Chieti, Monsieur David e il Teatro dei piedi in scena domenica 9 dicembre al Piccolo Teatro dello Scalo

CHIETI – Arriva al PICCOLO TEATRO DELLO SCALO l’artista Monsieur David con il suo fantastico mondo del Teatro dei piedi. Lo spettacolo si svolgerà domenica 9 dicembre alle  ore 18.00.

Il noto artista internazionale Monsieur David, conosciuto ormai da anni nel panorama nazionale grazie al suo teatro fisico realizzato con i piedi ,che dopo il successo invernale nei teatri italiani con lo spettacolo LA DANSE DU PIED, realizzato insieme alla sua compagna, la carismatica danzatrice attrice Federica Gumina , decide di farsi coinvolgere da un progetto davvero unico nel suo genere ,una residenza artistica della durata di 7 giorni presso il centro Ecumenico Valdese Agape dal 1 al 7 Luglio 2018 ,un centro culturale dove la socialita’ e la formazione sono messi al primo posto.

L’artista di origine francese gira l’italia anche attraverso un laboratorio dal titolo RITORNO AL FANTASTICO in cui incoraggia le nuove generazioni a un sempre maggiore uso dell’immaginazione per rendere uniche le proprie vite, decide di far nascere la sua nuova creatura artistica “ primo studio” , della durata di 20 minuti

,dal titolo TROPPO RUMORE INTORNO ,grazie al coinvolgimento di B.R.A.C.T (breve residenza artistica di comunità e territorio) .

SINOSSI

Chi di noi non è rimasto estasiato, trovandosi in silenzio circondato da boschi, e in quell’istante ha percepito di essere più presente a se stesso? Il legame con la fonte aumenta, la percezione di sè si fa più chiara. Credete che sareste più felici, se questa esperienza la tentassimo quotidianamente in casa? E se riuscissimo finalmente a percepire il nostro appartamento come un tempio sacro, abolendo l’uso ossessivo della televisione, del telefono che squilla per colpa di call center ossessionati e competitivi? Riprendere coscienza del fatto che esistono anche due mani (all’improvviso ci accorgiamo che vibrano) e due piedi che poggiano con autostima sul pavimento. In quel silenzio, scopriamo che non siamo solo corpi abitati da qualcuno di cui non conosciamo neanche il piano in cui abita; ci accorgiamo invece di essere come tubature