Nasce a Fermo un alloggio sociale per adulti in difficoltà economico-sociale

Il primo ingresso è avvenuto nella scorsa settimana

FERMO – Il nuovo alloggio sociale è situato in via Graffigna n. 19, e ha come obiettivo quello di offrire una risposta, temporanea, ad adulti autosufficienti, di sesso maschile, con problematiche economico – sociali, non in grado di reperire autonomamente soluzioni abitative, privi di sostegno familiare o per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia valutata temporaneamente o permanentemente impossibile.

Mirco Giampieri, Paolo Calcinaro e Gianni Della Casa

‘Parte un progetto – ha dichiarato il Sindaco Paolo Calcinaroche nasce dopo la segnalazione che ci era stata fatta da alcuni utenti un anno e mezzo fa per dare una risposta a una problematica: il Comune storicamente ha a disposizione delle case emergenziali, diverse dalle popolari (che comunque grazie all’Assessorato al Patrimonio come noto ha visto l’assegnazione in tre anni di 101 alloggi, più l’Erap ne ha messi a diposizione altri 31). Anni fa nel 2012 il Comune si dotò di criteri per individuare i criteri per l’assegnazione, il primo era quello della presenza di minori a carico del nucleo. Criterio con un seguito purtroppo numeroso: ci siamo accorti però che esistono anche le fragilità dei singoli, acutizzate negli ultimi tempi dalla crisi economica. Abbiamo iniziato così a immaginare una casa emergenziale dedicata alla coabitazione di singoli in difficoltà, ritenuti idonei dai Servizi Sociali, fino a 4 persone. Un lavoro condotto con i nostri assistenti sociali che, grazie ai finanziamenti per il Rei, potremo potenziare nel numero. Rei che riguarda a Fermo 150 casi e speriamo che si tenga conto di questa misura che qui funziona. L’alloggio sociale rappresenta un passo importante che cambia la prospettiva e ridà la possibilità ad una fascia di cui tener conto’.

‘Quello dell’alloggio sociale – ha affermato l’assessore alle Politiche Sociali Mirco Giampieriè un progetto rivolto a chi ha la residenza nel Comune di Fermo di cui si tiene conto di particolari condizioni di disagio, che possono essere di tipo economico (perché senza lavoro), familiare (divorziato). Si vogliono dare risposte a chi è difficoltà anche grazie all’operato di un assistente sociale che accompagna l’ospite nel progetto di reinserimento in una vita dignitosa. Grazie allora al lavoro di Tania Fiori e Ida Imperato. Per il progetto dell’alloggio abbiamo trovato anche la collaborazione e l’aiuto di associazioni come il Ponte o di ditte come Andrenacci Arredamenti, Marrozzini Arredamenti, Ep Mobili, Renzo Lucci, Dante Fagioli’.

L’Alloggio Sociale, la cui organizzazione, le modalità operative ed i servizi erogati sono contenuti nella Carta dei Servizi, risponde alla esigenza di residenzialità per soggetti non in grado di provvedervi autonomamente ed offre servizi volti a garantire soluzioni anche temporanee a bisogni di alloggio, vitto e tutela, contenendo i tempi dell’accoglienza al periodo necessario al reperimento di una collocazione più idonea; la capacità ricettiva dell’Alloggio Sociale è, di norma, di 4 posti; i destinatari del servizio sono adulti o anziani autosufficienti, con problemi esclusivamente di natura economica o sociale, la valutazione delle condizioni di accoglienza ed il programma di permanenza nella struttura sono effettuati dal Servizio Sociale professionale in collaborazione, ove necessario, con i servizi sanitari competenti.

‘La funzione dell’alloggio sociale non si esaurisce nella sola accoglienza – ha aggiunto il Dirigente dei Servizi Sociali del Comune di Fermo Gianni Della Casa –  ma presuppone una presa in carico del soggetto ospitato e l’attivazione a suo favore di azioni di tutela con la definizione di un progetto sociale che di norma coinvolge l’ospite ed il servizio sociale professionale dell’ente gestore. L’ammissione alloggio sociale avviene su istanza dell’interessato cui segue la verifica dello stato di disagio socio-abitativo da parte dei Servizi Sociali’.

La permanenza nella casa è di regola di 12 mesi, eventualmente prorogabili per un periodo variabile non superiore ai 9 mesi in base al percorso individuale di ogni ospite motivato e giustificato da una relazione dei Servizi Sociali. L’ospite è anche tenuto al pagamento con cadenza mensile di una quota di compartecipazione.