Necropoli di Campovalano: oggi inizia il 3° anno di apertura. 5000 visitatori provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia e da tutti i continenti

CAMPLI – ”Oggi inizia il nostro 3° anno di permanenza sul sito della Necropoli.” Sono le parole entusiaste di chi ogni giorno ospita chiunque voglia ammirare coi propri occhi le bellezze antiche del sito archeologico camplese.

In questi primi due anni sono passati nella Necropoli circa 5000 visitatori provenienti da quasi tutte le regioni d’Italia e da tutti i continenti; oltre trenta Istituti Scolastici con una cinquantina di classi, circa 15 gruppi organizzati di turisti e singoli visitatori.

”Desideriamo ringraziare quegli enti e associazioni che ci hanno aiutato e supportato, a vario titolo, in questo lungo periodo e soprattutto l’associazione Campovalano Viva, il Comune di Campli e gli agenti della locale stazione dei Carabinieri Forestali, senza i cui interventi i risultati non sarebbero stati gli stessi.”

La Necropoli di Campovalano è una vasta necropoli protostorica impiantata su un terrazzo fluviale, oggetto di scavi a partire dagli anni Settanta. E’ composta da oltre 600 tombe ad inumazione che abbracciano un arco cronologico che va dalla fine dell’età del Bronzo alla conquista romana (anche se le ricerche inducono a pensare che la necropoli celi nel sottosuolo almeno 20 mila tombe). Le sepolture dell’età del bronzo e della prima età del ferro presentano dei corredi assai ridotti: si tratta in genere di un solo oggetto in bronzo deposto sul torace dell’inumato. In quelle del VII e VI secolo a. C. è possibile invece osservare mutamenti nell’organizzazione stessa del sito funerario; cambiamenti che riflettono a loro volta le disuguaglianze sociali dell’epoca (ricordiamo che la stratificazione in classi si affermò proprio in questo periodo). Particolarmente esemplificativa, in tal senso, è la tomba n. 100 che per dimensioni (lung. m. 4,70, prof. m 1,80 e largh. m 2,8) e per corredo funerario, presenta tutti gli elementi simbolici di uno status elevato. Il defunto sembra infatti appartenere ad un alto grado militare e, non a caso, accanto a lui è sepolto il carro da combattimento. Nel corso del primo millennio, l’organizzazione della necropoli subisce una vera e propria trasformazione. Dalla fase “monarchica” si passa alle sepolture senza corredo della prima fase repubblicana (metà V, metà IV a.C.) e quindi alle tombe di età ellenistica che sono a fossa e tutte orientate verso sud  (non verso occidente come nelle più antiche). I corredi sono costituiti da vasi in ceramica lavorati al tornio, frequentemente verniciati in nero. Nelle sepolture femminili si rinvengono numerosi strumenti per la cura del corpo come nettaunghie, nettaorecchie, ed anche nelle tombe maschili scompaiono le armi per lasciare il posto a strigli e vasi porta – sabbia, strumenti tipici dell'”uomo atletico”.

La necropoli continua ad essere utilizzata fino agli inizi del II sec. a.C. quando la pianura torna ad esser usata a scopi agricoli. I resti della Necropoli sono conservati nel Museo Archeologico Nazionale di Campli.