaguardia della salute e dei suoi dipendenti. Nel contesto di un’industria sempre più attenta alle normative di sicurezza e al benessere dei propri lavoratori, Di Giuseppe Costruzioni Generali vuole garantire un ambiente di lavoro sempre più sicuro e protetto.

di giuseppe costruzioni generali azienda cardioprotetta defibrillatore

Il nuovo defibrillatore installato presso la sede è un dispositivo di ultima generazione, intuitivo, facile da utilizzare e capace di fornire assistenza immediata in caso di emergenze cardiache, aumentando significativamente le possibilità di sopravvivenza in attesa dell’arrivo dei soccorsi. Per non dar nulla per scontato però, gli addetti di Di Giuseppe Costruzioni Generali hanno partecipato ad un corso di aggiornamento sul suo utilizzo e sulle tecniche di rianimazione cardiopolmonare.

«Riteniamo essenziale poter contare su tecnologie che possono fare la differenza in momenti critici» ha dichiarato Andrea Di Giuseppe, amministratore della Di Giuseppe Costruzioni Generali. «Con l’installazione di questo defibrillatore, non solo miglioriamo la sicurezza della nostra sede, ma rafforziamo anche il nostro impegno verso i nostri dipendenti e le loro famiglie».

L’iniziativa di dotare la sede di un nuovo defibrillatore è parte di un più ampio programma di salute e sicurezza che l’azienda ha implementato negli ultimi anni, includendo formazione regolare sui rischi specifici del settore delle costruzioni, uso corretto delle attrezzature di sicurezza, e adesso, la gestione delle emergenze mediche. Questo ha permesso all’azienda di ottenere una serie di prestigiose certificazioni. Lo scorso anno, ad esempio, Di Giuseppe Costruzioni Generali ha ottenuto la ISO 9001 per i “Sistema di gestione qualità”, la ISO 14001 per il “Sistema di gestione Ambientale” e la ISO 45001 per i “Sistemi di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro”.

L’installazione del defibrillatore è stata accompagnata da un programma di formazione certificato per il personale, che includeva corsi pratici sull’uso corretto dei dispositivi e tecniche di primo soccorso, assicurando così che ogni team abbia le competenze necessarie per intervenire efficacemente in caso di necessità.

Di Giuseppe Costruzioni Generali si impegna a continuare a essere un punto di riferimento nel settore delle costruzioni per quanto riguarda la sicurezza e la salute sul lavoro, mostrando ancora una volta il proprio impegno a operare non solo con eccellenza, ma con una profonda responsabilità sociale verso chi lavora ogni giorno per costruire il futuro. Di Giuseppe Costruzioni Generali costruisce la sicurezza dei propri lavoratori giorno dopo giorno.

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Pescara

Botte alla compagna a Pescara, ma intervengono i Carabinieri: arrestato

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Quando hanno udito le grida provenienti da quell’appartamento, le altre persone che abitano in quel condominio hanno lanciato l’allarme. I Carabinieri di Pescara lo hanno arrestato in flagranza di reato: a causa delle botte, la sua compagna aveva il volto tumefatto.

PESCARA – Non era la prima volta che veniva fatta oggetti di maltrattamenti. Per anni ha subito vessazioni di ogni tipo e violenza, sia fisica che psicologica. Botte, insulti, frasi ingiuriose. Ieri mattina, domenica 21 aprile, il copione si è ripetuto uguale, ma questa volta sono intervenuti i Carabinieri, che hanno arrestato un trentaquattrenne di Pescara che aveva preso a botte la compagna, nell’appartamento nel quale abitavano.

Sono state proprio le grida provenienti dall’appartamento ad attirare, intorno a mezzogiorno, l’attenzione di una pattuglia della Radiomobile. I Carabinieri sono entrati in azione giusto in tempo: lam donna aveva già un occhio tumefatto ed il corpo coperto di lividi. Il suo compagno l’ha tempestata di pugni, non risparmiandole nemmeno il volto.

La donna è stata accompagnata in Pronto Soccorso, dove ha ricevuto una prognosi di 21 giorni. Durante la ricostruzione dei fatti, è stato accertato che in passato aveva già subito violenze. Il suo compagno è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia, in attesa dell’udienza di convalida.

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Teramo

Malversazione di fondi pubblici: sequestrati 30 mila ad un imprenditore a Tortoreto

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Secondo le indagini delle fiamme gialle, l’imprenditore, di origine cinese, avrebbe utilizzato i fondi del Decreto Liquidità, provenienti dalle risorse per le imprese durante la pandemia, per bonifici a parenti.

TERAMO – Ha ottenuto il finanziamento previsto dal Decreto Liquidità, ma ha utilizzato questo denaro per compiere bonifici ai parenti e non per far fronte all’emergenza della pandemia. Pertanto, ad un imprenditore di origine cinese titolare di un’azienda di Tortoreto che fabbrica articoli da viaggio, borse e pelletteria, ha ricevuto un provvedimento di confisca da 30 mila euro, pari al profitto del reato di malversazione di erogazioni pubbliche del quale è accusato.

Il Decreto Liquidità nel 2020 ha potenziato il “Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese”, stanziato per aiutare le aziende a superare la fase emergenziale provocata dalla pandemia da Covid-19.

Oltre alla confisca nei confronti dell’imprenditore accusato di malversazione a Tortoreto, la Guardia di Finanza ha anche sanzionato anche il commercialista della società, in quanto, in ragione del rapporto intrattenuto con il cliente, ha violato gli obblighi di adeguata verifica, di astensione o trasmissione di segnalazione per operazioni sospette imposte dalla normativa anti riciclaggio in capo ai soggetti obbligati, tra cui rientrano appunto i commercialisti.

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